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PreghieraContinua07

XIII TO – Lunedì – Funzione profetica dei fedeli.
O Dio, che ci hai fatti partecipi della consacrazione del tuo Figlio unigenito, fa’ che siamo testimoni, nel mondo, della sua opera di salvezza (MR).

• O Signore, tu hai creato il cielo, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, tu dicesti… per mezzo dello Spirito Santo: ‑ Perché si agitarono le genti e i popoli tramarono vani complotti? .‑… Ed ora, o Signore, volgi lo sguardo sulle loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare con tutta franchezza la tua parola.
(Atti 4, 24.25.29)

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• O Signore, l’idea della testimonianza invade e assorbe tutta la mia vita interiore. Vivere in modo di potere ad ogni momento testimoniare te, o Cristo; che ogni frammento del mio tempo, come i frammenti del pane da te moltiplicato, possa essere testimonio della tua onnipotenza, della tua misericordia. I frammenti del pane testimoniano della tua onnipotenza che aveva compiuto il miracolo e della tua soave misericordia che lo aveva ispirato. Fa’, che questo pure testimoni la nostra vita nella pace, nella bontà, nella serenità di ogni istante, nella continua unione con te, nell’incessante donazione della carità…

Portare in mezzo al mondo, alla società un’anima santa, ma santa davvero, nella più consumata amabilità terrena e nella più perfetta santità celeste. Che ideale! Portare nel mondo una perfetta testimonianza a te, o Cristo! Eppure se fossi santo ci riuscirei. La pena di non essere santo!… Saper amare nella pienezza di Dio; saper far sentire in ogni parola la carità! Far fremere in ogni gesto esteriore un atto di amore a Dio così potente, così profondo, così assoluto che guadagni per ognuno la grazia. $ la santità! Signore, dammela, fammi santo:. te lo chiedo con ogni goccia del mio sangue; fa’ su di me quello che vuoi, ma fammi santo, assolutamente, interamente; fammi una volontà di acciaio, perché solo 1’anima forte può ricevere questa grande grazia.
G. Canovai, Suscipe Domine p 301‑2.

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da “Intimità divina”
Roma 1992

È troppo poco un cuore per amarti, Gesù mio; e troppo poco è una lingua per lodare la tua bontà. O mio Salvatore, quanto ti sono obbligato, per aver visitato me povera creatura! Io tutto m’offerisco a te in riconoscimento di tanto beneficio. Io non voglio più vivere in me, voglio che tu Gesù vivi in me. Tu sei mio ed io sono tuo per un’eternità. O amore, amore, non più peccati. Io mai mi scorderò della tua bontà e delle tue misericordie.

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Giugno 30, 2014 at 12:01 am da Salvatore
Categoria: Liturgia e devozioni, Preghiere di S. Alfonso
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