

Padre Gabriel Ignatius Maguire CSsR (1948–2022)
Missionario redentorista tra Irlanda, Regno Unito e Zimbabwe
dall’omelia del Reverendo Ralph Heskett CSsR, Vescovo di Hallam
Padre Gabriel Ignatius Maguire, affettuosamente chiamato da tutti “Gabby”, è stato un missionario redentorista che ha vissuto il suo ministero con energia, dedizione e una profonda umanità. La sua vita, segnata da una fede concreta e operosa, continua a lasciare un segno nelle comunità che ha servito.
Le radici e la vocazione
Nato il 31 luglio 1948 a Swanlinbar, nella contea di Cavan (Irlanda), Gabby crebbe in una famiglia unita insieme ai genitori e ai fratelli Ann, Des, Benedict e Gerard.
Fin da giovane maturò la vocazione religiosa: durante gli anni del Postulantato iniziò a sviluppare un forte legame con la vita redentorista e con la comunità dell’Abbey, che avrebbe segnato profondamente tutta la sua esistenza.
Entrò nel noviziato nel 1967 e professò i voti l’anno successivo. Proseguì la formazione a Hawkstone, dove fu ordinato sacerdote il 1° luglio 1973, in quella che fu l’ultima ordinazione celebrata in quel luogo.
Un sacerdote concreto e creativo
Padre Maguire era una figura singolare e versatile: si muoveva con naturalezza tanto tra gli strumenti di lavoro manuale – tuta e cassetta degli attrezzi – quanto tra i segni liturgici del ministero sacerdotale, come la casula e il calice.
Lasciò tracce tangibili del suo passaggio in molti luoghi, tra cui la Bishop’s House di Gibilterra e Sheffield, grazie alla sua abilità pratica e al suo spirito intraprendente.
Missionario tra i giovani e nelle parrocchie
Nei primi anni di ministero partecipò alle missioni scolastiche, distinguendosi per uno stile originale e fuori dagli schemi. Il suo modo diretto e creativo conquistava gli studenti, con i quali sapeva instaurare relazioni autentiche.
Fu anche predicatore nelle missioni parrocchiali, dove dimostrò grande capacità di coinvolgimento e una presenza sempre cordiale e fraterna.
L’esperienza in Zimbabwe
Uno dei capitoli più significativi della sua vita missionaria fu quello in Zimbabwe, dove operò con entusiasmo e passione.
Il suo forte senso della giustizia, unito al coraggio di esprimere la verità senza compromessi, lo portò però a entrare in tensione con le autorità locali, fino a essere costretto a lasciare il Paese.
Nonostante ciò, quell’esperienza rimase profondamente nel suo cuore.
L’Abbey: una casa e una missione
Padre Gabby nutriva un amore speciale per la parrocchia dell’Abbey, che considerava la sua casa spirituale.
Per circa 18 anni vi svolse il servizio di parroco con instancabile dedizione:
- sempre presente tra la gente
- generoso nel tempo donato ai fedeli
- vicino alle scuole, in particolare Campion e Abbey
- attento ai giovani, anche attraverso viaggi e attività parrocchiali
Era noto per la sua disponibilità e per il suo modo semplice e diretto di stare tra le persone. Amava definirsi con orgoglio:
“Sono Padre Gabby dell’Abbey.”
La malattia e la testimonianza finale
Colpito da un tumore, inizialmente gli fu prospettato un rapido ritorno al ministero. Tuttavia, la malattia lo costrinse, con grande sofferenza, a lasciare il suo ruolo di parroco.
Affrontò questa prova con straordinaria dignità:
non si lamentò mai della sua condizione, nonostante fosse una persona dinamica, attiva e indipendente.
Combatté “la buona battaglia” fino alla fine, con fede e serenità.
Un addio semplice e pieno di pace
Padre Maguire si spense il 5 febbraio 2022 in modo sereno. Accanto a lui c’era la sorella Ann, che lo accompagnò negli ultimi istanti.
Il suo commiato fu semplice e silenzioso, proprio come il suo stile di vita: autentico, discreto, profondamente umano.
Una vita segnata dalla speranza
La sua esistenza è stata guidata dalla speranza cristiana, quella stessa speranza che ha annunciato in vita e che ora si compie nella promessa della vita eterna.
Benedizione finale
Nel solco delle sue radici irlandesi, lo si affida alle parole di un’antica benedizione:
Che la strada ti venga incontro,
che il vento sia sempre alle tue spalle,
che il sole splenda sul tuo volto,
che la pioggia cada dolcemente sui campi,
e che Dio ti custodisca nel palmo della sua mano.