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13 agosto
EFFEMERIDI C.Ss.R = 1758. Circolare di S. Alfonso ai membri della Congregazione.

1758. Circolare di S. Alfonso ai membri della Congregazione.

Questa circolare del 13 agosto fu motivata dalla defezione di alcuni. La loro caduta fornisce al Santo l’opportunità di esortare tutti i Padri e Fratelli all’osservanza regolare. Scriveva:

  • “Per rianimare il nostro coraggio, abbiamo sempre davanti agli occhi la felice morte dei nostri confratelli defunti, studenti o missionari, come anche la triste sorte degli infelici che non sono più dei nostri. Questi piangono sulla loro sventura, e quelli che non piangono sono ancora più degni di compassione. Stiamo in guardia, e ricordiamoci che la loro rovina proviene dai ripetuti difetti di cui non hanno affatto tenuto conto.
  • Voi sapete tutto di questo Fratello che ci ha lasciato senza permesso. Da lunghi mesi egli vive in disgrazia di Dio, senza trovare nessuno che possa assolverlo. Questo esempio deve fare tremare tutti quelli che hanno il timore del peccato. Siamo fedeli, dunque, a comunicare le nostre tentazioni a coloro che possono aiutarci, soprattutto la tentazione contro la vocazione, la più terribile di tutte a causa delle conseguenze che porta con sé. Tutti i giorni, nella visita al SS. Sacramento ed alla santa Vergine, chiediamo specialmente la grazia di perseverare nella nostra vocazione.

E nessuno si fidi delle sue risoluzioni o dei suoi buoni sentimenti: al primo movimento della passione, la comprensione si oscura e tutto cambia aspetto; gli esempi di cui io sono stato testimone, ve lo dico con verità, mi fanno tremare per ciascuno di noi…
P. BERTHE. Vita di S. Alfonso, I, 673.

Una raccomandazione di S. Alfonso valida per ogni tempo: “Tutti i giorni, nella visita al SS. Sacramento ed alla santa Vergine, chiediamo specialmente la grazia di perseverare nella nostra vocazione.”

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1794. Il re di Napoli e l’introduzione della causa di S. Alfonso.

Ferdinando I, re di Napoli, unendosi alle 408 suppliche fatte da cardinali, arcivescovi e vescovi e da personaggi distinti, chiese a Pio VI di introdurre la causa di beatificazione di Alfonso de Liguori, a meno di dieci anni dalla sua morte. Pio VI accordò l’apertura del processo anche prima della revisione degli scritti.

Ferdinando I di Borbone (1751-1825), re delle Due Sicilie, al nome aggiunse diversi numeri: IV come re di Napoli, III come re di Sicilia.

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IN MEMORIAM 

Venerabile P. Paolo Cafaro. Caposele, 1753.

Nato a Cafari il 5 luglio 1707, il P. Cafaro all’età di trentaquattro anni entrò nella Congregazione, nei primi dieci anni dalla fondazione.
Era curato di Cava (Italia), ed aveva un’anima di apostolo. Nei suoi dodici anni di vita religiosa, si dedicò all’opera delle missioni con uno zelo di fuoco. S. Alfonso lo prese come direttore spirituale dopo la morte di Monsignor Falcoia, e fece voto di ubbidirgli in tutto. Lo guardava come uno dei principali sostegni della sua Congregazione, e non si scostava dei suoi consigli.
Durante i sei ultimi anni della sua vita, scrive S. Alfonso, il P. Cafaro soffrì un martirio interiore come non soffrì nessuno martire di Gesù Cristo. Se potessi dire – aggiungeva – i tormenti che ha subito, farei piangere le pietre più dure.”

Diceva uno dei suoi confratelli: “Se dovessi dipingere il P. Cafaro, lo farei rappresentare su una colonna di marmo con questa iscrizione: “Semer idem”, (sempre lo stesso); per sottolineare la sua costanza nell’esercizio delle più alte virtù e la sua imperturbabile serenità nelle più terribili angosce”.
Alla sua morte, S. Gerardo, allora ad Iliceto, entrò in estasi ed esclamò: “Vedo l’anima del P. Paolo entrare in cielo”. Per consolarsi della sua perdita, S.  Alfonso, adorando i disegni della Provvidenza, compose il suo bel cantico sulla uniformità alla volontà di Dio che diventò uno dei più popolari in Italia: Comincia così:
Il Tuo gusto e non il mio, amo solo in te, mio Dio.
Voglio solo, o mio Signore, quel che vuol la tua Bontà.
Quanto degna sei d’amore, o Divina Volontà.

La vita del P. Cafaro è stata scritta da S. Alfonso. —”Scio opera tua, et laborem et patientiam,” Apoc. 2-2.
Professione: 2 luglio 1742.
[Ordinazione sacerdotale: 22 settembre 1731]

Il servo di Dio P. Paolo Cafaro (1707-1753) grande anima e grande apostolo redentorista (Immagine in AGR).

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Fr. Philippe (Kuntz). Dunkerque, 1874.
Fratello Philippe era il fratello del P Frédéric, cronista della Casa Generalizia a Roma. Nacque a Weyersheim, dipartimento del Baso-Reno, il 31 maggio 1830, ed entrò nell’Istituto verso il 1850.
Ciò che lo distingueva in modo particolare, era un grande amore per la Congregazione; poneva la sua vocazione di Redentorista al disopra di tutti i tesori.
Amava di uguale amore i suoi confratelli e non trovava felicità più grande che quella di far loro dei favori.
Allegro e spirituale, la sua grande gioia era di divertire gli altri con le sue battute. Del resto, era un religioso molto intelligente, devoto, modesto, grande lavoratore, senza pretese; esente dalla pericolosa ambizione che talvolta turba la testa dei giovani aspiranti, si accontentava del suo umile mestiere di sarto, più felice di rivestire i membri della comunità che rivestire i suoi pensieri col capotto dell’eloquenza.
Il caro Fratello ebbe la consolazione di morire assistito dal suo Fratello Redentorista. – “Reddidit justis, mercedem laborum suorum“. “Sap 10-17.
Professione: 2 febbraio 1854.

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
UMILTÀ = 13 agosto
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