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6 Sett. di Pasqua – Venerdì – Aspettando lo Spirito – Lo Spirito Santo
O Spirito Santo, mandato dal Padre in nome di Cristo per insegnarci ogni cosa, insegnaci a conoscerti e ad amarti (Gv 14, 26)

• Spirito Santo, che unisci il Padre e il Figlio in una beatitudine senza fine, insegnami a vivere ad ogni istante e attraverso qualunque cosa, nella intimità del mio Dio, sempre più consumato nell’unità della Trinità. Sì, al di sopra di tutto, accordami il tuo spirito d’amore per animare della tua santità i minimi atti della mia vita, onde nella Chiesa io sia veramente, per la redenzione delle anime e la gloria del Padre, un’ostia d’amore a lode della Trinità…
Ti domando un’anima di limpidezza cristallina, degna di essere un tempio vivo della Trinità. Dio santo, custodisci nell’unità la mia anima per Gesù, con tutta la sua potenza d’amore, avida di comunicare incessantemente la tua purezza infinita.
Che l’anima mia attraversi questo mondo corrotto, santa e immacolata nell’amore, alla sola tua presenza, sotto il tuo solo sguardo, senza la minima macchia, senza che la minima bruttura venga ad offuscare in lei lo splendore della tua bellezza.
(M, M. Philipon, Consacrazione alla SS. Trinità).

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• Quando tu, o Fuoco divino, venendo dall’alto incominci a infiammare il cuore dell’uomo, le passioni subito diminuiscono e perdono la loro forza; il peso, da grave che era, si fa più lieve; e nella misura in cui cresce l’ardore, non è difficile che il cuore umano si senta così leggero da prendere ali come di colomba (S154,7)…
O fuoco beato che non consumi ma illumini; e se consumi, distruggi le cattive disposizioni perché la vita non si spenga! Chi mi darà di essere avvolto da questo fuoco? Un fuoco che mi purifichi, togliendo dal mio spirito, con la luce della vera sapienza, il buio dell’ignoranza, l’oscurità di una coscienza erronea; che trasformi in amore ardente il freddo della pigrizia, dell’egoismo e della negligenza.
Un fuoco che non permetta al mio cuore di indurirsi, ma col suo calore lo renda sempre malleabile, obbediente e devoto; che mi liberi dal giogo pesante delle preoccupazioni terrene e dei desideri terreni, e, sulle ali della santa contemplazione che nutre e aumenta la carità, porti il mio cuore tanto in alto da farmi ripetere col profeta: « Rallegra l’anima del tuo servo: o Signore, innalzo a te 1’anima mia » (SL 85, 4).
(S. Roberto Bellarmino, De ascensione mentis in Deum, Op. v 6, p 232)

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da “Intimità divina”
Roma 1992

O Spirito Santo, vieni col tuo santo fuoco e distruggi in me ogni affetto che non sia rivolto a te. Fa' ch’io sia tutto tuo e vinca tutto per piacerti (S. Alfonso).

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Maggio 10, 2013 at 12:01 am da Salvatore
Categoria: Liturgia e devozioni, Preghiere di S. Alfonso
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