

Padre Michael Creech CSsR (1934–2023)
Una vita spesa nella missione e nell’Eucaristia
dall’omelia di P. Tim Buckly C.Ss.R
P. Creech Michael
Nato il 18/10/1934
Professione il 15/08/1952
Ordinazione il 19/10/1958
Morto il 23/11/2022
Le origini e la chiamata
Cresciuto nel sud di Londra, nella parrocchia di St Mary’s a Clapham, Michael visse fin da giovane immerso nella vita ecclesiale. Insieme ai fratelli Terry e Philip, serviva la Messa, le novene e le missioni popolari, distinguendosi per dedizione e precisione, anche nei complessi riti in latino dell’epoca.
Già prima di entrare nel noviziato, sentiva forte il senso di appartenenza alla famiglia redentorista, grazie al contatto quotidiano con la comunità del monastero. Entrò nel noviziato nel 1964, iniziando un lungo cammino di formazione che lo portò all’ordinazione sacerdotale.
Una vita missionaria instancabile
La vita redentorista di Padre Creech fu segnata da una continua disponibilità: nei primi anni venne trasferito frequentemente tra diverse comunità, maturando una grande capacità di adattamento.
Si dedicò con passione alle:
- missioni parrocchiali
- missioni scolastiche
- ritiri spirituali
Il suo stile era diretto, coinvolgente e profondamente umano. Sapeva instaurare immediatamente un rapporto con le persone, in particolare con i giovani. Celebre era il personaggio di “Freddie Freckles”, protagonista delle sue storie, capace di rendere il Vangelo accessibile e vivo.
Parroco e volto noto della Chiesa inglese
Padre Michael visse anni fecondi come parroco nella sua amata Clapham, lasciando un segno indelebile nella comunità.
Successivamente, prestò servizio per molti anni nella diocesi di Arundel e Brighton, dove divenne una figura molto conosciuta e stimata. La sua rete di relazioni era vastissima: conosceva sacerdoti e religiosi in tutto il Paese ed era un vero punto di riferimento nel mondo cattolico del sud dell’Inghilterra.
Un uomo di semplicità e verità

Chi lo ha conosciuto ricorda in lui una qualità rara: una semplicità autentica e disarmante. Era un uomo “senza inganno”, come il Natanaele del Vangelo, capace di vivere con trasparenza il suo rapporto con Dio e con gli altri.
Profondamente leale nelle amicizie e attento alla famiglia, fu sempre vicino ai suoi cari, in particolare al fratello Philip durante la malattia e alla sorella Pat.
L’Eucaristia, cuore della sua vita
Al centro della sua esistenza sacerdotale vi fu sempre l’Eucaristia. Celebrava la Messa quotidianamente con fedeltà e devozione, riconoscendo nella frazione del pane la presenza viva del Signore.
Come i discepoli di Emmaus, aiutava gli altri a “sentire ardere il cuore”, annunciando il Vangelo con passione, viaggiando di comunità in comunità.
Settant’anni di vita redentorista
Sessant’anni di vita religiosa (1952–2022) hanno attraversato alcuni dei momenti più importanti della storia della Chiesa:
- il Concilio Vaticano II
- il rinnovamento della liturgia
- il passaggio dal latino alle lingue moderne
- profondi cambiamenti nella missione pastorale
Padre Creech visse questi cambiamenti con disponibilità e spirito di adattamento, continuando sempre a predicare e a servire.
Gli ultimi anni e il congedo
Negli ultimi anni la salute si fece più fragile, ma non venne meno il suo spirito di servizio. Continuò a predicare e a mantenere vivo il contatto con le comunità, fedele alla sua vocazione fino alla fine.
Fu assistito con cura e affetto negli ultimi giorni, lasciando questa vita circondato dalla presenza amorevole di chi gli è stato vicino.
Un’eredità spirituale viva
Padre Michael Creech ha lasciato un’eredità fatta di:
- dedizione missionaria
- amore per la Chiesa
- fedeltà all’Eucaristia
- semplicità evangelica
Il suo desiderio più profondo era essere ricordato nella preghiera, come suggerisce sant’Agostino riportando le parole di sua madre Monica:
“Ricordami davanti all’altare di Dio.”
Preghiera finale
L’eterno riposo dona a lui, o Signore,
splenda a lui la luce perpetua.
Riposi in pace. Amen.