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Tempo Ordinario 5a settimana, domenica – Sale e Luce
«Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo» (Mt 5, 13 14)
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• O Dio, che nella follia della croce  manifesti quanto è distante la tua sapienza  dalla logica del mondo,  donaci il vero spirito del Vangelo, perché ardenti nella fede e instancabili nella carità  diventiamo luce e sale della terra.
(dal Messale Romano).

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• O dolce Gesù, fa’ che sia sale della terra anche se dovrò passare per fuor‑o ed acqua per divenire sale; non permettere che invece di darle sapore la scandalizzi, e come terra seminata di sale non sia essa sterile per colpa mia, trasformando io in suo danno il compito che tu mi affidasti per sua utilità.

O sole di giustizia, da cui ricevono la luce le stelle della Chiesa, fa’ che sia come una di queste stelle, libero da ogni oscurità affinché, stando dove tu mi hai posto, corra subito pronto ad ogni tua voce e illumini con giocondità il mondo che creasti per tua gloria. Tu che tanto desideri la gloria del tuo eterno Padre, concedimi tale splendore di vita che per essa la sua gloria cresca qui in terra e si dilati fra gli uomini ed egli sia da tutti glorificato.

O Redentore del mondo, tu mostrasti a Paolo, tuo vaso di elezione, e gli facesti sperimentare quanto dovesse patire per il tuo nome dandogli insieme gusto nel patirlo; scegli anche me per tuo vaso in cui tu possa riversare l’abbondanza dei travagli con la ricchezza delle consolazioni nel soffrirli per tuo amore.
L. Da Ponte, Meditazioni III, 12, 1‑2;V, 31, 5

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da “Intimità divina”
Roma 1992

I sacerdoti son chiamati luce del mondo, sale della terra e coadiutori di Dio. Essendo dunque il fine del sacerdote l'amministrare i sacramenti, com'egli potrà essere scusato da colpa quando egli, per pigrizia, rende vano il fine del Signore, per cui l'ha fatto sacerdote, non amministrando ai poveri peccatori il sacramento della penitenza, che, dopo il battesimo, è il più necessario alla salute eterna? (S.Alfonso).

I sacerdoti son chiamati luce del mondo, sale della terra e coadiutori di Dio. Essendo dunque il fine del sacerdote l’amministrare i sacramenti, com’egli potrà essere scusato da colpa quando egli, per pigrizia, rende vano il fine del Signore, per cui l’ha fatto sacerdote, non amministrando ai poveri peccatori il sacramento della penitenza, che, dopo il battesimo, è il più necessario alla salute eterna? (S.Alfonso).

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febbraio 9, 2014 at 12:01 am da Salvatore
Categoria: Liturgia e devozioni, Preghiere di S. Alfonso
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