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29 marzo
EFFEMERIDI C.Ss.R = 1785. Ordinazione sacerdotale di S. Clemente Maria e del Padre Taddeo Hübl.

1785. Ordinazione sacerdotale di S. Clemente Maria e del Padre Taddeo Hübl.

L’ordinazione sacerdotale ebbe luogo in questo giorno ad Alatri, città situata a due leghe da Frosinone (Italia). Ritornarono a casa prima di mezzogiorno; il superiore, conoscendo bene la virtù dei due nuovi sacerdoti, non credette opportuno doverli dispensare dalla Regola.  Il Padre Clemente, quindi, servì a tavola e il P. Hübl fece la lettura.
Diventati sacerdoti, tutti e due ripresero con ardore gli studi, con edificazione dei confratelli. Nello stesso anno ripresero il cammino verso Vienna, ove volevano impiantare la congregazione.
Vie de S. Clement, par le R. P. Haringer, p.28

Il 29 marzo 1785 ad Alatri, vicino Frosinone, avviene l’ Ordinazione sacerdotale di S. Clemente Maria e del Padre Taddeo Hübl. Da Frosinone, nello stesso anno, essi ripartiranno per Vienna e la Polonia a impiantare l’Istituto redentorista.

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1880. Decreti del 29 marzo contro i religiosi francesi.

In questo giorno, tristemente memorabile, del 29 marzo 1880 il presidente della Repubblica francese Grévy firmava due decreti riguardanti le Congregazioni religiose.
Il primo decretava l’abolizione della Compagnia di Gesù.
Il secondo vietava tutte le Congregazioni maschili e femminile non autorizzate, non riconosciute dall’autorità civile e che non godessero della personalità legale. Esse dovevano sollecitare questo riconoscimento ufficiale, sottoponendo al governo una copia delle loro costituzioni, altrimenti sarebbero state soppresse.

Le Congregazioni risposero a questa dichiarazione di guerra con una resistenza passiva che fu appoggiata da consulte di eminenti giureconsulti, da innumerevoli proteste levatesi da tutti gli angoli della Francia, e dagli energici appelli ufficiali dell’episcopato: ma tutto fu inutile.
Si tentò ogni mezzo: energiche proteste contro questo attentato alla proprietà, all’inviolabilità del domicilio, alla libertà individuale; la pena di scomunica lanciata contro gli esecutori.
Quindi le porte dei conventi furono forzate e tra i commissari e i religiosi successero le scene più toccanti. I religiosi furono cacciati dalle loro Case, con la forza militare, accompagnati dai loro testimoni, da folle simpatizzanti di persone che offrivano fiori ai perseguitati; si dispersero per un certo  tempo nelle case di amici. Infine, per un procedimento forse inaudito nella storia, la giurisdizione dei tribunali ordinari fu sospesa.
M. de Mun, il valoroso deputato e difensore degli oppressi, poté dire dall’alto della tribuna francese: «Quando questi cittadini espulsi dalla loro dimora hanno chiesto giustizia ai tribunali dei loro paesi, voi li avete rifiutati, voi, uomini della giustizia uguale per tutti; e malgrado le dimissioni di 250 magistrati che preferirono lasciare il loro seggio piuttosto che profanare la loro coscienza, malgrado la decisione di 128 tribunali, voi avete voluto nascondere dietro il tribunale dei conflitti l’abuso del vostro potere».

Qualche tempo dopo le espulsioni del 1880, i religiosi rientrarono a poco a poco nei loro conventi e le missioni continuarono. I novizi lasciarono Saint-Nicolas-du-Port e partirono per l’Olanda a Geelen, poi a Stratum, e gli studenti lasciarono Avon per Oosterhout e Dongen in Olanda.

Jules Grevy (1807-1891), presidente della Francia 1879-1887, insieme ai suoi collaboratori. – La repressione dei religiosi nel 1880 fu dura e arbitraria. – I Redentoristi ne risentirono molto (foto da internet).

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IN MEMORIAM 

Fr. Gérard. (Mutschli) Viège (Valais), 1811.
Il 29 marzo 1811 morì Fratello Gérard, primo fratello laico della provincia Transalpina. Era nato nel Wurtemberg da genitori protestanti. Lavorava come operaio agli arsenali di Vienna, quando un giorno la Provvidenza lo condusse a Varsavia. Qui, fu testimone dei prodigi dello zelo di S. Clemente e chiese subito di far parte della Congregazione. Il santo lo ricevette nel 1802. In seguito, espulso da Varsavia con la comunità, portando come bagaglio il solo pagliericcio, in compagnia di Fratello Norbert si recò a Viège nel Valais e vi morì.
Aveva acquisito uno spirito di preghiera in grado eminente, l’amore per l’orazione e per la Congregazione. La sua mortificazione non era ordinaria: cuoco, non mangiava che i resti di pasto della comunità e testimoniò una pazienza eroica nella sua ultima malattia.
Il P. Joseph Srna, uno dei nostri padri anziani, attesta: Fratello Gérard ebbe l’onore di godere alla sua morte la visione celeste e morì da santo. – «Ecce enim merces, multa est in coelo». Lc 6,23.
Professione: 1802.

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P. Jean Kannengiesser. Roma, 1907.
Terzo superiore provinciale della provincia di Lione, 1902-1907.

Nato a Hargarten nella Lorena il 4 giugno 1844, il P. Kannengiesser entrò da giovane nell’educandato. Le sue eminenti doti ben presto lo additarono all’attenzione dei superiori.
Quattro dopo l’ordinazione sacerdotale, fu chiamato a Roma dal rev.mo P. Generale come Segretario e qui trascorse gran parte della sua vita religiosa. La sua insigne scienza fu presto riconosciuta ed apprezzata. Dotto teologo, esperto degli usi della Curia Romana, rese grandi e numerosi servizi non solamente alla Congregazione, ma anche al Clero. Collaborò alla pubblicazione delle Institutiones morales Alphonsianae; rivide e completò il Manuel de Droit canonique d’Huguenin; pubblicò il Manuale pii sacerdotis, libro di pietà e gradito al clero.
Quando rientrò in Francia, fu nominato prima professore di teologia, poi Rettore dello Studentato francese a Thury-en-Valois.
A motivo della sua cultura canonica, riconosciuta ed apprezzata da esperti, fu nominato presidente dell’Accademia di Saint-Raymond de Pennafort. Per questo incarico, si recava regolarmente da Tury a Parigi alle riunioni di questa Accademia. Dopo la divisione della provincia Gallo-Elvetica in provincia di Lione e di Parigi nel 1900, il P. Kannengiesser divenne Provinciale della provincia di Lione e morì nell’esercizio di tale incarico.

L’orientamento della sua vita fu l’amore pratico del dovere, la dedizione al dovere, per amore di Nostro Signore e dei confratelli. Il Rev.mo P. Raus, successore come Rettore Maggiore del P. Mauron, fece di lui questo elogio: «Il P. Jean era un religioso di grande talento, di dedizione illimitata alla Congregazione, di grande amore per i suoi confratelli e soggetti: tutto in lui era ispirato da un profondo e serio spirito soprannaturale e sostenuto da una pietà solida, motivata, imperturbabile …
Morì a Roma, dove lo aveva condotto l’esercizio di una squisita carità: infatti accompagnava i Padri Royer e Hengbart venuti dall’America. La sua morte è stata preziosa per l’adempimento delle sue eminenti qualità soprannaturali. Auguriamoci di vivere come lui e come lui morire ». (lettera del Rev.mo Padre al provinciale di Lione). – «Mementote praepositorum vestrorum, imitamini fidem». Eb. 13,7.
Professione: 15 ottobre 1862.
Ordinazione sacerdotale: 2 aprile 1870.

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Fr. Joseph Monasse. (Secteur d’Ypres) presso Honnebeck, 1915. Novizio
Novizio corista morto nella Guerra del 1914.

Joseph Monasse nacque a Luneville da una famiglia fondamentalmente cristiana il 2 dicembre 1894. Era nipote del santo Padre Glaudel morto il 2 marzo 1875.
Dopo i primi studi nell’educandato di Uvrier, entrò nel noviziato della provincia di Lione come postulante.
La sua virtù vigorosa e sincera vide la chiamata di Dio nella chiamata alle armi durante la guerra del 1914. Partì con fiducia ed entusiasmo e morì presto, vittima della sua carità. Il 19 marzo, quattro ore prima della sera, si cercava un volontario per andare in cerca di barellieri perché un soldato era stato ferito. Joseph, sempre molto generoso, si offrì spontaneamente, e al ritorno della pericolosa missione egli cade colpito da un proiettile ai reni. Aveva scritto: «Il mio ultimo respiro sarà ancora per il buon Dio; ho fatto un piccolo patto con lui, l’ho pregato di accettare il mio ultimo respiro come l’espressione dei quattro voti che dovrei pronunciare. Ah! vorrei morire figlio della Congregazione!».
Nobile e sublime giovane, il tuo voto è stato esaudito! – «Esto fidelis usqu ad mortem, et dabo tibi coronam vitae». Ap. 2,10.

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
AMORE VERSO DIO = 29 marzo
APRI

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