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19 aprile
EFFEMERIDI C.Ss.R = 1750. A Pagani muore il Ven. P. Cesare Sportelli.

1750. A Pagani muore il Ven. P. Cesare Sportelli.

Cesare Sportelli nacque il 19 giugno 1701 a Mola di Bari (Italia). A 25 anni conquistò la palma del dottorato. Avvocato ricercato per la sua eloquenza, per la sua lealtà negli affari e per la sua ardente pietà.
All’ospedale degli Incurabili in Napoli conobbe S. Alfonso e volle entrare nella Congregazione nel momento in cui i primi compagni del nostro Fondatore lo abbandonavano. La sua predicazione e la sua catechesi producevano un bene immenso e Dio l’aiutava in maniera straordinaria. Dappertutto acquistò una grande stima per la sua saggezza e prudenza.
Era uomo di carattere facile e accomodante con tutti, sempre uguale, moderato ma fermo come san Francesco di Sales. Il nostro venerabile nascondeva nelle forme della vita ordinaria le sue virtù eroiche, l’orazione contemplativa e le dure mortificazioni.
Peculiarità della sua vita fu l’imitazione delle virtù di nostro Signore. Tra i primi compagni di sant’Alfonso, nessuno lo sorpassò in questa riproduzione abituale della vita del Salvatore. Egli scriveva a sant’Alfonso: “Entrando nel nostro Istituto, non ho avuto altro scopo che seguire ed imitare nostro signore Gesù Cristo, senza mai preoccuparmi dei successi o del numero degli ascoltatori”.
Dopo grandi e sofferti lavori apostolici, ai quali si donava senza riserve, dopo molte traversie e problemi che sopportò all’inizio della nascente Congregazione, cadde sotto il peso delle infermità che lo portarono ad una fine prematura. Diverse volte aveva predetto il giorno e l’ora della sua morte. Prima di spirare, calmo e gioioso come un esiliato che ritorna in patria, recitò il salmo In exitu Israel de Aegypto, e rese la sua anima.
Dio mise in luce la santità della sua anima con numerosi miracoli avvenuti alla sua morte. Tre anni dopo la sua morte si aprì la bara: il corpo era intatto e flessibile come al momento della morte, senza alcuna traccia di putrefazione. La conservazione del corpo, le guarigioni operate per intercessione del servo di Dio, l’eroicità delle sue virtù spinsero Alfonso a presentare una supplica a Roma per iniziare il processo di beatificazione. Il p. De Risio conta ben 10 guarigioni umanamente inspiegabili, ottenute per intercessione del p. Cesare Sportelli. “Serve bone et fidelis intra in gaudium Domini tui.
P. Berthe, Vita di sant’Alfonso, I,p.431. – Rivista Santa Famiglia, anno 1900 p.75.

Il Ven. P. Cesare Sportelli (1701-1750) umile discepolo del Falcoia e prezioso compagno di S. Alfonso. Fu il primo Rettore della casa di Pagani, nella cui chiesa gli è dedicata questa vetrata.

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1920. Fondazione della casa di Bernrain.

In seguito alla guerra del 1914 la provincia di Straburgo perdeva come campo d’azione il Baden, la Hesse e la Sarre. Le restavano solo tre dipartimenti, abbastanza insufficienti per il reclutamento vocazionale e i lavori apostolici. Questa è la ragione della fondazione della casa di Bernrain [Kreuzlingen Svizzera].

Bernrain, Kreuzlingen (Svizzera), 1947 – Casa e chiesa di S. Corrado vescovo aperta dai Redentoristi nel 1919/1920 (foto in AGHR).

Bernrain, Kreuzlingen, 1947 – Particolare del presbiterio della chiesa, luogo di pellegrinaggio per la venerazione del miracoloso Crocifisso (foto in AGHR)..

Dipinto che ritrae il pellegrinaggio al miracoloso Crocifisso che si trova all’interno della chiesa. Dono della città di Costanza, 1598 (immagine da internet)

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IN MEMORIAM 

P. Carlo Druelle. Gannat, 1890.
Il  Padre Druelle è nato il 2 agosto 1820 a Sin-le-Noble diocesi di Lille. Per nove anni fu vicario e parroco, poi entrò in Congregazione.
Benché di carattere timido, il Padre Druelle  sviluppò un grande zelo per la salvezza delle amine. Diede prova di grande dedizione soprattutto sul campo di battaglia, in qualità di cappellano militare durante la guerra franco-tedesca nel 1870.
Esercitò per vari anni l’incarico di cronista provinciale, dimostrandosi tanto esatto e caritatevole quanto modesto e pieno di vita interiore. In tutta la sua vita testimoniò con grande fedeltà la sua devozione alla Santa Vergine e i suoi giorni terminarono nella preghiera, nella pazienza e nella rassegnazione. Morì di sabato. – Defectio tenuit me, pro peccatori bus derelinquentibus legem tuam”.
Professione : 19 marzo 1855
Ordinazione sacerdotale : 20 dicembre 1845.

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P. Aloys Noël. Gannat, 1893.
Nato nel Granducato di Lussemburgo il 25 aprile 1821, il  Padre Noël fece i suoi brillanti studi alla università di Lovanio. Dopo aver esercitato il santo ministero come vicario, chiese l’ammissione in Congregazione.
Stimando molto la sua virtù, i superiori ben presto gli confidarono importanti incarichi. Maestro dei novizi, fondatore di varie case, egli divenne il modello del missionario redentorista. Era di una zelo a tutta prova. Divenne leggendario il motto: “Il buon padre Noël è un intrepido”.
Morì in missione a saint-Maurice, parrocchia situata  tra le montagne della Haute-Loire. Colpito da una infiammazione ai polmoni cadde svenuto durante la celebrazione della messa, dopo la consacrazione. Ebbe la grazia di fare la sua confessione generale, che egli portava scritta in tasca e morì durante la missione. Prima di morire scrisse: “Ora nelle tenebre, ben presto nello splendore della gloria!” e alzando la mano per benedire la lasciò cadere. La morte aveva concluso la sua opera.  “Postulet autem in fide, nihil haesitans” Gc.1,6.
Professione : 15 agosto1825
Ordinazione sacerdotale: 14 aprile 1846.

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Fr. Alphonse   (Antoine  Lehmann).  Mulhouse, 1902.
Nato a Elgerweiler, Granducato di Bade, l’8 settembre 1819 il caro fratello prese la decisione di donarsi a Dio dopo aver assistito alla predicazione di un santo prete nella cattedrale di Strasburgo. Faceva parte del Terzo Ordine ed entrò subito a Bischenberg come novizio.
Il rev.mo Padre Passerat, allora Vicario generale della Congregazione, lo accolse e il fratello Alfonso visse a Bischenberg per 25 anni, amato e stimato da tutta la comunità per il suo spirito di lavoro e della sua grande pietà, della quale diede prova fino alla morte.  Lasciò l’Alsazia nel momento del Kulturkampf e passò gli ultimi 15 anni di vita come fratello giardiniere a Uvrier.
Morì a Molhouse dando ai suoi confratelli l’esempio di un grande spirito di preghiera. – “Et in oratione confitebitur Domino” Eccl.39,9.
Professione : 21 aprile 1847.

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P.  Joseph  Leitner. Buga  1926.
Il padre Leitner nacque il 19 marzo 1844 a Virgen nel Tirolo austriaco da genitori molto credenti dediti alla coltivazione dei campi.
Compiere la volontà di Dio, espressa dalla Regola o dai superiori, questo fu l’ideale del padre Leitner. Lo stato fiorente  dell’Istituto in Austria lasciato dal p. Passerat colpì vivamente il suo spirito e chiese l’ammissione alla Congregazione.
Dalla sua ordinazione sacerdotale egli insegnò nello studentato di Mautem fisica, greco, latino e tedesco. Desiderando lavorare per le anime rispose all’appello del Rev.mo Padre Generale per le missioni dell’America del Sud; si imbarcò per Santiago e quattro anni dopo i superiori lo incaricarono della fondazione di Buga dove per 40 anni lavorò senza risparmiarsi.
Aveva un talento pratico di organizzatore: esperto in orologeria, fonditore di campane, tutto era buono per  rendere un servizio al prossimo.
Il meglio del suo tempo lo dedicava al santo ministero. Lo stile della sua predicazione, l’assiduità al confessionale, l’aiuto che portava agli ammalati rivelavano un cuore d’oro verso i suoi fratelli assieme ad una volontà di ferro per combattere il peccato e convertire i peccatori induriti.
Durante una campagna apostolica  contrasse un inizio di idropisia. Non si riebbe più  completamente da questo colp e da allora la chiesa del convento, il confessionale  e gli ammalati saranno l’oggetto del suo zelo delicato e pieno di carità.
La caratteristica del suo fervore fu l’amore alla Regola, spinto alla perfetta fedeltà fino alle più piccole prescrizioni. La Regola  riempì tutta la sua vita, era il suo vangelo: la leggeva, la meditava, la conosceva a fondo. Il grande spirito di fede lo testimoniava nel rispetto profondo dell’autorità, evitando  anche l’ombra di critica interna contro gli ordini ricevuti. Circondava i suoi superiori di un affetto filiale anche se più giovani di lui di trenta anni. Tutto quello che riguardava la Congregazione gli era sommamente caro. Specie quando parlava dei nostri Santi, dei Superiori Maggiori, del revmo. P. Mauron  e del P. Desurmont.

La sua carità fraterna non era forse molto visibile nel sentimento e nelle parole, ma era frutto della virtù fino all’eroismo. Per temperamento era portato alle affermazioni energiche e a contrasti violenti. Sapeva reprimere queste tendenze e restare sempre nella carità.
Lungi dal voler prevalere per la reputazione delle sue virtù o per la sua età, si sforzava di vivere in modo discreto in mezzo ai suoi confratelli. Non c’era niente  di straordinario nella sua condotta esteriore circa il raccoglimento e la preghiera, ma si notava la straordinaria e continua attenzione della sua anima a restare sempre calmo ed agire sotto l’occhio di Dio e per Dio.
Sotto l’aspetto virile la sua pietà, poco sentimentale, testimoniava il tesoro di un amore vivo e profondo per Dio.  Il padre Leitner fu “per poco”  un uomo del suo tempo, mentre fu l’uomo di tutti i tempi, come la Congregazione  vuole vedere nei suoi religiosi, perché lui fu l’uomo di Dio, della Regola e del dovere.
Una febbre violenta fu il segnale della sua ultima malattia e della sua morte, tutta santa : “Perpetuo Soccorso…” fu l’ultima parola uscita dalle sue labbra.
Il padre Leitner lasciò ai suoi confratelli e a tutta la città di Buga la reputazione di un santo religioso. La cerimonia funebre fu un vero trionfo… tutta la città era presente.
L’unione a Dio ottenuta con la completa osservanza della Regola ed una perfetta conformità alla volontà divina, fu l’ideale che si era tracciato e che raggiunse  durante i suoi sessantun’anni di vita Redentorista.  “Ecce enim merces vestra, multa est in coelo” Lc. 6,23.
Professione:15 agosto  1865.
Ordinazione sacerdotale: 27 aprile 1869.

Buga, Colombia, prima del 1926 – Una parte di padri e fratelli della Comunità: tra essi il P. Leitner (foto in AGHR).

Buga, Colombia, 1926. – Funerali del P. Leitner (foto in AGHR).

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
AMORE VERSO IL PROSSIMO = 19 aprile
APRI

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