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P. Jozef Claessens, C.Ss.R. 1926-1996 – Belgio.

P. Jozef Claessens, C.Ss.R. 1926-1996.

Il redentorista P. Jozef Claessens, 1926-1996, Belgio, Provincia Flandrica, fondatore delle Compagne di Gesù, gruppo di giovani consacrate al servizio del Signore, che ancora evangelizzano i poveri ad Haiti. È nel 1996 a 70 anni.

Il redentorista P. Jozef Claessens, 1926-1996, Belgio, Provincia Flandrica, fondatore delle Compagne di Gesù, gruppo di giovani consacrate al servizio del Signore, che ancora evangelizzano i poveri ad Haiti. È nel 1996 a 70 anni.

Dati ufficiali

  • Cognome = Claessens
  • Nome = Jozef
  • Nazionalità = Belgio – (Provincia Flandrica)
  • Nato = 06-Feb-1926
  • Morto = 29-Giu-1996
  • Professione = 15-Set-1947
  • Sacerdote = 15-Set-1952

Il redentorista P. Il redentorista P. Jozef Claessens, 1926-1996, Belgio, Provincia Flandrica, fondatore delle Compagne di Gesù, gruppo di giovani consacrate al servizio del Signore, che ancora evangelizzano i poveri ad Haiti. È morto nel 1996, a 70 anni.

Il P. Claessens con tre Compagne di Gesù.

Il P. Claessens con tre Compagne di Gesù.

Le Compagne di Gesù fondate dal P. Claessens

Il 25 dicembre 1971 sorgeva in Porto Principe (Haiti) un Istituto Secolare con il nome di Compagne di Gesù, fondato dal Redentorista P. Jozef Claessens. Suo scopo era di predicare la Buona Novella ai poveri in un momento in cui c’erano pochi redentoristi disponibili per la pastorale. Era formato da un gruppo di giovani consacrate al servizio del Signore, la cui missione era di evangelizzare i poveri: “i poveri predicano ai poveri”.

Su di esse, ORBIS presenta una breve relazione preparata dallo stesso P. Claessens .

«Le nostre Suore sono vestite come laiche e vivono normalmente nelle loro famiglie. Si riuniscono ogni sabato e una volta al mese per un giorno di raccoglimento. Tutte lavorano per guadagnarsi la vita come insegnanti, segretarie, infermiere.
Hanno i loro esercizi di pietà che svolgono nelle loro case, come pure in casa studiano per prepararsi e formarsi meglio nella vita missionaria. Questo obbligo risulta abbastanza pesante, dato che per il lavoro che svolgono, non resta loro molto tempo libero.
Svolgono nelle loro famiglie il lavoro missionario, secondo la mente di S. Alfonso e quando il quartiere o la parrocchia sono stati da esse preparati, un gruppo di consorelle (e a volte io stesso) andiamo a predicare la missione. Missioni ed esercizi si svolgono nella forma tradizionale, ma adattati alle possibilità delle consorelle.

Questo nuovo stile di lavoro apostolico sta facendo un bene immenso. Tale bene si sviluppa. Infatti dopo avere predicato così varie missioni ed esercizi (abbiamo cominciato solamente da due anni, perché prima bisogna formare le Suore) ragazzi e ragazze, impressionati per questo spirito e per questo lavoro si sono organizzati in gruppi per aiutarle nel lavoro domiciliare e nelle scuole.
Sappia che nelle scuole secondarie della capitale soprattutto nelle scuole statali questo è l’unico apostolato e il solo contatto che può avere la Chiesa con i giovani (sono circa 120.000).

Tra questi gruppi di giovani c’è un risveglio di vocazioni, per cui durante la visita del nostro P. Provinciale abbiamo studiato insieme come potere preparare questi giovani al sacerdozio e alla vita missionaria Redentorista, iniziando con un gruppo pilota
«Attualmente questi giovani vengono chiamati «Ambasciatori o Ambasciatrici di Cristo (cfr. Cor. 5, 20 ed Ef. 6, 20). Abbiamo attualmente un gruppo di circa 200 giovani di 14-15 anni che si formano per l’apostolato.
Il tutto è fondato su una autentica vita di preghiera e di sincero amore a Gesù e a Maria. Per il resto le Suore si servono quasi unicamente dei libri di S. Alfonso, la cui statua si trova al centro del giardino.

Le Suore ora sono sette più una postulante. Non facciamo alcuna propaganda. Il lavoro le farà conoscere: tra le Ambasciatrici di Cristo, diverse si preparano per questa stessa vita consacrata: ma esigiamo da loro un buon livello di studio.
E vi è di più. Siccome i Vescovi mi hanno nominato Direttore Nazionale dell’Azione Cattolica e dell’Apostolato dei laici e Direttore della Radio Cattolica, ho davanti a me un immenso campo di lavoro. Sono redentorista. Per cui non mi contento di essere cappellano, ma continuamente mi domando: Come o farebbe S. Alfonso?

Così tutto questo lavoro ha per me un carattere essenzialmente missionario. Le Suore stanno registrando. Nei sotterranei della casetta abbiamo preparato alcuni studi per la registrazione. Esse registrano i loro programmi che poi vengono diffusi per tutto il paese. Questo lavoro è svolto soprattutto dalle Suore che vivono nella casa centrale Betania.
Le altre aiutano quando possono. Anche gli ambasciatori e le ambasciatrici collaborano.
Svolgono inoltre l’apostolato del cinema, presentando specialmente i film sulla Passione e Risurrezione di Cristo del P. Peyton.

Due giovani le aiutano in questo lavoro. Le proiezioni si svolgono durante gli esercizi e le Missioni, soprattutto per mobilitare i laici. Finora quattordici grandi parrocchie sono state evangelizzate con questo sistema appena iniziato. Così pure una ventina di scuole secondarie con circa 500 alunni ciascuna.

Abbiamo anche un altro servizio per i poveri, ma è irto di difficoltà perché essi sono tanti e per la loro delicata situazione.
Finora il lavoro più importante delle Suore è stato quello di preparare un Deposito dove porre le provviste e gli aiuti. Ci aiutano molto per questo gli ambasciatori e le ambasciatrici. Con la collaborazione di anime buone abbiamo cercato di dare un lavoro ai poveri: l’unico mezzo efficace per aiutarli.
Abbiamo attualmente allo studio un altro progetto a favore delle prostitute, specialmente per le più povere che vivono e muoiono per le strade o in carcere. E’ un lavoro delicato che richiede profonda serietà e formazione.
Ecco una certa idea del nostro lavoro, con le Suore. Esse formano un nucleo di tutta una rete missionaria che si prepara per compiere grandi opere per Dio. Abbiamo grandi speranze.

La ringrazio vivamente per l’interesse che dimostra per noi.
P. Giuseppe Claessens, cssr

Il profilo è tratto da Orbis, n.37 (1976, aprile) pp.40-42

Il P. Claessens con un gruppo di catechisti della Parrocchia di S. Gerardo in Port-au-Prince (Haiti).

Il P. Claessens con un gruppo di catechisti della Parrocchia di S. Gerardo in Port-au-Prince (Haiti).

Oggi in Haiti è ben viva la “Famiglia Alfonsiana”, una istituzione missionaria fondata nell’arcidiocesi di Port au Prince, in occasione del tricentenario della nascita di S. Alfonso, 1996.
Essa è composta da quattro gruppi che condividono la spiritualità di S. Alfonso: Redentoristi, Sorelle Redentoriste, Compagni di Gesù e la Sacra Famiglia.

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Dicembre 29, 2016 at 12:05 am da Salvatore
Categoria: In memoriam
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