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Riflessioni e preghiere per la Novena – 3
Il Santissimo Redentore

(Momento di preghiera e di riflessione)

Dio è la mia salvezza; io confiderò, non temerò mai, perché mia forza e mio canto è il Signore; egli è stato la mia salvezza.
Attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza. Lodate il Signore, invocate il suo nome; manifestate tra i popoli le sue meraviglie, proclamate che il suo nome è sublime.
Cantate inni al Signore, perché ha fatto opere grandi, ciò sia noto in tutta la terra. Gridate giulivi ed esultate, abitanti di Sion, perché grande in mezzo a voi è il Santo di Israele.
(Is 12, 2-6).

Lettura
Dal Concilio Vaticano II (LG. 2.3.7)
Il disegno salvifico universale del Padre
(2) L’eterno Padre, per liberissima e misteriosa disposizione della sua sapienza e bontà, ha creato l’universo e ha deciso di elevare gli uomini a partecipare della sua vita divina. Quando essi divennero peccatori in Adamo, egli non li ha abbandonati, ma ha sempre offerto loro gli aiuti per la salvezza, in considerazione di Cristo redentore «che è l’immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura» (Col 1,15).
Coloro che il Padre ha eletto fin dall’eternità li «ha preconosciuti e predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito di una moltitudine di fratelli» (Rm 8,29). Coloro che credono in Cristo, li ha voluti convocare nella santa chiesa, la quale, già prefigurata fin dall’origine del mondo, preparata mirabilmente nella storia del popolo di Israele e dell’antica alleanza, istituita in questi ultimi tempi, manifestata dall’effusione dello Spirito Santo, otterrà il suo compimento nella gloria alla fine dei secoli. Allora, come si legge nei santi padri, tutti i giusti a partire da Adamo, «dal giusto Abele fino all’ultimo eletto», saranno riuniti presso il Padre nella chiesa universale.
Missione, opera del Figlio

(3). Il Padre ha mandato il suo Figlio, nel quale ci aveva eletti prima della creazione del mondo e predestinati alla filiazione adottiva: aveva infatti deciso di ricapitolare in lui tutte le cose (cf. Ef 1,4-5 e 10). Per compiere la volontà del Padre, Cristo è venuto e ha inaugurato sulla terra il regno dei cieli, rivelandocene il mistero, e con la sua obbedienza ha operato la nostra redenzione.
La chiesa è il regno di Cristo già misteriosamente presente; essa cresce visibilmente nel mondo per la potenza di Dio. Questo inizio e questa crescita sono simboleggiati dal sangue e dall’acqua che uscirono dal costato aperto di Gesù crocifisso (cf. Gv 19,34), e sono preannunciati dalle parole del Signore a proposito della sua morte in croce: «E io, quando sarò levato in alto da terra, attirerò tutti a me» (Gv 12,32 gr.).
Ogni volta che si celebra sull’altare il sacrificio della croce col quale «Cristo nostra pasqua è stato immolato» (1Cor 5,7), si compie l’opera della nostra redenzione. E nello stesso tempo col sacramento del pane eucaristico viene rappresentata e realizzata l’unità dei fedeli che costituiscono in Cristo un solo corpo (cf. 1Cor 10,17). A questa unione con Cristo luce del mondo sono chiamati tutti gli uomini: da lui siamo, per lui viviamo, verso di lui tendiamo.

(7). Il Figlio di Dio ha redento gli uomini, assumendo la loro natura e vincendo la loro morte con la sua morte e risurrezione, e li ha trasformati in creature nuove (cf. Gal 6,15; 2Cor 5,17). Ha convocato i suoi fratelli da tutte le parti e ne ha fatto il suo mistico corpo, comunicando loro il suo Spirito.

Preghiera

Celebriamo con lodi perfette Cristo, che per noi è diventato giustizia, santificazione e redenzione, e acclamiamolo con gioia dicendo:
Gloria, lode e onore a te, Cristo Redentore

  • Tu che sei propiziazione per i nostri peccati e per i peccati di tutto il mondo, concedici di godere della tua redenzione.
  • Tu che sei stato mandato dal Padre per redimere quelli che erano sotto la legge, affinché ricevessimo l’adozione a figli, concedici di donare la vita per i nostri fratelli.
  • Tu che sei venuto perché abbiamo la pienezza della vita, concedici di annunziare ai poveri le tue insondabili ricchezze.
  • Cristo, nostra speranza, che hai distrutto la morte valorizzando la vita e l’incorruttibilità, donaci di sperare in te contro ogni speranza.
  • Redentore del mondo, che hai aperto le braccia sulla croce per distruggere la morte e annunciare la redenzione, manifestati a coloro che ancora non ti conoscono.
  • Redentore del mondo, che sei diventato per noi redenzione per riscattarci da ogni iniquità, sii luce per i ciechi, fortezza per i deboli, conforto per gli afflitti.
    Salvatore del mondo. che sei venuto ad evangelizzare i poveri, a consolare gli umili, a pacificare i nemici, concedici di camminare da redentoristi come tuoi seguaci, cercando la giustizia e la pace.
  • Tu che hai distrutto la morte e hai amato la vita, allieta con la luce del tuo volto i nostri defunti.

O Dio, che hai costituito il tuo Figlio Unigenito Redentore del mondo, e per mezzo di lui, sconfitta la morte, ci hai misericordiosamente rigenerati alla vita, fa’ che ricordando questi benefici, siamo sempre uniti a te nell’amore e godiamo eternamente i frutti della tua redenzione. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Nella sua trasfigurazione Gesù, nostro Redentore, rivela la gloria che seguirà alla Croce.

Ascolta la lirica di S. Alfonso “Anima mia, che fai?” dalla voce di G.B. Vitale – Scarica mp3
[audio:/alfonso/Liriche2/09AnimaMia20.mp3]

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Luglio 14, 2013 at 12:02 am da Salvatore
Categoria: Istituto redentorista, Liturgia e devozioni, Proprium liturgico
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