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30 novembre
EFFEMERIDI C.Ss.R – 1808. Con simili preghiere non si può perire.

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Memoriale Alfonsiano in fracese-Pdf-Mese di Novembre

1808. Con simili preghiere non si può perire.

Si può dire senza esitazione che la vita del Venerabile Padre Passerat fu un continuo raccoglimento; egli ha portato fino all’eroismo una vita di preghiera e di orazione. Non lo si chiamava forse il “grande orante”?
Comunicò a tutti i suoi uno spirito soprannaturale e noi l’abbiamo ricevuto in eredità. Il Rev.mo Padre Mauron ci diceva un giorno: «In effetti ciò che abbiamo di vita interiore nella Congregazione [al di là delle Alpi], lo dobbiamo in gran parte al Padre Passerat».
Questa unione con Dio lo salvò più di una volta dai pericoli imminenti. Il suo biografo racconta a lungo il commovente episodio del passaggio del monte Grimel, il 30 novembre 1808. «Sotto una spaventosa tormenta di neve, egli ed i suoi stavano per perire; poiché le guide avevano smarrito la strada, rifiutavano di avanzare. Il Venerabile esclamò allora: “In ginocchio, figli miei, la preghiera sola ci può salvare».
Allo spettacolo di questi religiosi che pregavano con tanto fervore davanti alla morte che li minacciava, le guide, mentre prima protestavano, sentirono rinascere il coraggio e dissero: “Adesso avanti! Non si può perire “con simili preghiere”.

Il Passo del Grimsel oggi (in tedesco Grimselpass), è un valico alpino della Svizzera verso la Germania, alto 2.165 m. s.l.m. – La ricostruzione fotografica vuole edivenziare come la fede coraggiosa del Passerat e le fervide preghiere dei confratelli incoraggiarono le guide alpine a proseguire il cammino fino a destinazione.

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Fondazione della casa di Hué. (Indo-Cina), 1925.

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IN MEMORIAM 

P. Casimir Waroux. Saint-Nicolas-du-Port, 1870.
il P. Waroux nacque il 12 marzo 1833 a Lecelles, dipartimento del Nord. Verso il 1860 entrò già sacerdote nella Congregazione.
Una forte grazia dello Spirito Santo lo spingeva ad acquisire una santità più che ordinaria. Ambiva riprodurre nella sua persona il più perfettamente possibile gli esempi e le virtù di Nostro Signore. Trovò il mezzo per soddisfare le sue aspirazioni nella Congregazione.
Missionario ad Avon, a Boulogne e Dunkerque, diventò Rettore di questa ultima residenza. Possedeva in egual misura qualità dominanti come la dolcezza, l’umiltà e la condiscendenza. Dunkerque fu il suo calvario ed il Rettorato la sua croce.
Negli ultimi due anni della vita, Dio lo sottomise al regime di una santificazione intensiva: fu per lui la prova, la contraddizione, l’umiliazione, la sofferenza morale e l’insuccesso. Declinò, per il bene della comunità, l’incarico di Rettore, persuaso, come diceva un giorno il Venerabile Padre Passerat ad un superiore per consolarlo, che non voleva come avversari gli amici di Dio e bravi e santi religiosi.
Il P. Waroux ritornò semplice soggetto a Saint-Nicolas. Dio solo conosce il numero ed il prezzo degli atti di virtù compiuti per i tredici mesi e mezzo che trascorse in questa casa. La malattia che lo condusse al sepolcro durò solamente tre settimane.
Al ritorno da un pellegrinaggio a Nostra Signora de Buon Soccorso, vicino a Saint-Nicolas, un raffreddore trascurato fu la causa della morte.  – «Laetetur cor quaerentium Dominum». Sal. 104.
Professione: 15 agosto 1861.
Ordinazione sacerdotale: 4 luglio 1858.

La Cappella della Casa redentorista di Saint-Nicolas-du-Port (Francia) nel 1938. Il P. Casimir Waroux vi era morto nel 1870. (foto in AGHR).

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Fr. Séraphin, Costante. Rumillies, 1918.
Fratello Séraphin, nato a Flers, diocesi di Lilla, il 14 ottobre 1847 è sempre stato considerato un modello per il lavoro e la preghiera.
Coprì soprattutto due incarichi importanti nella vita: cuoco e giardiniere.
Quest’ultimo incarico, a settant’anni lo compiva ancora con ardore. Dopo la guerra del 1914, mentre i tedeschi erano partiti da Rumillies dove era assegnato, gli si offrì di ritornare in Francia, rispose: «sento che la mia presenza è necessaria nel giardino, continuerò a dedicarmi e procurare molte verdure per l’inverno».
Era un religioso che pregava senza interruzione. Non si poteva incontrarlo, senza vederlo con la corona in mano mentre trascinava la carriola, portava secchi di acqua o lavorava la terra. Preso da un grosso raffreddore durante il bombardamento dei tedeschi si mise a letto e non più si rialzò. Rese dolcemente l’anima a Dio coi sentimenti più edificanti.
 – «In omni oratione petitiones vestrae innotescant apud Deum». Fil. 4-6.
Professione: 15 agosto 1881.

La Casa redentorista di Rumillies (Belgio) nel 1934. Fratello Séraphin volle concludere la sua vita in questa dimora.

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Fr. Adolphe (Lemarchand). Mouscron, 1921.
Il Fratello Adolphe è nato a Claire-Fougère (Orne) il 24 aprile 1854. Fin dalla sua entrata nell’istituto, a dirlo con quelli che l’hanno conosciuto, egli si è dimostrato religioso impregnato di spirito soprannaturale e devoto alla Congregazione.
Animato da profonda pietà, pregava sempre; spesso nei momenti liberi dal lavoro andava a fare una breve visita al Santissimo Sacramento. Il tempo che non era impegnato nel suo incarico, lo passava a pregare o ad occuparsi in un altro modo delle cose di Dio, come ne fanno fede i suoi propositi ed i quaderni di ritiro.
Da cuoco era la carità e la dedizione personificata: ci teneva a trattare i confratelli nel modo migliore. Uno dei tratti più notevoli della sua fisionomia, è l’ardore per il lavoro; passava giornate intere senza sedersi, salvo durante i pasti e le ricreazioni.
Era felice dei successi delle missioni, se ne interessava enormemente ed era a sua volta un apostolo. Si deve a lui se i primi custodi della nostra casa di Parigi di via Charles V, si riavvicinarono a Dio diversi anni prima della loro morte.
Bisogna dire infine che Fratello Adolphe fu un cuoco-poeta. Appena era comunicata una festa di famiglia, nonostante il lavoro supplementare, il buon Fratello si metteva all’opera e gli affioravano una costellazione di versi.
Sapeva liberarsi dalle regole poetiche, quando esse diventavano un freno al fuoco dell’ispirazione. Lasciandosi trasportare dalle elevazioni del cuore, niente lo fermava: stravaganti rime diventavano a lui familiari.
Ma se la forma lasciava molto a desiderare, le composizioni erano tuttavia piene di sentimenti squisiti, di pensieri commoventi di fede e talvolta di graziose malizie.
Tale fu il nostro Fratello Adolphe: eminente figura di religioso dove la seria virtù si alleava ad un bonomia squisita e originale. Mentre la comunità dopo pranzo recitava il ringraziamento, Fratello Adolphe si accasciò e cadde tra le braccia dei confratelli.
 – Unus quisque autem propriam mercedem accipiet, secundum suum laborem.” 1 Cor. 3-8.
Professione: 15 agosto 1881.

Casa e chiesa di Mouscron: luogo che fu una fucina di apostoli redentoristi e di belle figure, quale fu il frateelo Adolphe.

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
PREGHIERA = 30 novembre
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novembre 30, 2018 at 12:03 am da Salvatore
Categoria: In memoriam, Istituto redentorista, Memoriale calendario, Santi Beati Venerabili
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