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24. LA SANTITA’ DI MARIA

Maria fu sempre santa, sempre pura e libera da ogni ombra di colpa attuale e originale, onde di lei fu detto: Tutta bella tu sei, amica mia, in te nessuna macchia (Ct 4,7). Fin da quando ebbe l’uso della ragione, cominciò ad amare Dio con tutte le forze e così continuò a fare, avanzando sempre più nella perfezione e nell’amore per tutta la vita. Tutti i suoi pensieri, desideri e affetti furono rivolti a Dio: non disse una parola, non fece un gesto, non diede uno sguardo o un respiro che non fosse per Dio e per la sua gloria, senza mai allontanarsi o staccarsi un momento dall’amore verso Dio.
Nella sua vita praticò tutte le virtù: una fede costante, un’amorosa fiducia in Dio, una pazienza forte in mezzo a tante sofferenze, l’umiltà nonostante i molti privilegi, la pietà verso tutti, lo zelo per la gloria di Dio e soprattutto una perfetta carità verso Dio e una totale uniformità alla volontà di Dio. […]

Nel Cantico dei cantici fu detto di Maria: Chi è costei che sale dal deserto come una colonna di fumo, esalando profumo di mirra e d’incenso e di ogni polvere aromatica? (Ct 3,6). La sua totale mortificazione rappresentata dalla mirra, le sue ferventi orazioni significate nell’incenso e tutte le sue sante virtù, unite alla sua perfetta carità verso Dio accendevano in lei un fuoco talmente grande, che la sua anima bella, consumata dall’amore divino, si alzava continuamente a Dio come colonna di fumo che effondeva soavissimo profumo.
(da Le Glorie di Maria, Parte II, Disc. VII,1)

Quale santo del paradiso, scrive sant’Agostino, alla domanda se ha commesso dei peccati sulla terra, può rispondere di no? Nessuno fuorché Maria. […] Maria non solo non perse mai la grazia di Dio, né mai la offuscò, ma neppure la tenne oziosa. Non si fermò un momento di correre verso Dio, non perse mai nulla per sua negligenza. Essa corrispose alla grazia con tutte le sue forze e amò Dio quanto poté amarlo. “Signore, lei gli dice ora in cielo, se non ti ho amato quanto meriti, almeno ti ho amato quanto ho potuto”.

Nei santi le grazie sono state diverse, come dice san Paolo: Vi sono diversità di carismi (1Cor 12,4). Sicché ciascuno di loro, corrispondendo alla grazia ricevuta, si è reso eccellente in qualche virtù: chi nel salvare le anime, chi nel fare una vita di penitenza, chi nel soffrire i tormenti, chi nella contemplazione; tanto che la Chiesa nel celebrare le loro feste dice di ciascuno: Non si è trovato uno simile a lui. La santa Vergine fu “piena di grazia”, quindi eccelsa in ogni virtù. Essa fu apostola degli apostoli, regina dei martiri, gonfaloniera delle vergini, modello delle spose, unì una perfetta innocenza a una perfetta mortificazione; insomma unì nel suo cuore tutte le virtù eroiche praticate dai santi.
(da Le Glorie di Maria, Parte II, Disc. VIII, 2)

Maria, regina dei santi e nostra prima avvocata, dopo aver sottratto una persona dagli artigli di Lucifero e averla unita a Dio, vuole che essa cerchi di imitarla, altrimenti non potrà arricchirla delle sue grazie, come vorrebbe, a causa della sua cattiva condotta. La Vergine chiama beati coloro che imitano diligentemente la sua vita: Ora, figli, ascoltatemi: Beati quelli che seguono le mie vie! (Pr 8,32). Perciò san Girolamo ci esorta dicendo che, se amiamo Maria, dobbiamo cercare di imitarla, perché questo è l’omaggio più bello che possiamo offrirle. Riccardo di san Lorenzo afferma che sono e possono chiamarsi veri figli di Maria quelli che cercano di vivere come lei. Il figlio si sforzi di imitare la Madre, conclude san Bernardo, se desidera il suo favore. Allora Maria, vedendosi onorata come Madre, lo tratterà e favorirà come figlio.
(da Le Glorie di Maria, Parte II, III)

Ogni giorno un’immagine di Maria

Maria fu sempre santa, sempre pura e libera da ogni ombra di colpa attuale e originale (S.Alfonso).

 

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Maggio 24, 2011 at 12:15 am da Salvatore
Categoria: Le Opere, Preghiere di S. Alfonso
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