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11 maggio
EFFEMERIDI C.Ss.R = 1866. Il mio piacere è fare la volontà di Dio.

1866. Il mio piacere è fare la volontà di Dio.

Il P. Desurmont cosi si esprimeva in una lettera agli studenti:

Saint-Nicolas du Port. 11 maggio 1866.
Miei cari fratelli, vi auguro di camminare sulla diritta via. E lo si è pienamente, quando una buona volta per tutte si è detto: Dal momento che non posso vivere senza piacere, ne conserverò uno, ma solo uno: la volontà di Dio;  mi distaccherò dagli altri: col cuore sempre, con i fatti se è possibile.
Piacere della salute: non voglio più nutrirmi. Se Dio mi renderà malato e malato quando la natura vorrebbe tendere al meglio, sia così. Il mio piacere, non è nella salute, il mio piacere è nella volontà di Dio.
Piacere di una vita comoda: di consolazioni e affetti del cuore, di gioie di una comunità amabile, di successi, di studio, di essere amato.

Piacere di sentire la pace di Gesù Cristo. Che piacere, fratelli miei, per un’anima che ha gustato i piaceri grossolani della “via larga”, i piaceri della carne e del sangue! Credetemi, tenete il cuore staccato da questi piaceri. Gesù Cristo ve ne lascerà sempre abbastanza in modo da poter vivere; ma voi, ditegli: Signore, sia fatta la tua volontà, ecco il vero piacere.
Piacere della volontà di Dio nella sofferenza di essere malato, di avere difetti della mente, poca immaginazione, poca memoria, poca scienza.
Piacere della volontà di Dio nella sofferenza di passare inosservato quaggiù, senza compiere grandi cose, di restare mediocre nelle santità, nelle sofferenze causate dagli incidenti della vita, nelle umiliazioni, prove e morte.

Ecco, fratelli miei, il vero piacere. Questo è come si vive nel cielo. Là, l’ultimo santo considerando l’ultimo posto che è il suo, e il primo che non lo è, prova un piacere due volte incredibile, perché la sua persona messa all’ultimo posto, vede la volontà di Dio e scopre la stessa cosa nel primato di colui che non è geloso. In Paradiso si gusta la volontà di Dio perché si ama Dio e in questo consiste la felicità.
Se voi entrate in questo cammino di spirito, non volendo più attaccarvi ad altre consolazioni se non a quella di fare la volontà di Dio, a volte con desolazioni, se siete in questa realtà non ci sarebbe da fare che un passo: siete nel deserto che conduce alla vita, avete il cielo sulla terra, avete trovato la radice di tutte le virtù, vivete nella realtà della verità dell’amore.
Domandate incessantemente questa grazia. Esercitatevi a distaccarvi e ad attaccarvi: distaccatevi dalle cose umane e attaccatevi a Dio in queste cose da niente.
Desurmont. Lettres.

Schmalzl M., Ultima cena (Messale 1889) – Fare ciò che piace a Dio configura il redentorista a Cristo che ha detto: “Mio cibo è fare la Volontà del Padre mio!” (Gv 4,34). (Raccolta Marrazzo).

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Ascolta la canzoncina di S. Alfonso sulla Volontà di Dio
Il tuo gusto e non il mio

[audio:/alfonso/19Valletta/87TuoGusto19.mp3]

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IN MEMORIAM 

Fr. Georges Sturmer. Houdemont, 1884.
Fratello Georges nacque in Baviera il 30 agosto 1818. Entrato in Congregazione si comportò da religioso esemplare:  era la gioia, consolazione ed edificazione dei superiori e confratelli.
Animato da un viva fede si considerava l’ultimo fra tutti, professava una grande amore all’Eucaristia e alla Madonna.
Sul finire della vita soffrì una deviazione della colonna vertebrale. Questo male gli procurò atroci dolori; ma trovava la forza di sopportarli nelle lunghe ore che trascorreva davanti al SS. Sacramento e trascinandosi con le due stampelle da una stazione all’altra della Via Crucis. – «Afflictionem meam et latore manuum mearum respexit Deus». Gen 31, 42.
Professione: 21 aprile 1847.

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
POVERTA’ = 11 maggio
APRI

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