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PreghieraContinua08

19ª settim. TO. –  Venerdì – La carità è magnanime
Signore, rimetti a me i miei debiti, come io li rimetto ai miei debitori (Mt 6, 12).

• Perdonaci Signore! Che io possa, come la peccatrice, udire dalla tua bocca le dolci e consolanti parole: « Le sono rimessi molti peccati, perché ha amato molto; quegli a cui più si perdona più ama e quegli a cui meno si perdona meno ama ». Sono parole tue, o Verità eterna. Perdonami dunque e fa’ che ti ami quanto ho bisogno del tuo perdono…
E affinché nulla manchi alla carità perfetta, ecco ancora l’amore fraterno. Nessuna cosa deve impedire la unione con i nostri fratelli, se non la possono impedire neppure le offese. Noi le perdoniamo, Signore, così come vogliamo ottenere il perdono per noi, con la stessa sincerità. Non conserviamo alcun risentimento, come desideriamo che non ne conservi tu. Restituiamo loro il nostro amore, come vogliamo che tu ci renda il tuo.
(J. B. Bossuet, Meditazioni sul Vangelo 111, 51, v 1, p 235)

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• Chi è, o Signore, che non sia debitore verso di te se non chi vada esente da ogni colpa? Chi è che non abbia per debitore qualche fratello se non chi non sia mai stato offeso da nessuno?… Ogni uomo è debitore e tuttavia ha, a sua volta, qualche debitore. Perciò, o Signore, nella tua giustizia tu hai stabilito che tua regola di condotta verso di me, tuo debitore, fosse quella seguita da me con chi è debitore a mio riguardo.
Due sono infatti le opere di misericordia che ci liberano e che tu stesso hai fatto registrare brevemente nel tuo Vangelo: Perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato… Io voglio essere perdonato del mio peccato, Signore, perciò ho qualcuno cui poter perdonare…
Accatta da me il povero, e io sono tuo mendicante, Signore. Infatti quando preghiamo, siamo tutti tuoi mendicanti: stiamo davanti alla porta del grande padre di famiglia, anzi ci prostriamo supplicando con gemiti per la brama di ricevere qualcosa, e questo qualcosa sei tu, o Signore! Che cosa chiede a me il povero? Il pane. E io che cosa chiedo a te se non te stesso che hai detto: Io sono il pane vivo disceso dal cielo? Per ottenere perdono perdonerò; rimetterò ad altri e sarà rimesso a me; volendo ricevere darò, e mi sarà dato.
(S. Agostino, Sermo 83, 2).

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da “Intimità divina”
Roma 1992

“Figlio mio, poiché riconoscete la vostra colpa, lascio a voi la scelta della penitenza. Io straccio le carte del vostro processo e prego il Signore che voglia fare altrettanto in cielo…” (S. Alfonso ad un sacerdote pentito).

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Agosto 12, 2014 at 12:01 am da Salvatore
Categoria: Liturgia e devozioni, Preghiere di S. Alfonso
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