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14 marzo
EFFEMERIDI C.Ss.R =  1820. Ultimi momenti di S. Clemente.

1820. Ultimi momenti di S. Clemente.

S. Clemente è alla vigilia di entrare nell’eternità e, nella notte tra il 14 e il 15 marzo, un suo confratello gli amministra gli ultimi sacramenti. Gli atti del processo canonico riferiscono un fatto meraviglioso che avvenne il mattino del giorno della sua morte.
Apparve a una sua figlia spirituale e grande benefattrice, si pose nella sedia dove sedeva ordinariamente nelle sue visite; deplorò lo stato pietoso della religione in quel tempo, l’assenza totale di fede fra le classi sociali elevate e dichiarò che se ne andava da questo triste mondo. «Me ne vado al luogo del mio riposo», disse per tre volte e disparve.
P. Haringer. Vita di S. Clemente Maria, p. 311. Madrid, chiesa del Perpetuo Socorro - Particolare della statuetta lignea che orna l'altare di San Clemente.

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1925. Inizio della Vice Provincia del Venezuela.
(Prov. di Spagna)

Su richiesta del vescovo di Barquisimeto ebbe luogo la fondazione di questa Vice-provincia. Nel 1924, il vescovo si rivolse al Papa per ottenere una fondazione di missionari religiosi. La Santa Sede incaricò i Superiori Maggiori di trattarla. Il 14 marzo 1925 la fondazione di Barquisimeto fu accettata.

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 IN MEMORIAM

Il Servo di Dio Nicola De Sanctis. Iliceto, 1834. Studente.
Nacque il 31 Gennaio 1818 a Castelgrande, diocesi di Muro. Dalla sua giovinezza, ha mostrato un grande amore per la Santa Eucaristia, la Vergine, la Congregazione e verso i  poveri.
Fece la sua professione e pochi mesi dopomorì in odore di santità, all’età di sedici anni, il sorriso sulle labbra e gli occhi fissi sull’immagine di Maria che aveva tanto amato sulla terra. – “Placita erat Deo anima illius, propter hoc properavit educere illum de media iniquitatum”. Sap. 4, 14.

Lo studente redentorista Nicola de Sanctis (1818-1834) morto non il 14, ma il 20 marzo, come si legge anche nella scritta.

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 Fr. Charles Sins. Houdemont, 1884.
Fratel Charles è nato il 31 Gennaio 1838 a Sarrebourg, diocesi di Nancy. Fin dall’inizio della sua vita religiosa, fu stabilito a Roma; venne a Houdemont a causa di malattia e la sua malattia gli impedì di ritornare in Italia. La cronaca ci dice che il fratello Redentorista Charles morì offrendo a Dio le sue sofferenze per la salvezza delle anime. – “Memor esto mei”. Tob. 3, 3.
Professione : 21 aprile1862.

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Fr. Joseph-Maria (Elias Munôz). Riobamba, 1915.
Il caro fratello è nato il 18 marzo 1865 a Llaçao diocesi di Cuenca. Da giovane ebbe la fortuna di frequentare molte missioni dei nostri Padri di Cuenca. Ben presto sentì una forte attrazione per la vita religiosa redentorista, e volontariamente si offrì come fratello servente. Fin dai tempi della sua professione il caro fratello è stato assegnato alla casa di Buga, dove per dodici anni, ha svoltoi più importanti servizi, come sagrestano, cuoco, calzolaio, e si distinse per il suo spirito di ordine e per la sua grande attività.
Non contento di adempiere gli obblighi del suo ufficio, trovava il modo di rendersi utile, imparando la galvanica, applicandosi alla pittura, alla musica, all’orologeria. Grazie a queste conoscenze pratiche, rese grandi servizi nelle nostre case americane e cercò di comunicare la sua conoscenza ai suoi giovani confratelli. Faceva con piacere tutto ciò che gli veniva chiesto.
Certamente aveva i suoi difetti, ma questi difetti venivano di gran lunga superati dalle sue buone qualità, come la sua umiltà ad accogliere i richiami dei superiori e il suo buon umore. Lo spirito di famiglia non gli faceva rifiutare alcun servizio, rendeva gioiose le piccole feste di comunità, anche con fuochi d’artificio.
Fratel Joseph-Maria visse una vita abbastanza crocifissa. Le sue sofferenze gli davano spesso l’opportunità di praticare la pazienza e l’amore alla croce.
Non poteva farsi idea del pericolo che lo minacciava, la sua grande tentazione era di non sapere rispettare pienamente la volontà di Dio. Egli pregava il cielo e i suoi protettori per la sua salvezza, ma Dio era sordo alla sua richiesta, gli riservò un ben più prezioso: il supporto delle crudeli sofferenze verso la fine della sua vita, la piena fiducia nella misericordia divina, la perseveranza nella sua bella vocazione e la corona, che S. Alfonso riserva in cielo a tutti coloro che, dopo aver vissuto in osservanza regolare, muoiono dentro la Congregazione. – “Qui perseveraverit usque in finem, hic salvus erit“.  – Matth. 10, 22.
Professione : 19 marzo1891.

Ecuador – Riobamba 1959, capitale del Chimborazo con una popolazione attuale di 43.000 abitanti. Il Chimborazo è anche il nome del monte alto 6.300 mt. – Qui operarono i redentoristi francesi.

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
AMORE VERSO DIO = 14 marzo
APRI

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