9 luglio
EFFEMERIDI C.Ss.R = * 1867. L’osservanza regolare, rimedio ai pericoli che ci minacciano.

* 1867. L’osservanza regolare, rimedio ai pericoli che ci minacciano.

I pericoli di cui nel 1867 parlava il P. Desurmont non sono forse gli stessi ancora oggi?
Egli diceva: «Più un religioso è in grado di vedere ciò che accade al giorno d’oggi, e più è spaventato per i pericoli ai quali sono esposti gli Istituti. Il nostro istituto in particolare, Fratelli miei, per l’indispensabile spirito di semplicità, povertà e ubbidienza, per la duplice vocazione alla vita da certosino e al ministero apostolico, corre seri pericoli.
Come restare povero, quando la corrente vi spinge in ogni cosa verso la comodità e la prosperità? Come restare semplice ed apostolico, quando la semplicità e l’apostolicità, se così posso esprimermi, è bandita dalle chiese e dappertutto? Come restare religioso e Redentorista in un mondo che è la contraddizione vivente del nostro spirito?
Se il buono Dio non ispira a noi superiori la santa costanza alla Regola, se non fa comprendere a tutti che la Regola è il bene più importante degli altri, e che non è lecito commettere un solo peccato veniale per convertire il mondo intero, lo stesso parimenti non si deve mai, per qualunque motivo, sacrificare una Regola. Se non abbiamo un buon numero di soggetti saldi, permeati da queste rigorose massime; se, in una parola, lo spirito dell’osservanza non si mantiene vivo nella nostra provincia ed anche se non si rafforza, io non so quanto a lungo possiamo resistere alle influenze ed agli impulsi che in questi giorni e in tutto il mondo assalgono lo spirito religioso.
Ecco perché, miei cari Fratelli, per amore della vostra perseveranza, della perseveranza dei confratelli e della vita della cara Congregazione, esorto ciascuno di voi a diventare “uomo della Regola”, uomo che, sia in missione o altrove, la faccia camminare avanti a tutto, in una parola che sia un pilastro di osservanza.
Solo in questo si è veramente utile al proprio Istituto. Un Religioso seriamente regolare è come una colonna di sostegno; e senza questo spirito di Regola, l’eloquenza, la scienza, lo zelo stesso sono in verità ben poca cosa e talvolta niente di niente».
Lettere. 1867

S. Alfonso, Particolare del Crocifisso dipinto nel 1719 – Il Redentorista dovrà sempre avere davanti agli il suo dinino modello, il Cristo Redentore.

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IN MEMORIAM 

P. Antonio Justo. Espino, 1899.
Nato il 29 agosto 1872 a Puebla di Trives, diocesi di Astorga, in Spagna, il P. Justo entrò in Congregazione con altri otto giovani. Fu il solo a perseverare fino alla fine.
Da Aspirante, era un giovane di bella intelligenza e già molto virtuoso. Diventò un uomo di spirito. Si esercitava al santo esercizio della presenza di Dio con ferventi orazioni e giaculatorie e sotto il patrocinio di San Giuseppe, suo protettore preferito.
Dotato di una volontà di ferro, osservava la Regola con una precisione da militare. Sebbene di natura riflessiva e severa, sapeva dare un fascino ed una delicatezza alla conversazione che rallegrava i confratelli.
Il suo grande proposito fu questo: «Piuttosto morire che non perseverare nella Congregazione».
Morì al suono dell’angelus e pregando la Madonna. – «Esto fidelis usque ad mortem e dabo tibi coronam vitae». Ap 2-10.
Professione: 8 settembre 1892.
Ordinazione sacerdotale: 5 marzo 1898.

Nostra Signore di El Espino nella chiesa redentorista di Espino in Spagna (foto in AGHR)..

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
OBBEDIENZA = 9 luglio
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