PreghieraContinua11

33ª settim. T.O. –  Domenica – Doni e talenti per tutti
Beato chi ti teme, Signore, chi cammina nelle tue vie (Sl 128, 1)).

•  O Signore, ci hai donato i talenti ed il tempo utile per farli fruttificare. Ci hai concesso anche la libertà di assumerci responsabilmente l’impegno a guadagnarne altri. Non permettere che, presi dalla paura e privi di volontà, ci comportiamo come il servo malvagio e pigro il quale nascose il suo talento. Donaci di esserti fedeli nel poco per poter partecipare alla tua gioia.
(Lucia Giallorenzo)

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•  O Dio, ad ogni uomo distribuisci i tuoi talenti: il dono della vita, la capacità d’intendere e di volere, di amare e di agire, la grazia, la carità, la vocazione personale… Tu non fai ingiustizia distribuendo in misura diversa i tuoi doni, poiché dai a ciascuni quanto è necessario alla salvezza. Aiutaci a credere che l’importante non  ricevere molto o poco, ma trafficare con impegno quello che ci hai donato.
(B.S.)

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• O Redentore del mondo, che salisti in alto e desti i tuoi doni agli uomini, dividendo tra i tuoi discepoli vari talenti e grazie per il bene loro e della tua Chiesa, donami lo Spirito che procede da te, per conoscere i doni che da te mi sono stati dati, poiché se non conosco i talenti da te ricevuti, non saprò esserne grato né trafficarli.
Dammi dunque grazia che li conosca ma con umiltà, in modo che non m’inganni pensando che siano più numerosi e maggiori di quello che realmente sono. Fa’ che mi accontenti di quanto mi hai dato, affinché, né disprezzi per superbia coloro che ne hanno meno di me, né porti invidia a quelli che ne hanno di più, ma mi preoccupi solo di servirti col molto o col poco che mi hai dato.
Fa’ che sempre mi ricordi della tua venuta… affinché traffichi fedelmente quello che vorrei allora aver trafficato… e cogliendomi la morte in tale operosità, tu mi riceva nel tuo regno…
O gaudio immenso, gaudio eterno, gaudio degno di Dio! O felice diligenza con la quale chi è fervente guadagna il gaudio del cielo!
(Da Ponte, Meditazioni 111, 58, 1.3)

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da “Intimità divina”
Roma 1992

Se dunque vogliamo la perseveranza da Dio, bisogna che siamo sempre importuni in domandargliela, dobbiamo star sempre colla bocca aperta a pregare e dire: Signore, aiutatemi, assistetemi, datemi luce, datemi forza, tenetemi le mani sopra, non mi abbandonate.

Contentiamoci di quel che Dio ci ha dato. A quanti il lor talento e scienza è stata occasione di perdersi con l’insuperbirsi e disprezzare gli altri gli altri. A quanti altri la bellezza o la fortezza del corpo è stata occasione di precipitare in mille peccati? Ed all’incontro quanti altri per esser poveri o infermi, si sono fatti santi e salvati, più che se fossero stati ricchi, sani o belli d’aspetto. (S. Alfonso)