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358. S. Alfonso. Un coro di pianti.

Incontri di S. Alfonso con la Misericordia di Dio
(seguendo le sue biografie)

358. S. Alfonso. Un coro di pianti.

♦ Il giorno prima della partenza, si portarono da Monsignore Liguori  il Parroco D. Pasquale Bartolini ed il Canonico Truppa; non finivano di piangere, considerandone la perdita.
Soggiunse Alfonso, alzando la voce: “Credete che non mi dispiaccia il partire? Troppo mi dispiace, perché lascio i figli miei. Rinuncio, perché Dio così vuole. Lo stato in cui sono mi ha obbligato a farlo presente al Papa, e col Papa mi sono spiegato che se la Diocesi era per soffrire il minimo danno, io ero pronto a tirar questo carro fino alla morte. Ma se parto col corpo, non vi lascio col cuore“.

  • Più di tutti se ne dolsero i poveri. In sentirsi la triste nuova, le donne pentite o pericolanti, e le zitelle povere che speravano un sussidio, tutte, avvertendo la perdita, si vedevano inconsolabili. Specialmente tante famiglie bisognose, che da lui segretamente erano soccorse. Disse un degno Sacerdote: “La rinuncia di Monsignor Liguori è stata sensibile, specialmente ai poveri, non solo in S. Agata ed Arienzo, ma per tutta la Diocesi. Ho veduto e posso attestare che ogni povero, portandosi da lui, non se ne ritornava a mani vuote; e tutti, chi più e chi meno, si vedevano consolati”.
  • Il redentorista Padre Angelo Gaudino, incontrando per strada un povero villano, vide che questi non poteva darsi pace per la partenza di Monsignore: “Quando noi andavamo alla montagna, lasciavamo i nostri figli nel palazzo di Monsignore, ed eravamo sicuri di esser alimentati: ora che ha rinunciato e se ne parte, a chi dobbiamo ricorrere?”.
  • Piangevano e non finivano rammaricarsi anche i tanti infermi che si videro visitati, e i tanti rinchiusi nelle carceri che furono sollevati: “Non avremo più Monsignor Liguori, che o mandava o di persona veniva a consolarci. Chi si interporrà per noi presso i creditori; e chi prenderà le nostre parti coi Governatori, se per delitti o per debiti saremo arrestati? Tutto poteva Monsignore, perché era santo, e tale era stimato da tutti”.

L’afflizione comune era anche afflizione per Alfonso. Se con pena egli si era unito con questa sua sposa, con maggior pena al presente ne soffriva la separazione.

(Tannoia, Della vita ed istituto del venerabile Servo di Dio Alfonso Maria Liguori – Libro Terzo, Cap. 76)  Leggi tutto nell’originale.

“Credete che non mi dispiaccia il partire? Troppo mi dispiace, perché lascio i figli miei. Rinuncio, perché Dio così vuole. Ma se parto col corpo, non vi lascio col cuore”.

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Novembre 20, 2016 at 12:02 am da Salvatore
Categoria: Profili biografici
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