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26 settembre
EFFEMERIDI C.Ss.R = * Lo spirito di mortificazione di S. Alfonso.

* Lo spirito di mortificazione di S. Alfonso.

Solo Dio potrebbe dirci gli atti di mortificazione interiore che faceva ogni giorno sant’Alfonso. Tuttavia ne sappiamo abbastanza per affermare che egli non seguiva in niente i suoi gusti, ma li contrariava in tutto sull’esempio di Gesù Cristo, suo divino modello, del quale è detto che non cercò in niente il compiacimento personale: Christus non sibi placuit.
L’insistenza con cui raccomanda gli atti di rinuncia interiore, che hanno solamente Dio per testimone e si possono seguire senza speciale permesso, e inoltre gli slanci di fervore mostrano senza dubbio quanto egli vi era afferzionato.

In quanto alle mortificazioni esteriori, pur non conoscendo tutte quelle che praticava, si può affermare che sant’Alfonso occupa uno dei primi posti tra i santi penitenti.Gli atti della canonizzazione lo paragonano ai santi più celebri per il rigore delle loro austerità.
Un vescovo che viveva con lui a Napoli nella Congregazione dei cinesi, lo poneva al sopra di san Pietro di Alcantara per le penitenze corporali; e se non si fosse imposto un freno alle sue austerità, avrebbe superato lo stesso beato Susone.
Lo si vedeva rifiutare le minime soddisfazioni, i minimi sollievi; e, al contrario, si imponeva le più dure privazioni.
Per queste crudeli mortificazioni, fece della vita un continuo martirio. La ragione di tale condotta ci è data dalle parole di San Paolo: «Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri».
S. Alfonso amava appassionatamente Gesù Cristo, voleva somigliargli in tutto, essergli intimamente unito, ed ecco perché volle essere crocifisso con l’Amato del suo cuore.

La mortificazione di S. Alfonso riusciva ad ottenere il miracolo – A Roma gli era stato servito del pollo, ma egli ottenne che questo si trasformasse in cefalo (Particolare della tela di Burkhardt – Raccolta Marrazzo).

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1817. Elezione del P. Nicola Mansione. Quarto Rettore Maggiore della Congregazione. 

Durante il Capitolo generale del 14 settembre 1817, il P. Nicola Mansione fu eletto il 26 dello stesso mese Rettore Maggiore. Governò la Congregazione dal 1817 al 1824.

Il P. Nicola Mansione, Rettore Maggiore per sette anni.

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IN MEMORIAM 

Fr. Modeste (Louis Delaoutre). Boulogne-sur-mer. 1887.
Fratello. Modeste è nato il 31 marzo 1815 a Linselles (Nord). La sua anima era semplice e retta. Scrivendo un giorno ai genitori, diceva loro la felicità di vivere unito a Dio. Diceva: «Non sono più io che vivo, ma Gesù Cristo vive in me». Ed essi, credendolo morto, dissero tra loro: “Se lo avessimo saputo prima, saremmo andati al suo funerale”.
Fratello. Modeste morì devotamente come aveva vissuto, all’età di settantatre anni, e dopo trentanove anni di professione religiosa. Beati i pacifici, perché saranno chiamati figli di Dio.
—«Beati pacifici, quoniam filii Dei vocabuntur». Mt 4, 9.
Professione: 12 maggio 1849.

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Henri Gloux. Cuperly (Marna) 1915. Aspirante.
Ucciso nella guerra del 1914.

Questo bravo giovane era nato a La Chapelle-Saint-Melaine (Ille-et-Vilaine). Studiava come aspirante a Mouscron, quando l’invasione tedesca lo costrinse a recarsi in Francia. I suoi tre fratelli erano già nell’esercito. Ebbe solo il tempo di aiutare la mamma a raccogliere il raccolto e partì.
Assegnato al 77° reggimento, prese parte all’offensiva di Champagne. Una cosa sola affliggeva il povero giovane: la privazione della santa comunione. Scrivendo a sua madre, le disse: «Sarò in grande pericolo, pregate per me, mi aspetto di morire, sono pronto».
Facendo parte della prima linea di assalto, cadde gloriosamente il 26 settembre 1915, ed il bravo giovane morì in seguito alle ferite. «Caro mea requiescet in spe». Sal. 15.

Scenari di guerra 1914-1918 – L’artiglieria francese transita attraverso Cuperly: qui rimase ucciso l’aspirante redentorista Henri Gloux. (foto da internet)

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P. Charles Remy. Montauban, 1927.
Padre Charles Remy nacque il 1° settembre 1866 nella parrocchia di La Bresse (Vosgi) da una famiglia molto cristiana. Terminati gli studi secondari al Seminario minore di Autray ed all’aspirantato di Uvrier, entrò nel noviziato.
Appena fu ordinato sacerdote, fu prima professore ad Uvrier e dopo missionario, e poi, su richiesta del vescovo di Montauban e col permesso dei superiori, fu cappellano del convitto, coadiutore parrocchiale ed infine curato. Padre Remy si stancava facilmente nella corsa incessante per l’amministrazione delle due parrocchie affidate alla sua cura pastorale e distanti tre chilometri.
Un giorno mentre si recava a Montauban, l’auto urtò una scarpata. Per la violenza dell’urto, il Padre fu sbalzato brutalmente fuori dalla vettura e cadde pesantemente sulla strada. Un’automobile lo trasportò alla clinica più vicina. P. Remy, ferito mortalmente, comprese la gravità dello stato, ed accettò con gratitudine gli ultimi sacramenti. Dopo tre giorni di malattia senza proferire parola, senza un movimento, entrava nell’eternità.
Ammiriamo l’abnegazione e la dedizione di questo confratello per la diocesi di Montauban, che il vescovo ed i superiori gli avevano affidato la salvezza delle anime. —«Zelus domus tuae comedit me». Sal. 68
Professione: 8 settembre 1888.
Ordinazione sacerdotale: 27 agosto 1893.

Honnay, Ardenne 1911 – Comunità dei Padri e fratelli = Padri: Sourlier, Maudru, Remus, Morque, Reuss, Petit, Meyer, Schlitter, Cruc, Remy, Simonin, Devullers, Schöfer, Schalk. – Fratelli:  Gerard, Henri, Bruno, Thomas (foto in AGHR).

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
MORTIFICAZIONE = 26 settembre
APRI

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