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20Settimana_Alfonsiana

Al via domani, 20 settembre, la 20ª Settimana Alfonsiana

Presentazione della tema

“Credete voi che sia venuto a mettere pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione” (Lc 12,51).

Gettare un fuoco

Parole come queste di Gesù – tema della 20ª Settimana Alfonsiana – non sono poche nei Vangeli. Queste sicuramente sono tra le più roventi. La porta infuocata del Vangelo. Non a caso disse: “Sono venuto a gettare un fuoco sulla terra e quanto desidero che sia già acceso” (Lc 12,49). Certo, possono essere accolte o respinte. Se accettate, però, non tollerano compromessi o approssimazioni.

Il primo aspetto da cogliere è che esse parlano anzitutto di lui: di Gesù. Lasciano intravedere i tratti peculiari della sua personalità: la tempra d’uomo che era. I Vangeli lo descrivono come persona estremamente determinata e coerente. Sarà infatti la coerenza col suo Vangelo – la sua obbedienza perfetta a Dio – a portarlo in croce come uno spregevole malfattore.
Ed è chiaro che a dividere la famiglia – in favore del Regno di Dio – è il Vangelo. Gesù stesso è il primo a uscirne. “I suoi” tentarono di riportarvelo per farlo rinsavire. Dicevano infatti: “È fuori di sé” (Mc 3,21). Volevano una famiglia unita ma fuori dal Vangelo. “I nemici dell’uomo saranno isuoi familiari” (Mt 10,36).

Perciò queste affermazioni di Gesù non sono una metafora o una parabola. Significano letteralmente ciò che dicono, senza altri fini o sottintesi. Per questo sono perentorie. Causano divisione rottura separazione abbandono. Nel caso lo esiga il Vangelo, ognuno per la propria strada. E subito. Senza rinvii. Ora e non domani. Come fecero Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni: lasciarono senza indugio il padre la barca le reti e “gli andarono dietro” (Mc 1,16-20) per annunciare con lui il Regno. Nel quale non c’è famiglia: né maschi né femmine né mariti né mogli né padri né figli. Come saremo non è stato rivelato. Ora è il tempo della fede.
I grandi seguaci di Gesù di Nazaret: Francesco d’Assisi, Alfonso de Liguori, Charles de Foucault, Albert Schweitzer, Lorenzo Milani, Giuseppe Puglisi e molti altri, sono tali perché nella propria vita non fecero prevalere la famiglia, cioè i legami del sangue e della carne (Mc 3,31-35). Carne e sangue non contano. Sono privi di significato o peso evangelici.

È utile riflettere sui perché i passaggi più critici del Vangelo – a parte la morte di Gesù – siano tra i più negletti e contraddetti. Pure in Sicilia. In cui all’etica ispirata al Vangelo è stata preferita (solo in passato?) quella familistica del sangue e della carne.

Nino Fasullo

settimana-alfonsiana20

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Mia madre e i miei fratelli
Mentre egli parlava ancora alle folle, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori chiedendo di parlargli. E uno gli disse: “Ecco tua madre e i tuoi fratelli stanno là fuori e chiedono di parlarti”. Ma egli, rispondendo, disse a colui che gli aveva parlato: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?”. E, stendendo la sua mano verso i suoi discepoli, disse: “Ecco mia madre e i miei fratelli. Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è mio fratello e mia sorella e mia madre”.
Matteo 12,46-50

La famiglia secondo Gesù
Il “gruppo rurale della Galilea [che segue Gesù] ha poco a che vedere con il fenomeno urbano dei cinici nelle città ellenistiche. La motivazione e il significato di fondo sono completamente diversi. La sacca con le piccole provviste che ogni cinico portava con sé era il simbolo della sua indipendenza individualistica; Gesù, al contrario, desidera creare una famiglia, e per questo chiede ai discepoli di fare a meno della bisaccia, per ricorrere all’ospitalità dei villaggi. Mentre i cinici basavano la loro autosufficienza su una vita semplice, Gesù insegnava ai suoi a confidare nell’amore sollecito di Dio e nella mutua accoglienza tra fratelli […] Ecco la differenza radicale: mentre i cinici vivono in accordo con la natura cercando la libertà, Gesù e i suoi discepoli vivono accogliendo il regno di Dio e proclamando il suo amore e la sua giustizia”.
José A. Pagola, Gesù. Un approccio storico.

Non la pace ma la spada
Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra ma spada. Sono venuto a separare l’uomo contro suo padre e la figlia contro sua madre e la nuora contro la suocera. I nemici dell’uomo saranno i suoi familiari. Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me. Chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me. E chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me… E chi avrà dato da bere anche solo un bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli in qualità di discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa.
Matteo 10,34ss

“E beato colui che non si sarà scandalizzato di me”.
Matteo 11,6

Non sono venuto per giudicare
Ora Gesù disse a gran voce: “Chi crede in me non crede in me ma in colui che mi ha mandato. E chi vede me vede colui che mi ha mandato. Io, la luce, sono venuto nel mondo perché chiunque crede in me non rimanga nella tenebra. E se qualcuno ascolta le mie parole e non le custodisce, io non lo giudico; perché non sono venuto per giudicare il mondo ma a salvarlo”.
Giovanni 12,44 ss

Leggi tutto il programma e le iniziative
SEGNO_20ª-Settimana-Alfonsiana

P. Nino Fasullo, redentorista di Palermo, direttore delle Settimane Alfonsiane e della rivista "Segno".

P. Nino Fasullo, redentorista di Palermo, direttore delle Settimane Alfonsiane e della rivista “Segno”.

 

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Settembre 19, 2014 at 4:30 pm da Salvatore
Categoria: Convegni, Istituto redentorista
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