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10 gennaio
EFFEMERIDI C.Ss.R. = 1853. Erezione della Provincia di Germania Superiore.

1853. Erezione della Provincia di Germania Superiore.

Ecco in quali circostanze la divina Provvidenza chiamò i Redentoristi in Baviera. All’inizio dell’anno 1841, il Venerabile Padre Passerat riceve la buona notizia che il re Luigi I della Baviera autorizza la Congregazione a stabilirsi nel suo regno. E più ancora, il vescovo di Passau offre un convento ed una chiesa; e questa chiesa era nientemeno che il celebre ed antico santuario della Madonna di Altötting , così caro alla pietà dei cattolici bavaresi.
Nello stesso tempo, chiede quindici o venti soggetti. con preghiera di indicare la somma giudicata necessario per il loro impiego. Mai fondazione si era presentata in condizioni così favorevoli, Il Padre Passerat riunisce suo consiglio, e, all’unanimità, l’ offerta del Vescovo fu accettata; immediatamente furono designati quindici Padri per formare la comunità di Altötting.
La Loro partenza ebbe luogo il 14 aprile 1841. Dopo aver designato il P. Bruckmann come Superiore, il Padre Passerat disse: “Partite sotto la guida di Dio, ma ricordate questo:

  • 1° State attenti che i molti lavori che vi aspettano in Baviera, soprattutto nel tempo dei pellegrinaggi, non vi facciano trascurare la salvezza delle vostre anime e la cura del vostro progresso spirituale.
  • 2° In tutti gli atti del santo ministero, o sul pulpito, o al confessionale, non dimenticate mai le leggi della misericordia cristiana e della carità.
  • 3° Non vi dedicate al lavoro al punto da compromettere la vostra salute, perché in breve tempo diventereste degli operai inutili.

– L’ingresso dei Redentoristi ad Altötting somigliò quasi ad un trionfo; ma come in tutte le opere di Dio. la croce compparve sulla fondazione. Il Padre Passerat seppe rianimare la fiducia dei suoi.
– La prima casa della Baviera fu Altötting che fu soppressa in seguito; ma l’erezione della Provincia della Germania Superiore ebbe luogo in questo giorno 10 gennaio 1853. Essa comprendeva allora tutti i conventi della Baviera e della- Renania. (Vita del V. P. Passerat, del P. Giruille, p. 483 e ss.)

Il santuario di Altötting, oggi, con la sua caratteristica Madonna. – In questo santuario vi lavorarono i Redentoristi dal 1841 al 1873.

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IN MEMORIAM

P. Fridolin Schmitt. Riobamba, 1881.
Originario di Herznach, diocesi di Bâle, dove nacque il 22 febbraio 1843, il padre Fridolin fu ordinato sacerdote a Téterchen. Dopo la guerra del 1870, i suoi superiori lo destinarono per l’America. Era nella piena maturità della sua età. Fin dal suo arrivo, prese parte a tre missioni successive che lo stancarono molto. Questa fu la sua prima ed ultima campagna apostolica.
Ritornò nel convento col germe del tifo che aveva contratto confessando in una caverna abbandonata dove erano stati seppelliti dei cadaveri. Annunciando la notizia della sua morte, il P. Didier, Visitatore, diceva: “Il R. P. Schmitt è morto come ha vissuto: da santo”.
– Era sempre stato di un’innocenza angelica, umile, dolce, devota e raccolta. La sua morte fu un lutto generale per la città di Riobamba – “Beati mundo corde, quoniam ipsi Deum videbunt,» Matth., 5, 8.
Professione: 15 ottobre 1862.
Ordinazione sacerdotale: 21 dicembre 1867.

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P. Arturo Payen. Lille2 1924.
Il “buon Padre Payen”, così lo chiamavano, è nato a Cousolre (Nord) il 21 novembre1843 da una famiglia cristiana che doveva contare dodici figli di cui tre redentoristi, un gesuita e due religiose di Nazareth.
Ad undici anni, il giovane Arturo aveva preso la risoluzione di farsi sacerdote. Gli anni del seminario minore e maggiore passarono come quelli di tutti i seminaristi ferventi: anni felici, anni che non hanno storia.
Ordinato sacerdote da Mons. Régnier nel 1868, l’abate Payen è subito nominato vicario ad Arleux, dove resterà sei anni.
Da molto tempo, però, sentiva il bisogno di una vita interiore più intensa; tutto lo portava ad abbracciare al più presto la vita religiosa redentorista. “I Redentoristi sono dei veri apostoli – scriveva ai suoi genitori- e questa è la ragione perché voglio essere uno di loro. C’è ancora un’altra ragione, ed è che S. Alfonso ha detto nella sua vita: “Io tengo per certo che tutti quelli che muoiono nella Congregazione saranno salvi”. Il Padre Caillot che è stato testimone della morte di parecchi Redentoristi, mi ha detto che questa parola S. Alfonso si verifica in modo evidente. Io sono pronto a sacrificare tutto per guadagnare il cielo”.
Da quando si consacrò definitivamente a Dio con la professione religiosa, lo vediamo missionario in Francia, in Spagna, a Lilla dove resterà fino alla sua morte.
Chi potrà dire l’immenso bene che, nella piccola e devota cappella della Cour des Bourloires, a Lilla, il Padre Payen faceva alle numerose anime che accorrevano a lui. Lo si vedeva sempre accogliente, sempre buono, sempre incoraggiante.
Lo chiamavano “il buon Padre Payen “. Era buono, non di una bontà insipida, fatta di debolezza e di timidezza, ma di una bontà acquistata con una serie di vittorie che la virtù gli aveva reso facili con l’andare del tempo.
Quando la cappella fu chiusa a causa delle espulsioni del 1880, il decano di Saint-Étienne ospitò nella sua chiesa lo scenario del suo zelo. Lo si vedeva per circa venti anni recarsi in chiesa dove stava delle giornate intere, restando al confessionale per otto ore al giorno, e talvolta anche dieci.
Quante anime ha guarito, consolato e salvato! Sacerdoti, padri e madri di famiglia, giovani, anime timide, scrupolosi, a volte sotto attacco del demonio: tutti erano ricevuti con bontà.
Il Padre Payen aveva un cuore di una delicatezza estrema. Era facile notare quanto le sue impressioni fossero vive ed a quale tesoro di virtù egli attingeva spesso, per restare, come di fatto era, calmo e sereno sempre.
La sua parola di ottimismo e di incoraggiamento era questa e la ripeteva spesso: “Andrà meglio di quanto non si pensi.”
Per tutta la sua vita fu la gioia delle comunità che ebbero la fortuna di averlo. Nei giorni delle nostre belle feste di famiglia, la sua grande felicità era di comporre e di cantare qualche composizione in versi, dove la delicatezza e talvolta un pizzico di ironia rendevano più piacevole la vita domestica.
Vecchio di settantotto anni, il buon Padre Payen si incamminava poco a poco verso la tomba, ma la sua anima si innalzava sempre più verso il cielo.
Durante uno degli ultimi ritiri scriveva: “Voglio morire ancor di più al mondo”. – La sua debolezza aumentava, aveva ansia di morire “per non essere di peso”, come diceva . “Gesù, Maria, venite a prendermi“… e come se temesse di essere indiscreto, aggiungeva cortesemente “per favore! per favore“!
Il buon Padre Payen circondato dei suoi confratelli rese a Dio la sua bell’anima di Redentorista, lasciandoci sulla terra il profumo delle sue virtù e il ricordo di un santo religioso. – In die tributationis meae Deum exquisivi, et non sum deceptus. Ps. 76.
Professione: 2 agosto 1875.
Ordinazione sacerdotale: 29 giugno 1868.

La Comunità di Parigi di ritorno dala Palazzo di Giustizia il 30/7/1903, nel periodo della persecuzione religiosa. – I nomi dei Padri, accolti con rami di palma: Béthume, George, Castelain, Monniot, Henri Payen, Trêsat, Mouton, Voinot, Jacquemard, De Purseval. (Foto in AGHR).

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
LA FEDE = 10 gennaio
APRI

 

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Gennaio 10, 2019 at 12:03 am da Salvatore
Categoria: Istituto redentorista, Memoriale calendario
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