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Settimana Santa – Martedì Santo – Gloria e tradimento
O Signore, sii per me un baluardo, un luogo di difesa per salvarmi (Sal 71, 3).

• Come siamo pronti ad offenderti, o Dio dell’anima mia! Ma come tu lo sei di più a perdonarci! Signore, donde ci viene questo insensato ardire se non dal sapere che la tua misericordia è grande e dal dimenticarci che equa è la tua giustizia?
« Dolori di morte mi circondarono » .
‑ Ahi! che gran male è il peccato se fu sufficiente ad uccidere un Dio fra dolori sì orribili! Come ne sei circondato, Signore! Qual è il luogo ove tu non ne abbia? Da ogni parte gli uomini ti coprono di ferite.
Che profondo accecamento, o mio Dio! Che nera ingratitudine, o mio Re!… Serviamo il demonio coi tuoi stessi doni! Paghiamo il grande amore che ci porti amando chi ti odia e ti odierà senza fine! Per noi hai sparso il tuo sangue, per noi hai sofferto i flagelli, i tormenti più atroci e i più crudeli dolori; e noi… prendiamo a compagni ed amici quelli stessi che ti hanno trattato così male…
O Signore, è forse perché ti presenti legato e incatenato dall’amore che gli uomini ti trattano così? Allora che cosa hanno fatto di più quelli che ti hanno ucciso?…
O mio Dio, quanto soffri per chi ha così poca compassione dei tuoi dolori!
(S. Teresa di Gesù, Esclamazioni 10, 1; 12, 3‑5).

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• Ricordati, Gesù mio, quanto ti sono costata cara! Ricordati, pietoso Dio, che prezzo per me peccatrice pagasti sul legno dell’amara croce! Ricordati, Redentore mio benigno, di quello che ho desiderato fare e non di quello che ho fatto!…
O dolce Signore Gesù Cristo, quante volte ti ho dato l’amaro fiele in cambio del miele che tu mi hai dato! Quanti peccati per tanti doni! Quanti mali per tanti beni! Oh; quante volte, mentre ho goduto delle cose tue…, ti ho offeso con le stesse cose tue.
Oh, quante volte, pigliando la paga tua, ho militato sotto lo stendardo del demonio e del mondo. Dammi ormai grazia di renderti… bene e non male, gratitudine e non ingratitudine, e che senta sempre amarezza quando farò o penserò cosa che sia contro la Maestà tua; e che per l’avvenire ti renda amore per amore, sangue per sangue,, vita per vita.
(B. Camilla da Varano, Lettere, O p. Sp. p 363‑4)

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da “Intimità divina”
Roma 1992

Gesù mio, tu permetti a Giuda di stare ancora con te e di sedere alla tua mensa e lo avverti del suo tradimento perché si ravveda… Gesù mio, tu fai la stessa cosa con me. Io ti ho disprezzato e tradito, e tu non mi respingi, ma mi guardi con amore e mi ammetti ancora alla tua mensa nella santa comunione (S.Alfonso).

 

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Aprile 15, 2014 at 12:01 am da Salvatore
Categoria: Liturgia e devozioni, Preghiere di S. Alfonso
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