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22 agosto
EFFEMERIDI C.Ss.R = * Zelo di S. Alfonso per i ritiri chiusi.

* Zelo di S. Alfonso per i ritiri chiusi.

Del beneficio che S. Alfonso aveva tratto dai suoi ritiri presso i Padri Lazzaristi durante la sua gioventù, ne volle fare beneficiare le anime che si rivolsero a lui. Scriveva ad un giovane: “Le predicazioni che si fanno nelle chiese sono buone; ma se non ci si applica a riflettere su ciò che si è sentito, si cava poco frutto; sono le riflessioni che producono le sante risoluzioni: ora queste riflessioni si fanno solamente nella solitudine. Quando la conchiglia ha ricevuto la rugiada dal cielo, si chiude subito e scende in fondo al mare; è così che forma la sua perla.”

– Nel suo regolamento di vita per tutti i cristiani raccomanda loro “di fare ogni anno gli esercizi spirituali in una casa religiosa o in qualche luogo solitario; o per lo meno di farli presso di essi, dedicando questi giorni di ritiri  all’orazione, alla lettura spirituale ed al silenzio”.
– Quando ebbe fondato la sua Congregazione, volle che accanto all’opera principale delle missioni, i Padri coltivassero con cura speciale i ritiri da dare nei loro conventi. La Regola approvata da Benedetto XIV li menziona espressamente: e nel Capitolo Generale dell’anno 1764, quando vennero redatte le Costituzioni destinate ad applicare nei dettagli le differenti Regole, tre Costituzioni speciali riguardarono i Ritiri chiusi ed indicarono ai Superiori delle case, ed ai Padri che avrebbero presieduto agli esercizi, tutto ciò che occorreva per farli riuscire.

Alfonso si incaricava volentieri di predicare questi ritiri ai laici, agli ordinandi provenienti a volte da quattordici diocesi del Regno di Napoli, ai Vescovi stessi accompagnati da buona parte del loro clero.
Il P. Tannoia, che ci fornisce questi dettagli, aggiungi: “‘Si conoscerà solamente nel giudizio finale i frutti straordinari di questi ritiri”.
Tannoia, Memorie, libro I, cap. 41.

S. Alfonso e il SS. Redentore (Agrigento) – Grande fu l’attenzione di S. Alfonso nel voler rafforzare in tutti i ceti dei fedeli i frutti della Redenzione con l’opera dei ritiri.

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IN MEMORIAM   

P. Girolamo Ferrara. Sant’Agata deiGoti, 1767. 

Il servo di Dio P. Ferrara nacque il 7 giugno 1715. Entrò nella Congregazione contemporaneamente al al Padre Alessandro di Meo. Era un brillante professore di lettere al seminario di Conza, e non pensava per niente a diventare religioso.
Avendo ascoltato predicare S. Alfonso durante la missione di Caposele, provò il desiderio di seguirlo. Dopo un lungo colloquio, Alfonso gli diede una copia delle Visite al S. Sacramento. Entrato in Congregazione, rese grandi servizi al nostro S.  Fondatore per la stampa delle sue opere.
La sua vita fu per i suoi confratelli un esempio di tutte le virtù religiose. Edificò particolarmente per la sua costanza al confessionale, la sua grande pazienza durante la sua ultima malattia, il suo zelo per le anime. Una parola di S. Alfonso basta per darne un’idea: “Era un uomo morto alla sua propria volontà”. – Qui facit haec, non movebitur in aeternum. Ps. 74.
Professione: 15 marzo 1748.

Il redentorista P. Girolamo (Geronimo) Ferrara, prezioso aiuto e collaboratore di S. Alfonso nella pubblicazione dele sue opere.

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Fr. Thomas, (Pérez Raton), Astorga (Spagna, 1897,). Studente.
Questo giovane Studente spagnolo nato il 5 agosto 1874 a Gallegos del Pan, fu di una grande fedeltà nel compiere tutti i suoi doveri, anche i più piccoli. Era un buono talento, la sua tendenza di spirito era un po’ originale. Si dedicò specialmente allo studio della teologia ascetica e mistica, che seppe comprendere e soprattutto praticare con profitto.
Santa Teresa era la sua patrona prediletta. È morto come un piccolo santo. . “Memor fui Dei et delectatus sum. “.” Ps 76.
Professione: 8 settembre 1893.

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Fr. Grégoire (Jean Gomez Lopez). Riobamba, 1922.
La morte è generalmente fedele eco della vita. Quella del Fratello Grégoire ne è una nuova prova. Jean Gomez Lopez nacque a Guachapala, diocesi di Cuenca, il 12 marzo 1856. I suoi genitori, di posizione onorabile, gli diedero un’educazione fondamentalmente cristiana.
A vent’ anni, fu ricevuto come postulante dal il P Félix Grisar, Rettore di Cuenca. Poco dopo fu mandato a Riobamba. Nelle differenti case dove Fratello Gregoire fu assegnato dopo la sua professione religiosa, esercitò numerosi incarichi facendo fronte a tutto con la sua buona volontà ed il suo abituale buon umore.
Negli ultimi ventidue anni della sua vita che passò a Riobamba, esercitò quasi sempre l’incarico di portinaio. Nei momenti di espansione, egli non cacciava le occasioni un po’ pericolose di questo incarico, soprattutto in America: ma seppe restare sempre all’altezza del suo dovere.
Il buono Fratello soffriva di varici e tuttavia chi potrà dire quante volte al giorno saliva e scendeva le scale senza lamentarsi mai? Col suo esempio e le sue buone parole, contribuì non poco a conservare lo spirito religioso tra i suoi confratelli più giovani.
Malgrado le malattie che lo fecero molto soffrire, si dimostrò sempre attaccato ai suoi esercizi di pietà. Si cercava di persuaderlo a riguardarsi ed egli diceva: “Non bisogna fare caso al proprio corpo, bisogna camminare avanti e sparare fino all’ultima cartuccia.”
Malgrado i favori positivi che faceva in Congregazione, aveva di sé un’idea molto umile; lo rendeva triste e pensoso solo il pensiero che la malattia o la vecchiaia potevano impedirgli di servire la Congregazione. Aveva infine un alto spirito di famiglia. Simile a Fratello Adolphe, morto in Francia poco tempo prima di lui, amava portare il suo piccolo contributo alle feste dei superiori, leggendo con felicità alcuni versi di sua composizione, che aggiornava secondo le circostanze.

Colpito dall’influenza che fece un buon numero di vittime a Riobamba, Fratello Grégoire dovette mettersi a letto, senza più rialzarsi. Gli chiedeva il P. Rettore: “Fratello Grégoire, siete felice di morire in Congregazione?”. Egli rispose con un sorriso che era l’espressione della sua certezza del cielo. La Congregazione! l’aveva amato tanto e l’aveva servito così bene!
Fu uno dei primi Fratelli Redentoristi della Vice-provincia dell’Ecuador. – ”Quam bonus Israël Deus, his qui recto sunt corde. “. Ps 72.
Professione 15 ottobre 1893.

La Comunità redentorista di Riobamba (Ecuador) nel 1904: Padri e Fratelli, tra i quali Fr. Grégoire.  (foto in AGHR).

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
UMILTÀ = 22 agosto
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Agosto 22, 2019 at 12:03 am da Salvatore
Categoria: Congregati di santa memoria, In memoriam, Memoriale calendario
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