10 luglio
EFFEMERIDI C.Ss.R = * 1758. Sant’Alfonso pubblica il libro “L’ apparecchio alla morte.”

* 1758. Sant’Alfonso pubblica il libro “L’ apparecchio alla morte.”

Nel 1758, all’età di sessantadue anni e dopo trent’anni di vita apostolica, Sant’Alfonso pubblicò diverse opere ascetiche. Insieme alle opere sull’amore di Gesù Cristo pubblica “L’Apparecchio alla morte”.
In questo libro si trovano sviluppate più di cento meditazioni sulle verità eterne, atte a fare tremare non solamente i tiepidi ed i peccatori, ma anche il cristiano che conosce la propria debolezza ed i pericoli del mondo. Questo libro ha santificato e salvato molte anime.
Sant’Alfonso lo presenta come libro di meditazioni a cui aggiunge affetti e preghiere. Secondo lui, questo modo è buono per meditare e pregare. All’inizio del libro aggiunge: «Prego il lettore di non annoiarsi sentendo chiedere sempre la grazia di amare Dio e di perseverare nel suo amore, perché queste due grazie sono indispensabili alla salvezza eterna».
Infatti nessuno ha insistito sul ruolo della preghiera nell’orazione come sant’Alfonso. Perciò il P. Olivaint, di santa memoria, ha scritto nei suoi ricordi di ritiro che la lettura delle opere di sant’Alfonso gli ha fatto comprendere meglio il ruolo prevalentee dell’invocazione nell’orazione.
Il grande liberatore dell’Irlanda, O’ Connell, si serviva costantemente di questo libro di S. Alfonso: aveva aggiunte delle postille di proprio pugno. Fra le grandi inquietudini della propria vita, non smise di prepararsi alla morte e di regolare le sue azioni alla luce dell’eternità.
P. BERTHE. Vita di Sant’Alfonso, I, 604.
Opere ascetiche del R. P. DUJARDIN. vol. I, prefazione.
P. DUMORTIER. Sant’Alfonso ed il primo centenario p. 103.

L’Apparecchio alla morte nella edizione del 1762. Tannoia riferisce che quest’opera, al suo apparire. ebbe l’effetto di una missione generale nel Regno di Napoli.

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* 1898. Fondazione del Juniorato (Aspirantato) di Houdemont. 

Nel luglio 1898 cominciarono i lavori di sistemazione del Juniorato. Era la realizzazione del piano elaborato dal P. Desurmont, di studiare sul posto gli indizi di vocazione dei ragazzi candidati all’Aspirantato di Uvrier. Il Juniorato perdurò solamente tre anni, a causa delle leggi persecutrici del 1901 contro i religiosi.
Durante questo tempo, tre gruppi di bambini fra gli otto e dieci anni, furono mandati ad Uvrier. Solo una quindicina di altri bambini passarono a Houdemont.
Sui trenta che entrarono nel Juvenato, sette sono arrivati alla professione: il P. Jeanmaire che fu ucciso nella guerra del 1914; e i Padri Aloyse Viné, Giorgio Chételat, Abele Adam, Alberto Leblanc, Ernesto Rousselct ed Alberto Sarrazin.

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IN MEMORIAM 

P. Nicolas Friederic. Landser, 1857.
Il P. Friederic nacque a Fénétrange, diocesi di Nancy, il 28 settembre 1800. Aveva esercitato già il ministero parrocchiale prima di entrare nella Congregazione.
Dopo aver fatto la professione, si dedicò con un grande zelo alle missioni a Bischenberg ed in Svizzera. Fu contemporaneo dei Padri Nicolas Mauron, Michel Neubert e di coloro che sono stati i primi apostoli dell’Alsazia e della Svizzera sotto il governo del Ven. P. Passerat.
– “Zelus domus tuae, comedit me.” Sal. 68.
Professione: 11 gennaio 1841.
Ordinazione sacerdotale: 18 dicembre 1824.

Landser, Teterchen, Moselle1924 – Cappella della Madonna, aiuto dei cristiani (foto in AGHR).

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Fr. Léonce, (Van den Linden). Riobamba, 1903.
Nato il 7 marzo 1863, à Best, in Olanda, Fratello Léonce si distinse in vita per la grande dedizione al lavoro, un’ardente pietà ed una profonda abnegazione.
Mandato dai superiori in America, fu incaricato di amministrare le proprietà delle nostre aziende (haciendes) e le fece prosperare.
Morì in seguito ad un raffreddamento contratto durante il sonno nell’alveo di una gola fredda che separa l’hacienda da Riobamba. Diceva durante la sua ultima malattia: “Dal mio noviziato, non ho chiesto a Dio che due grandi grazie: l’amore e la perseveranza”.
Morì il giorno in cui si celebrava la festa della Santa Vergine delle grazie. – “Ecce enim merces vestra, multa è in coelo”. Lc. 6-23.
Professione: 25 dicembre 1895.

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Fr. Gerardo (Albert Stutel). Santiago (Cile), 1916.
Il caro Fratello Gerardo nacque a Dombasle, il 28 luglio 1862. La sua grande preoccupazione fu sempre di compiere bene ciò che stava facendo. Metteva in ciò un vero amore e un grandissimo impegno, santificato dalla buona intenzione.
Vivacissimo nel linguaggio: a causa di esso patì in terra il suo purgatorio. Raggiunto da un aneurisma all’aorta, soffrì molto durante l’ultimo anno della vita; riconoscendo in questo male la permissione di Dio che puniva il suo difetto dominante: «ho peccato con la bocca, diceva, Dio mi punisce in essa; sia Egli benedetto: è sua misericordia». – — «Memor esto mei».  Tb. 3-3.
Professione: 16 giugno 1901.

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
OBBEDIENZA = 10 luglio
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