NovenaImmacolata

a cura del redentorista P. Gilberto Silvestri

 Se la Novena si fa in comune, in chiesa, dopo il santo Rosario e la Salve Regina, si comincia la Novena cantando questa strofa alfonsiana:

Come giglio tra le spine      
sei tu, Vergine beata,
dalla colpa preservata         
perché Madre del Signor.

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 O Madre Immacolata, splendida Madre del più bel Figlio, io mi rallegro nel vederti arricchita di tanta purità. Ringrazio il Creatore per averti preservata da ogni macchia di colpa perché tu fossi degna abitazione di Dio, e ti prego: rendimi degno figlio di Dio e figlio tuo, o Maria. – Ave Maria. Come giglio. 

O Maria Immacolata, tu sei la bella aurora sempre adorna della luce divina; sei l’arca eletta di salvezza, libera dal comune naufragio del peccato. Tu dopo Dio sarai sempre la mia speranza, il mio rifugio e il mio amore in questa valle di lacrime. Madre mia Maria, aiutami. – Ave Maria. Come giglio. 

O Maria Immacolata, tu sei il giardino chiuso che fu la delizia di Dio; sei la fontana sigillata in cui non entrò mai il nemico a intorpidirla; sei il candido giglio nato tra i rovi dei figli di Adamo, macchiati dalla colpa. Tendi la mano a un povero peccatore qual son io, e prega Gesù per me. – Ave Maria. Come giglio. 

Quanto sei bella, amata mia, quanto sei bella! (Ct 4, 1). Così, o Maria, ti loda il tuo diletto Dio. Dolcissima e immacolata Maria, tu che sei così bella agli occhi del Signore, degnati di rivolgere gli occhi tuoi pietosi sulle piaghe dell’anima mia e guariscimi. – Ave Maria. Come giglio.

Amabilissima Maria, pura e bella davanti a Dio fin dal primo istante di vita, abbi pietà di noi che siamo nati nel peccato, e dopo il battesimo abbiamo di nuovo imbrattato di colpe l’anima nostra. “Prega per noi peccatori”, che viviamo in mezzo a tante tentazioni e pericoli di perdere Dio. – Ave Maria. Come giglio. 

O Madre dolcissima, i tuoi altari sono circondati da tanta gente che ti domanda o di essere guarita da qualche male o di provvedere ai loro bisogni. Noi ti chiediamo grazie più gradite al tuo cuore: ottienici di essere umili, distaccati dalla terra, rassegnati alla volontà di Dio. Impetraci il santo amor di Dio, una buona morte, il paradiso. Convertici da peccatori in santi. Fa’ questo miracolo, che ti darà più onore che se donassi la vista a mille ciechi o risuscitassi mille morti. – Ave Maria. Come giglio.

Vergine immacolata, creatura la più umile e più grande davanti a Dio, tu fosti piccola agli occhi tuoi, ma grande agli occhi del Signore, che ti esaltò fino a sceglierti come sua madre e quindi a farti regina del cielo e della terra, aiutaci ad essere umili come te, vincendo la superbia e l’amor proprio. – Ave Maria. Come giglio.

O bellissima e purissima Maria, Dio che ti ha scelta come sua figlia, madre e sposa preservandoti da ogni macchia, è sempre pronto a esaudirti. Ottienimi dunque la grazia di vivere quaggiù sempre unito a Lui nell’amore, per venire un giorno a vedere la vostra bellezza in paradiso, dove potrò lodarvi e amarvi per sempre. – Ave Maria. Come giglio.

Immacolata madre nostra Maria, “prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte”. Prega sempre, ma ancor più prega quando saremo sul punto di uscire da questo mondo e di presentarci davanti al tribunale di Dio, affinché, salvandoci per i meriti di Gesù Cristo e per la tua intercessione, possiamo venire a lodarti insieme col Figlio tuo in cielo per tutta l’eternità. Amen. – Ave Maria. Come giglio.

La Vergine purissima, Vergine Immacolata nella visione alfonsiana. - A sinistra una immagine portata dai Gesuiti in Sicilia (Calatafimi) a fine '600, a destra la Madonna dipinta da S. Alfonso.

La Vergine purissima, Vergine Immacolata nella visione alfonsiana. – A sinistra una immagine portata dai Gesuiti in Sicilia (Calatafimi) a fine ‘600, a destra la Madonna dipinta da S. Alfonso.