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6 giugno
EFFEMERIDI C.Ss.R = * 1880. Siamo amici di Nostro Signore Gesù Cristo.

* 1880. Siamo amici di Nostro Signore Gesù Cristo.

Nel giugno 1880, in occasione di un ordinazione sacerdotale, il  P. Desurmont scriveva ai giovani preti questa stupenda lettera che si medita sempre con frutto:

Miei cari Fratelli,
«Il desiderio incessante del mio cuore  è guadagnare a Gesù Cristo i Redentoristi e ciò mi spinge a parlarvi un poco di lui durante questi santi giorni del vostro ritiro. Fratelli miei, nostro Signore ha detto di sé: «Caro non prodest quidquam». Posso dire dopo lui: «Sacerdotium non prodest quidquam».
Non serve a niente essere sacerdote, Giuda lo è stato e lo è ancora; con lui molti altri sono nell’inferno. Sulla terra molti sacerdoti, anche tra i religiosi, fanno più male che bene alla Chiesa, arrecano più sofferenza che gioia  a Gesù Cristo, e per essi il sacerdozio è meno gioia che tormento o almeno è una routine.
Non serve essere prete, se non si è buon sacerdote; ed anche essere buon sacerdote, nel senso ordinario e volgare della parola, è ancora in gran parte miseria, se questo stato di vita non raggiunge l’amicizia con Gesù Cristo.

Dal profondo del mio cuore, nostro Signore lo sa bene, sprizza incessantemente come fuoco sfavillante, il desiderio di vedere i Redentoristi amici di Gesù Cristo; vi supplico, cari Fratelli miei, di fare l’impossibile affinché, in occasione del vostro sacerdozio, nostro Signore usandovi misericordia e dimenticando i vostri peccati, vi faccia apprezzare infine alcuni segreti della sua vera amicizia.
Lo chiedo a questo buon Maestro, per il suo amore, affinché possa consolarsi in voi, egli che, malgrado ciò che è e ciò che ha fatto, annovera pochi veri amici.
Lo chiedo anche per amor vostro e della Congregazione, perché l’amico di Gesù Cristo ha più gioia nel suo cuore e fa più bene in un giorno della sua vita, che il servo mediocre in dieci anni.

Quando Nostro Signore può dire ad un Redentorista: Non tantum vocatione sed re, «jam non dicam te servum, te autem dixi amicum», quando si è realizzato questo felice passaggio dal servizio all’amicizia, anche se si trattasse solamente del primo grado di questa amicizia divina, è come se qualcuno fino allora paralitico ritrovasse improvvisamente il movimento.
Perché in verità, essere servo di Gesù Cristo senza essere suo amico, è  vita senza dubbio, ma è anche paralisi: a volte delle mani perché non si fa grandi cose;  a volte degli occhi perché si gode poco dei misteri della fede; a volte dei piedi perché non ci si muove; a volte del cuore perché il sentimento divino diventa appena percettibile; a volte e spesso di tutto il corpo perché si conduce una vita che non è una vita.

Hanno un’idea di questa paralisi solamente quelli che l’hanno sperimentato, non fosse che solo  per un mese, ciò è che la vita.
Ah! chi ci darà tanti Redentoristi amici di Gesù Cristo? Chi vi darà di sigillare il vostro sacerdozio dell’amicizia col Santissimo-Sacramento?
Felice quel giovane Redentorista che il superiore dovrà moderare nella sua perseveranza verso Gesù Cristo! Sperimenterà così che il tempo della vita che dona a Colui che è la vita non è perso per la vita…
P. GEORGE. Vita del P. Desurmont, p. 299.

Schmalzl M., Ultima cena1906 – Nell’ascetica alfonsiana il redentorista è chiamato a diventare un amico intimo di Cristo, sommo ed eterno sacerdote (Raccolta Marrazzo).

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IN MEMORIAM 

P. Célestin Boiron. Cuenca (Spagna), 1899.
Il P. Célestin Boiron era fratello del P. Clémentin deceduto alla vigilia di questo giorno.
Nato il 7 dicembre 1862, il P. Boiron era un religioso molto virtuoso, di grande fede e di una notevole devozione. Cominciò fin dallo studentato, con alcuni confratelli, un’opera sulla “Imitazione di Nostro Signore Gesù Cristo” : principi, dottrina e meditazioni.
– Terminata, questa opera restò di sua proprietà. Dieci anni dopo, un confratello, il P. Mouton, riprese l’idea di questa opera e ci diede il libro che ora abbiamo: «Il Redentorista che imita Gesù Cristo con la pratica delle dodici virtù dell’anno». – -.« In fide et lenitate ipsius, sanctum fecit illum». Eccli. 45. 4.
Professione: 14 settembre 1882.
Ordinazione : 19 febbraio 1888.

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P. Jean-Baptiste Humbrecht. Trois-Épis, Alsazia, 1920.
Secondo Superiore Provinciale della Provincia dell’Alsazia-Lorena 1906-1911 e primo Provinciale della Provincia di Strasburgo 1911-1918.

Jean-Baptiste Humbrecht nacque a Gueberschwihr, l’11 marzo 1854, da una famiglia molto onorabile e fondamentalmente cristiana. Monsignor Humbrecht,  Arcivescovo di Besançon, era suo cugino di primo grado.
Jean-Baptiste era estremamente dotato. Memoria prodigiosa, notevole giudizio pratico, devoto, laborioso. Dio lo destinava a rendere eminenti servizi alla Congregazione. Prete nel 1877, diventò vicario a Molsheim. Ma voleva essere missionario Redentorista.
– Diventato professo, Parigi fu la sua residenza. Si occupò molto attivamente, coi Padri Goedert e Cigrang, dell’opera degli alsaziani-Lorenesi, pure essendo predicatore di missioni.
Ricevette poi dai suoi superiori la importantissima e delicatissima missione di negoziare col governo tedesco il ritorno dei Redentoristi in Alsazia-Lorena, da dove erano stati cacciati nel 1873.
I Padri ritornarono allora in Alsazia, il P. V. Hauger fu eletto Vice provinciale di queste case, ed il Padre Humbrecht ridivenne missionario a Mulhouse, dove organizzò l’opera delle missioni.
Come missionario il P. Humbrecht era un ardente apostolo, il grande missionario dell’Alsazia, come lo era stato il R. P. Michele Neubert nell’anno 1840. Sono rare le parrocchie di campagna che non hanno avuto il piacere di sentirlo; innumerevoli i ritiri dati nelle case religiose: era infaticabile al lavoro e la sua dedizione era all’altezza del suo temperamento forte e robusto.

Nel 1906 il R. P. diventò superiore della Vice provincia dell’Alsazia-Lorena in sostituzione del  P. Hauger che la malattia inchiodò in una poltrona per dieci anni. Prese parte attiva al Capitolo generale del 1909, e fece costruire una casa molto spaziosa a Bertigny per gli aspiranti dell’Alsazia-Lorena.
Infine nel 1912 pensò erigere una Vice provincia nell’America del Sud, a nord del Cile nella vecchia provincia di Tarapaca, staccata del Perù in seguito all’ultima guerra.
Una casa fu fondata ad Iquique, poi a Huara. Pensò anche alla Bolivia dove fondò una casa a Tupiza, poi a La Paz.
Il lavoro eccessivo del P. Humbrecht unito alle preoccupazioni ed alle difficoltà della guerra del 1914 provocò in lui una lunga e penosa malattia.
Si spense il 6 giugno al suono dell’angelus del mattino, a Trois-Épis dove, nel 1912, aveva stabilito il noviziato dell’Alsazia-Lorena. –  «Copiosa apud eum redemptio». Sal 129.
Ordinazione: 29 luglio 1877.
Professione: 8 settembre 1892.

Riedisheim, Mulhouse – I Padri Kuppelen, Reuss, Humbrecht, Murray, Göttelmann, Kempl, Laurent, Steiglin, Wiltz, Klee, Keush, Antoine, Hartmann e i fratelli Eloy, Alphonse, Pachôme in occasione della visita del giovane P. Generale Murray. – Il P. Humbrecht è accanto al P. Generale (foto in AGHR).

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
PURITA’ = 6 giugno
APRI

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