Leggi Offline:

23 agosto
EFFEMERIDI C.Ss.R = * Il segreto della rapida diffusione delle opere di S. Alfonso.

* Il segreto della rapida diffusione delle opere di S. Alfonso.

Gli Atti del Dottorato hanno osato affermare «che tra tutti i dottori della Chiesa, non ce n’è uno le cui opere abbiano trovato una diffusione così rapida e così universale, in così breve tempo e presso tutti i popoli della terra, come le sue». Se ne vogliamo ricercare il segreto, lo troveremo in una delle qualità principali che il Santo scrittore possedeva ad un alto grado e che è chiama a buon diritto il genio della popolarità.
Questa popolarità consiste nell’andare diritto allo scopo, a fortificare nell’anima stessa del popolo cristiano ciò che vi è di più prezioso “il senso del divino”, aiutandola a sviluppare l’insieme delle sante potenzialità che il battesimo vi ha depositato.
Essa arriva al suo fine attraverso una felice scelta nei pensieri. Tra tutti essa rileva i più utili, i più salutari, quelli che sono più adatti a convertire o a santificare. Essa li ripete in continuazione “quasi malleus conterens petram” (= come un martello che spezza la roccia), fino a che uno ne sia penetrato e che la convinzione dello spirito si traduca in risoluzione pratica. Mette anche in gioco tutte le risorse del cuore.
Certamente, in primo luogo, ogni dottrina è luce, ma è anche calore; quella di Alfonso, è nello stesso tempo idea-forza e grido dell’anima, vita e preghiera per l’unzione penetrante che si-respira nei suoi scritti, essa guadagna i cuori, li infiamma di amore, le calma e le consola. Si è potuto dire del S. Dottore che egli è uno dei grandi consolatori dell’umanità (Mons. Gaume).
Lo stile di questo apostolo popolare è uno stile fatto di tutta chiarezza. Ora è sentenzioso, ora diventa strofa poetica o una di quelle formule classiche di pietà di cui Benedetto XV ha scritto: “che non smettono di essere ripetute giornalmente da centinaia di migliaia di anime che si servono delle parole stesse di S. Alfonso per pregare (Lettera al R.mo Padre Murray, luglio 1921).

Se il colmo dell’arte consiste nel nascondere ogni arte (“ars è celare artem “), ed il colmo della scienza a sembrare fare astrazione di ogni scienza, pochi autori, con tutti i loro scritti, ci sembra abbiano realizzato questo programma allo stesso grado di Alfonso. Da qui la sua influenza, la sua popolarità ed i suoi successi, al punto “che nessuna condizione di uomini” – fanno notare i vescovi della Spagna a Pio IX – è sfuggita al suo zelo, né i bambini; né gli adolescenti, né le religiose, né i monaci, né i chierici, né i preti, né i confessori, né i vescovi, né i principi, né i moribondi, né le coscienze angosciate, né i condannati a morte. (Cf. Acta doct., p. 25, n° 3).
Rivista, La vie spirituelle: Anno 1927, giugno p. 194.

Le forme di pietà popolare di S. Alfonso non smettono di essere ripetute giornalmente da centinaia di migliaia di anime che si servono delle parole stesse del Santo per pregare.

__________________ 

IN MEMORIAM   

Fr. Émile Mesmer. Espino,1916. Studente.
Fratello Émile Mesmer, nato a Labroqne (Alsazia), il 31 marzo 1892, fece i suoi primi studi ad Uvrier. Aveva ricevuto di Dio una notevole capacità di lavoro. Era sempre avido di apprendere.
I suoi superiori ed i suoi confratelli, pure ammirando il suo ardore per lo studio ed il suo zelo ardente per la sua formazione, si sforzavano di fargli comprendere che mancava di misura e di discrezione, ma non riuscivano a convincerlo.
Aveva un grande spirito di famiglia e non riusciva a comprendere come si potesse disinteressarsi di ogni piccola notizie del convento quando si amava la Congregazione.
Il cielo gli riservò una morte edificante. Fratello Émile ebbe la felicità di offrire a Dio, durante gli ultimi mesi della sua malattia, bei sacrifici: rinuncia alle sue idee personali, una carità più premurosa per i suoi confratelli, ed non c’è dubbio che egli abbia ricevuto da S. Alfonso la corona della perseveranza prezzo dei suoi generosi sforzi nella pratica della virtù e il perseguimento del lavoro della sua formazione. – Qui perseveraverit usque in finem, hic salvus erit. – Matth. 10-22.
Professione: 8 settembre 1911.

S. Alfonso era certo che la grazia della perseveranza e la fedeltà alla propria vocazione avrebbero ottenuto la corona di gloria ai confratelli morti nell’Istituto.(Vetrata con stemma redentorista in una chiesa redentorista del Brasile).

_______________________________

Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
UMILTÀ = 23 agosto
APRI

Condividi questo articolo:
  • email
  • RSS
  • Google Bookmarks
  • Facebook
  • Twitter
  • del.icio.us
  • LinkedIn
  • Live
  • MySpace
  • Segnalo
  • Technorati
  • Upnews
  • Wikio IT

Agosto 23, 2019 at 12:03 am da Salvatore
Categoria: In memoriam, Le Opere, Memoriale calendario, Profili letterari
Tags: