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1 novembre
EFFEMERIDI C.Ss.R – 1814-1815. San Clemente, riformatore della vita cattolica in Austria.

1814-1815. San Clemente, riformatore della vita cattolica in Austria.

Il 1° novembre 1814 iniziò il Congresso cattolico di Vienna, che aveva per scopo, oltre quelli politici, di riorganizzare la Chiesa in Germania.
Padre Clemente Hofbauer fu un punto di riferimento intorno a cui si raggrupparono le forze cattoliche. Con la sua influenza, impedì uno scisma in Germania.
Disse Georges Goyau: «Le persone colte sapevano intravedere il lavoro discreto, ma fruttuoso del Redentorista Hofbauer presso gli avversari. Riceveva frequentemente la visita del futuro Ludwig I, allora principe ereditario della Baviera, e ogni giorno dava consigli al canonico Helfferich concernente le memorie da presentare al Congresso, in risposta a Wissenberg.
Padre Clemente, apprezzato come predicatore e confessore, esperto a risvegliare nella capitale dell’Austria le energie cattoliche che il Giuseppinismo aveva represse, fu, con la sua influenza riservata ma instancabileil più efficace antagonista di Wissenberg; il progetto di chiesa nazionale, incoraggiato da nobili sorrisi, sostenuto da potenti manovre e corteggiato da sapiente teologia andava a cozzare contro la tenace volontà di un vecchio operaio panettiere.
Chiaramonti, diventato Papa con il nome di Pio VII ed il suo ministro Consalvi ponevano la loro fiducia in Clemente Maria per contrastare i consigli dei potenti e preservare vittoriosamente l’integrità della Chiesa».
L’Allemagne religieuse par Goyau, p. 128.

Perciò il Cardinale Rauscher, principe Arcivescovo di Vienna, suo penitente, riconobbe che P. Clemente Maria fu il restauratore della vita cattolica in Austria ed il nunzio apostolico non esitava ad esprimere al Papa questo magnifico elogio: “Il Padre Hofbauer è attualmente il sacerdote più influente dell’impero di Austria“.
P. BERTHE, Vita di S Alfonso, II, 657.

Discreto e fruttuoso fu il lavoro spirituale e diplomatico di San Clemente nella restaurazione avvenuta col Congresso di Vienna nel 1815: l’Austria rimase cattolica e fedele alla Santa Sede.

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1831. Inizio della Provincia belga. 

Prima del 1831, S. Alfonso non era molto conosciuto in Belgio. I suoi deliziosi libri di pietà erano poco diffusi; ed una sola parrocchia, Milvere, vicino a Saint-Trond era dedicata a lui.
In questo periodo vivevano a Tournai il canonico Villain, vecchio direttore del seminario maggiore e il parroco Hennecart, a Rumillies, giovane sacerdote trentenne.
Sostenitori appassionati della dottrina morale ed ascetica di S. Alfonso, dicevano con rammarico: Abbiamo le opere salutari del grande teologo: perché non possiamo anche beneficiare dei suoi figli! Dio assecondò i loro disegni.
A Rumillies vivevano due nobili famiglie amiche: quella del Barone di Gazier, proprietario del castello di Rumillies, e quella del Conte de Robiano, proprietario di un piccolo castello.
Nel 1831 la mamma della Contessa ricevette una lettera in cui si elogiava un religioso che era in venerazione a Vienna: il Reverendo Padre Passerat, Redentorista, ed anche dei successi conseguiti dai religiosi del suo Ordine.
Comunicò questa lettera al parroco di Rumillies, canonico Villain e, con l’intervento della Contessa, chiesero al Padre Passerat una fondazione dei Redentoristi in Belgio.
Il P. Passerat nell’ottobre 1831 mandò, a Rumillies, due Padri dalla residenza di Friburgo; altri poi li seguirono. Il presbiterio diventò la loro abitazione ed ogni giorno la loro tavola era apparecchiata al castello. La comunità si stabilì poi in un’altra proprietà detta «Solitude» antica di due secoli, che apparteneva alla mensa episcopale di Tournai e fu messa gratuitamente a disposizione dei Missionari. Questa casa servì per il noviziato.
La comunità tuttavia restò alla «Solitude» solo per due anni. Il Barone di Cazier offrì allora ai Padri il suo albergo di Tournai come residenza definitiva. Fu costruita la cappella e i novizi si recarono a Saint-Trond.

La Casa di Rumillies fu la prima residenza redentorista in Belgio. Qui una foto del 1934 (foto in AGHR).

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1883. Fondazione della casa di Astorga (Spagna). 

Fin dal 1879, i nostri Padri avevano già preso possesso di un convento a Villarejo (diocesi di Cuenca); ma, poiché non potevano esserne proprietari, decisero di stabilirsi ad Astorga. Avevano del resto cominciato già a predicare le missioni in questa diocesi.
Il P. Desnoulet, vedendo le buone disposizioni del clero a nostro riguardo, manifestò a diversi sacerdoti il desiderio di avere una nostra casa in questa città.
Poco dopo, Monsignore ci offriva il convento di San Francesco di Assisi: il Santo, infatti, aveva fondato questo convento quando venne in pellegrinaggio a San Giacomo di Compostela. Allora era un immenso rettangolo, con chiesa e due cortili interni. Dalla rivoluzione del 1875 il monastero era servito come prigione ecclesiastica, caserma, teatro e taverna…. Era tutto in rovina.
Vedendo questa situazione, il P. Didier, visitatore diceva: “Sempre rovine da rialzare! Bisogna costruire altrove!” – Tuttavia, su istanza del vescovo e dei sacerdoti, accettò. La casa, dopo le riparazioni, diventò una casa di studi; il  P. Desnoulet fu nominato Superiore.

La Casa di Astorga in Spagna agli inizi della sua ristrutturazione (foto in AGHR).

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IN MEMORIAM 

Fr. Joseph Steullet. Friburgo 1870. Novizio corista.
Fratello Steullet nacque il 27 ottobre 1851, a Corban (Jura bernois), e fu il primo postulante della Provincia gallo-elvetica, morto in odore di santità. Entrò nel postulantato di Téterchen nel 1867, insieme ad alcuni altri che purtroppo non hanno perseverato.
Di carattere energico, sebbene le apparenze fossero al contrario, cominciò il noviziato con una volontà straordinaria, sotto la direzione del P. Francesco Lorthioit, suo Padre Maestro. La volontà aveva per oggetto l’ubbidienza che voleva praticare per piacere a Dio, compiendo la Regola nei minimi dettagli, obbediente al Padre Maestro come a Gesù Cristo. Tale fu in una parola la causa della sua santità. Dopo ogni conferenza, metteva in pratica ciò che aveva sentito, notando nel suo quaderno questa risoluzione: “Voglio compiere tale obbligo”.
Il P. Chavatte, Padre socio, diceva: “Non ho mai visto un novizio tanto costantemente modesto e dovunque”. Il tempo del noviziato, lo passò, può dirsi, ai piedi del Santissimo Sacramento, della Madonna, di S. Alfonso e di san Giuseppe al quale aveva serbato una devozione tutta particolare.
Dopo sei mesi di noviziato, il Fratello Steullet cadde malato di petto, ma il fervore non diminuì in niente. Per ubbidienza fece novene su novene a san Giuseppe per ottenere la guarigione.
Nel 1870 esplode la guerra. Fratello Steullet si dirige a Friburgo. Durante il viaggio, il povero Fratello ebbe molto a soffrire infastidito dai troppi treni militari. “Non è niente!”, diceva senza tregua. Colpito dal vaiolo, che si unì alla tisi, Fratello Steullet comprese che l’ultima ora era arrivata. Da questo momento non parla che del cielo.
A lui venivano presentate le difficoltà di cui si sperava la soluzione ed egli promette di pregare e subito, dopo la sua morte, le difficoltà spariscono.
Ebbe la felicità di pronunciare i voti sul letto di morte, lasciando ai confratelli il ricordo della vita e della morte di un santo.  – «Qui facit voluntatem Dei, manet in aeternam». Sal. 74.
Professione: 1 novembre 1870.

La Casa redentorista di Friburgo dove nel 1870 morì il Novizio corista Steullet (foto in AGHR).

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P. Joseph Gavillet. Marsiglia 1904.
Ottavo superiore Provinciale della Provincia Gallo-elvetica, 1890-1898.

Il P. Gavillet è nato a Marcellaz (Alta-Savoia), il 9 marzo 1843 ed era il più piccolo di quattordici figli. Attirò la stima e l’affetto dei compagni per un’allegria che è rimasta leggendaria e che gli valse il soprannome di «nierf»  che significava nel linguaggio del paese, una mescolanza di vivacità giovanile e birichinata.
Suo primo desiderio fu di seguire la carriera militare, ma Dio lo chiamava nella Congregazione. Per lunghi anni, fu uno dei più infaticabili apostoli del Nord della Francia. La salute di ferro resisteva a tutto. A trentasei anni, il P. Desurmont lo nominò Rettore a Parigi.
Per nove anni, esercitò l’ufficio di Provinciale. Si prodigò allora di rimpatriare in Francia i giovani studenti in esilio dal 1880 in Olanda e fece costruire la casa di Antony per abitazione del noviziato.
Fu promotore di missioni generali che ebbero dovunque grande risonanza ed operò numerose conversioni. Dopo la Missione generale di Marsiglia che riunì più di settanta Redentoristi assegnati nelle venti parrocchie della città il P. Gavillet vi fondò una casa e ne diventò più tardi Rettore.
La persecuzioni del 1903, senza abbattere il coraggio gli procurarono penose apprensioni che scossero la salute. Dopo una vita così movimentata, gli fu consigliato il riposo, ma questo riposo era contrario alla sua costituzione vigorosa ed apoplettica.
Sopraggiunse una complicazione che lo portò in poche ore. Morendo, recitò il suo Credo con una forza incredibile e non smise di pregare fino alla fine.  – Mementote praepositorum vestorum quorum imitamini fidem. Eb 13-7.
Professione: 21 novembre 1862.
Ordinazione sacerdotale: 22 dicembre 1866.

Il Padre Gavillet tra gli altri Capitolari a Roma nel 1884 – Particolare della foto con nomi scritti a mano,  nei voluni di Cronache del P. Salvatore Schiavone (APNR, Pagani).

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Fr. Joseph Socquet. La Teppe, 1915.
Questo Fratello nacque il 10 marzo 1865, a Mégève, diocesi di Annecy; era studente a Dongen (Olanda), quando Dio lo provò con la malattia di un grave male. La dolcezza del carattere, i metodi delicati, lo facevano amare da tutti. Fu obbligato a ritirarsi in una casa di cura a La Teppe, dove morì da buon Redentorista.  – Memor esto mei. Tb. 3-3.
Professione: 15 febbraio 1885.

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
PREGHIERA = 1 novembre
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novembre 1, 2018 at 12:03 am da Salvatore
Categoria: In memoriam, Memoriale calendario
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