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Riflessioni e preghiere per la Novena – 5

Il Santissimo Redentore

(Momento di preghiera e di riflessione)

Era come agnello condotto al macello; maltrattato, non aprì bocca; fu percosso a morte per dare la salvezza al suo popolo. Ha consegnato se stesso alla morte, ed è stato annoverato fra gli empi, per dare la salvezza al suo popolo.
Non a prezzo di cose corruttibili, come argento e oro, foste liberati; ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza macchia.

 

Lettura (dalla Pratica di amare Gesù Cristo, cap. 1)
Cristo ha più amato che sofferto

Giovanni d’Avila, così devoto di Gesù crocifisso che ne parlava in ogni  predica, nel suo primo trattato “Sopra l’amore di Dio per gli uomini ” ha dei bellissimi e infuocati sentimenti, che qui voglio trascrivere.
«Mio Redentore, tu amasti tanto l’uomo che chi  riflette su questo amore non può non amarti, perché il tuo amore fa violenza sui cuori! E la ragione di tanto amore verso gli uomini è il suo amore per il Padre. Ecco perché, durante l’ultima cena, rivolgendosi agli Apostoli, dice: «il mondo deve capire che io amo il Padre e che faccio esattamente come mi ha comandato. Alzatevi, andiamo via» (Gv 14,31).
Ma dove? A morire per gli uomini sulla croce. Certo, non si potrà mai comprendere l’ardore del fuoco di amore nel cuore di Cristo… Se gli fosse stato comandato di affrontare non una ma mille morti, tante ne avrebbe sofferte; e se il Padre gli avesse imposto di morire per uno solo, lo avrebbe fatto come l’ha fatto per tutti. E anche sulla croce, se invece di tre ore fosse stato necessario rimanervi fino al giorno del giudizio, egli, sempre per amore, vi sarebbe rimasto.

Dunque Cristo ha più amato che sofferto! O amore di un Dio, tu sei tanto più grande di quanto tu riesca a dimostrarlo! Le piaghe del tuo corpo ci parlano del tuo amore, ma non abbastanza della grandezza di questo amore. E’ nell’intimo del tuo cuore che è nascosta questa grandezza. Le piaghe sono solo una scintilla di questo immenso amore.
Il più grande segno dell’amore è dare la vita per i propri amici. Ma tanto non poteva bastare a Cristo… Ed è proprio questo grado di amore che fa impazzire le anime buone, che le lascia interdette… E’ da qui che nasce nelle anime quell’amore viscerale, quel desiderio di martirio, quella gioia di soffrire, di stare sulle graticole roventi, di camminare sui carboni ardenti come fossero rose, di desiderare i tormenti, di amare ciò che il mondo teme e abbracciare ciò che detesta. Scrive s. Ambrogio che l’anima che ha sposato Cristo sulla croce non brama altro che portarne le sue stimmate.

Come dunque, ripagarti, Gesù mio, di tanto amore? E’ giusto che il sangue si compensi col sangue. Sia, dunque, io intinto nel tuo sangue, inchiodato sulla tua croce… O croce santa, accogli anche me. Allargati, o corona di spine, perché vi possa trovar posto anche il mio capo. Chiodi, lasciate le mani innocenti del mio Signore e trapassate il mio cuore. Gesù, tu sei morto – come mi ricorda l’apostolo Paolo – per impossessarti  dei  vivi e  dei  morti,  non  col castigo ma con l’amore: «Cristo è morto ed è risorto per  essere  il Signore  dei morti e dei vivi» (Rm 14,9).

Preghiera

O Gesù, ladro di cuori, la forza del tuo amore ha spezzato anche i cuori più duri. Tu hai infiammato tutto il mondo del tuo amore. O Sapienza del mio Gesù, inebria il mio cuore col vino del tuo amore; brucialo con questo fuoco; feriscilo con le frecce del tuo amore. Questa tua croce è balestra che mi colpisce al cuore… E sappia il mondo intero che il mio cuore è ferito.
Che hai fatto, amore mio dolcissimo? Sei venuto per guarirmi e mi hai ferito? Sei venuto per insegnarmi a vivere e mi hai fatto impazzire? O santa pazzia, che io non viva senza te! Signore, quanto io vedo sulla croce, tutti mi invita ad amarti: il legno, le tue sembianze, le tue ferite, e soprattutto il tuo amore, m’invitano ad amarti e a non dimenticarti mai più!

"Era come un agnello mansueto condotto al macello" (Isaia).

Ascolta il canto “Vieni, amico mio” sulla vocazione redentorista (autore: Salvatore Brugnano) – Scarica mp3
[audio:/52Copiosa/07VieniAmicoMio52.mp3]

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Luglio 16, 2013 at 12:02 am da Salvatore
Categoria: Istituto redentorista, Liturgia e devozioni, Proprium liturgico
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