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21 settembre
EFFEMERIDI C.Ss.R = 1722. Sant’Alfonso riceve il sacramento della Confermazione.

1722. Sant’Alfonso riceve il sacramento della Confermazione.

Il 21 settembre 1722, sant’Alfonso ricevé il sacramento della Confermazione nel medesimo anno che aveva appena preso grandi decisioni.
Perché aspettò l’età di ventisei anni per ricevere questo sacramento?
A questa domanda, sollevata durante il processo di Beatificazione, l’avvocato della causa rispose: «A Napoli vigeva l’uso, non solo nel popolo, ma anche tra le persone onorabili e virtuose, di differire la ricezione del sacramento della confermazione fino all’età matura, talvolta fino alla stessa vecchiaia: ciò esclude da parte di Alfonso o dei suoi genitori ogni idea di negligenza».
Potremmo aggiungere che la Provvidenza ispirò al santo giovane di ricevere lo Spirito che dà forza, proprio nel momento in cui gli occorreva sostenere duri combattimenti per rispondere alla sua vocazione.
P. BERTHE. Vita di S. Alfonso, I, p. 26.

Il giovane Alfonso de Liguori ricevette la Cresima all’età di 26 anni.

 

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1774. Il prodigio di bilocazione.

Il 21 settembre, S. Alfonso celebrava la messa come di consueto; poi, invece di fare il ringraziamento ai piedi dell’altare, rientrò in camera e si gettò sulla poltrona.
Sembrava molto abbattuto, non faceva nessuno movimento, e non articolava nessuna parola. Alfonso restò immobile per tutta la giornata e la notte successiva.
I domestici che avevano ordine di vegliarlo, si tenevano in piedi alla porta della camera, inquieti di ciò che stava avvenendo. L’indomani Alfonso annuncia di voler celebrare la Santa Messa. Ai suoi servitori stupiti, disse allora: «Avete creduto che dormissi di un profondo sonno, ma no: ho assistito il Papa negli ultimi istanti, sta per morire».
Si apprese presto che il Papa Clemente XIV il 22 settembre alle sette del mattino era passato a miglior vita, nel momento stesso in cui Alfonso riprendeva i sensi.
Dio non poteva forse accordare a sant’Alfonso il grande onore di sceglierlo come suo messaggero di grazia e di misericordia presso il più insigne re della terra, il Vicario di Gesù Cristo?
Prima di registrare nelle sue “Memorie” questo fatto prodigioso, il P. Tannoia ne raccontò i dettagli al processo di beatificazione di sant’Alfonso.
P. BERTHE. Vita di S. Alfonso. II, p. 359.

La celebre bilocazione di S. Alfonso, che assiste il Papa Clemente XIV morente. (Quadro nella Casa redentorista di Roma, Via Merulana).

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IN MEMORIAM

P. Félix Grisar. Portorico (Antille), 1895.
Il P. Grisar nacque il 23 febbraio 1831 ad Ehrenbreitstein, vicino Coblenza (Germania), da una famiglia originaria del Belgio.
Orfano di padre e madre fin dall’età di dieci anni, fu adottato da uno degli zii. Completato gli studi umanistici entrò nella Congregazione, fece gli studi teologici a Wittem e fu ordinato sacerdote.
Da alcuni anni, lo affascinavano le missioni nei paesi lontani, principalmente la Cina e Giappone. Apprendendo delle fondazioni della Spagna, chiese di esservi mandato. I superiori lo mandarono a Cuenca, in America, di recente fondazione.
Riobamba, Lima, Aréquipa, Buenos-Ayres e infine Lima lo ebbero una dopo l’altra come superiore. La casa di Lima abitata dai nostri Padri è opera, oltre che di Dio, dell’abnegazione, della costanza, degli sforzi incessanti del buono e venerato P. Grisar, uomo di grande fede e di fiducia incrollabile.

Colpito da polmonite e affetto da malattia cronica al cuore, fu sull’orlo della morte. Gli associati della Novena Perpetua alla Madonna del Perpetuo Soccorso ne ottennero la guarigione. I superiori lo mandarono quindi a Portorico. In questa fondazione, volle dare ancora prova di grande dedizione, ma lo colpì una febbre maligna.
Il P. Grisar si fece notare sempre per la fede profonda, la grande bontà di cuore, tanto verso i confratelli che verso gli estranei. Perciò fu per tutta la vita e fino alla morte il santo religioso, l’uomo di preghiera, di orazione, e l’uomo delle fondazioni difficili.
Il P. Desurmont disse di lui: «Il P. Grisar è stato un modello di Redentorista che si è dedicato alle missioni estere»; ciò presupponeva in lui due qualità essenziali: un’inviolabile attaccamento alla vita religiosa e un totale zelo apostolico, cioè intrepido, infaticabile, fiducioso nella Provvidenza, sempre pronto a tutto, disposto a percorrere il mondo intero.
Il P. Grisar ha posseduto queste due qualità in sommo grado. È stato sempre un Redentorista fedele ai suoi doveri, come Stanislao Kostka al noviziato, e ardente apostolo come san Francesco Saverio.

La Rivista “La Santa Famiglia” beneficiò per molto tempo delle sue interessanti ed istruttive relazioni sulle missioni in Ecuador.  —«Dilectus Deo et hominibus, cujus memoria in benedictione est». Eccli. 45-1.
Professione: 28 aprile 1850.
Ordinazione: 16 agosto 1856.

La Casa redentorista di Mayaguez in -Portorico dove presubilmente ha terminato la sua laboriosa vita il P. Félix Grisar (foto da internet).

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P. Eugenio Quistrebert. Châteauroux; 1902.
Il P. Quistrebert è nato il 17 agosto 1877 a Lamartyre-Méan, diocesi di Quimper. La sua vita si può riepilogare in questa frase: fu una lunga sofferenza, santificata dalla pratica delle più belle virtù, soprattutto dalla pazienza e non si smentì per un solo istante.
Il P. Quistrebert morì all’età di venticinque anni. Studiò fino all’ultimo giorno, dicendo a quelli che lo sconsigliavano: «Nostro Signore nel giorno del giudizio mi chiederà se ho fatto tutto il possibile per rendermi utile alla Congregazione ed alle anime». —«Lex Dei ejus, in corde ipsius».  Lc, 30-31.
Professione: 10 aprile 1898.
Ordinazione sacerdotale: 29 giugno 1901.

La Comunità redentorista di Châteauroux nel 1903, all’inizio delle persecuzioni che portarono alla chiusura dei Conventi. Qui l’anno prima era morto, a soli 25 anni, il P. Eugenio Quistrebert (foto in AGHR).

 

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Fr. Costante Cougé. Combles (Somme), 1916. Studente

Nato a Désertines, Mayenne, il 14 maggio 1892, il giovane Studente in teologia quando esplose la guerra del 1914 era già sotto le armi. Fin dall’inizio si trovò catapultato nella zona pericolosa. La sua serenità era imperturbabile, perché da molto tempo aveva offerta la vita.
Durante un attacco si vide letteralmente sepolto per due ore, fortunatamente sfuggì alla morte. Dopo alcuni giorni di riposo alla stazione di soccorso, riprese coraggiosamente il posto nella sua posizione in seconda linea.
Preludendo l’attacco di Combles, occupò la prima linea, e fu ucciso da un scoppio di granata alla testa. Il cappellano del 43°, M. l’abate Régent, cavaliere della Legione di onore, rese questa testimonianza: «Era di ottimo carattere, ma soprattutto aveva un’anima bella! ». Fu amato e compianto da tutti i compagni. —«Placita enim erat Deo anima illius». Sap. 4-14.
Professione: 23 giugno 1921.

La battaglia di Combles durò 10 giorni e lasciò sul campo molte vittime, tra cui il giovane Costante (foto da internet).

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
MORTIFICAZIONE = 21 settembre
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Settembre 21, 2019 at 12:03 am da Salvatore
Categoria: In memoriam, Memoriale calendario, Profili biografici
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