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5 febbraio
EFFEMERIDI C.Ss.R. = * Sant’Alfonso modello di fiducia in Dio.

* Sant’Alfonso modello di fiducia in Dio.

S. Alfonso aveva un desiderio ardente del cielo e la fiducia che aveva di gioire nel suo Dio lo fece tremare. Gridava:  Gesù mio,  mi sembra di  aspettare mille anni fino a quando avrò la felicita di vederti in cielo”. E per arrivare al cielo, egli contava solo su Dio.
Certo usava tutti i mezzi per assicurare la sua salvezza, come se il successo di questo “grande affare” dipendesse da lui. Ma intanto la sua fiducia richiedeva di non aver altre basi che la bontà divina, i meriti di Gesù Cristo e la protezione di Maria. Spesso, tentato di  disperazione, ricorreva alla preghiera moltiplicando gli atti di fiducia e ritrovava la pace nel gettarsi tra le braccia del suo sovrano Signore.

Parimenti, con eroica fiducia in Dio fondò e resse la Congregazione. E quando, dopo pesanti combattimenti la sua Congregazione sembra essersi stabilizzata, ecco di colpo ricominciare da capo.  Alfonso, senza lasciarsi abbattere, si lega con voto a proseguire l’opera iniziata. Un’altra volta diceva: “ Facciamo bene il nostro dovere e Dio non mancherà mai di darci il necessario per sostenerci. Fino a che i nostri soggetti si occuperanno della gloria di Dio e lavoreranno per la salvezza delle anime, né Dio né il prossimo ci saranno mancati; Dio è un padrone che non si lascia  mai vincere in generosità”.
Infine, parlando con due nuovi rettori, diceva loro: “La Congregazione non è mia opera, essa è opera di Dio, e Dio la manterrà, non abbiatene dubbi!”
Il Signore ricompensò la fiducia del suo Servo, il quale vide la sua Congregazione prosperare e poi morì con dolce pace.

“La Congregazione non è mia opera, essa è opera di Dio, e Dio la manterrà, non abbiate dubbi!” (S.Alfonso – foto in AGHR).

IN MEMORIAM

R.P. Sixte Sedler. Mulhouse, 1872.
Il P. Sedler è nato il 12 febbraio 1824 a Moorenweiss (Baviera)  da una famiglia onorabile e molto cristiana. All’età di 17 anni venne a piedi a Bischenberg per sollecitare la sua ammissione in Congregazione.
Ordinato sacerdote a Fribourg, egli ne fu espulso e si dedicò alle missioni a Bischenberg sotto la direzione del P. Zobel.
Aveva una bella e ferma memoria, una voce robusta, sonora e piacevole, una ricchezza di espressioni fascinante, una notevole cultura teologica.
Missionario a Mulhouse, fondò un’associazione cristiana per uomini. Egli voleva sottrarre questi lavoratori alla irreligiosità, al protestantesimo, al socialismo, al materialismo che li circondavano con  corsi di apologetica, di morale… E fu all’altezza del suo lavoro.
Dopo aver predicato la quaresima a Colmar, la sua salute declinò gradatamente e morì perfettamente rassegnato alla volontà di Dio. Aveva consumato la sua vita per la salvezza delle anime per ventidue anni, lasciando ai suoi confratelli il ricordo della sua grande carità. “Charitas operit multitudinem peccatorum” 1 Petr 4,8 Professione: 31 ottobre 1842.
Ordinazione sacerdotale: 3 aprile 1847.

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Fr. Cassien (Paul Roth). Santiago (Cile) 1904.
Nato a Kaysersberg il 9 ottobre 1863, il caro fratello rifiutò l’onore di essere sacerdote per vivere meglio nell’oblio e nel nascondimento. Egli amava la Congregazione più che non si possa dire. E testimoniava quest’amore con il suo amore per il lavoro e un rispetto a tutta prova verso i superiori. Da cuoco, egli recitava frequentemente le Ave Maria con il suo aiutante. Era dedito letteralmente corpo e anima alla Congregazione.
La morte improvvisa fu la ricompensa del sacrificio che egli aveva fatto a Dio della sua vita per la Congregazione in Francia. Morì santamente a Santiago. – “Caro mea requiescet in spe.” Ps. 15.
Professione:19 marzo 1899.

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P. Aloys Metzger. Lay Saint-Christophe (vicino a Nancy), 1917.

Il P. Metzger nacque il 16 ottobre 1861 a Grendelbrüch, diocesi di Strasburgo. Consumato da una lenta tisi per quasi venti anni, sin da giovane sacerdote ha dovuto rinunciare all’apostolato delle missioni. Ebbe molto a soffrire fisicamente e moralmente. La sua vita fu nascosta, ma meritoria. Era un angelo di pietà e di pazienza. Per la sua carità e la sua discrezione fu apprezzato grandemente dai confratelli e dal personale del Sanatorium dove passò gli ultimi anni della sua vita e dove morì. – “ Modicum laboravi inveni multam requiem.” Eccli. 35. Professione: 24 settembre 1880. Ordinazione: 19 marzo 1887.

La Comunità di Contamine-sur-Avre, Haute-Savoie nel 1888. – Casa del secondo Noviziato: i Padri Roche, Deman, METZGER, Moulard, Montaigne, Tournaire, Cessieux, Trentesaux, Claude, Cabuis, Desbrus, Vigneron, Haugr, Culaud, Lasilier, Schwab, Guignard, Riblier, Lautier, Meyer, Gaillard, Rey, Herbette, Mauron, Deleflie, Kanengiersser, Allel, God (foto in AGHR).

P. Jean-Baptiste Moutet. Marseille 1921.
Il padre Moutet naque il 23 ottobre 1861 in un piccolo borgo nel comune di Chambonas, diocesi di Viviers. La sua vocazione all’apostolato nella vita religiosa si manifestò in seguito ad un ritiro nel seminario minore, predicato dal Padre Dureux, redentorista.
Ordinato sacerdote, fu un religioso molto serio sia per convinzione che per carattere. Aveva in orrore la mediocrità e più ancora la frivolezza. Acquisto il gusto del lavoro intellettuale a tal punto che durante la sua malattia soffrì della privazione dei studi come delle sofferenze del corpo.
Fu un gran lavoratore senza andare a discapito della pietà. Lo spazio del suo apostolato fu alternatamente al nord, al sud e al centro della Francia. Le sue prediche rivelavano un’anima profonda, penetrata dalle virtù ch’egli predicava e che si rivolgevano più all’intelligenza che al sentimento. Il suo zelo lo portava perfino a preparare le istruzioni in dialetto in alcune regioni. “Che uomo di Dio!” si diceva, sentendolo predicare.
Lo stato della sua salute obbligò i superiori a ritirarlo dalle predicazioni e dalle missioni. Nominato cappellano dell’ospedale dei Fratelli di San Giovanni di Dio, divenne l’apostolo zelante amabile e amato da tutti: dai Padri, dai religiosi, dai soldati, dai malati che egli confortava nelle loro malattie fino all’ultimo momento.
Per sedici mesi la malattia lo mise in condizione di salvare le anime altrui e la sua attraverso la sofferenza accettata generosamente, unita ai meriti di Gesù Cristo.
Il padre Moutet mori di sabato, giorno consacrato alla Vergine Maria che egli aveva molto amato e fatta amare attraverso le sue numerose missioni. – “Pro eo quod laboravit anima ejus, videbit et saturabitur” Isaia 53, 11.
Professione: 15 febbraio 1885.
Ordinazione sacerdotale: 31 agosto 1889.

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
LA SPERANZA = 5 febbraio
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febbraio 5, 2019 at 12:03 am da Salvatore
Categoria: Congregati di santa memoria, In memoriam, Istituto redentorista, Memoriale calendario
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