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12 gennaio
EFFEMERIDI C.Ss.R. = 1836. Fondazione dello Studentato di Wittem.

1836. Fondazione dello Studentato di Wittem.

Fondata in questo 12 gennaio, la casa di Wittem ricorda troppi preziosi ricordi perché non gli le si dia un posto in questo Memoriale.

L’anno 1733, Ferdinando, Conte di Wittem, stabilisce in questa località un convento di Padri Cappuccini, con lo scopo di impedire al protestantesimo di invadere il suo vasto dominio. La Rivoluzione del 1790 scacciò i religiosi dal convento, che nel 1833 diventò proprietà della Baronessa Van PaIlaudt.
Un Padre Cappuccino che era rimasto ad officiare la chiesa, in questo stesso anno dovette ritirarsi per malattia. Ora avvenne che due Redentoristi, che da Liegi si portavano a Rolduc per predicare il ritiro ai Seminaristi, sbagliarono strada. Arrivati a Galoppe, che allora apparteneva al Belgio, chiesero ospitalità al decano, il quale, tutto felice di questo provvidenziale incontro, propose ai due Padri di predicare una missione nel suo decanato di Wittem. I Padri accettarono. Fu la prima missione data dai Padri Redentoristi in Belgio.
In quel tempo, poiché la casa di Saint-Trond era diventata troppo piccola, i superiori pensarono ad acquistare a Wittem, proprietà della Baronessa Van PaIlaudt, e Wittem diventò allora lo studendato del Belgio. Questa casa ospedaliera in seguito servì da rifugio ai nostri studenti francesi. Obbligati a lasciare Contamine-surArve in seguito alla guerra del Sonderbund, vennero a riunirsi con gli studenti belgi ed olandesi dal 1848 al 1849.
– Nel 1870, obbligati di nuovo a lasciare Téterchen ed Avon a causa della guerra franco-tedesca, fu ancora a Wittem che essi si rifugiarono. È là che la maggior parte dei vecchi Padri della Provincia francese trovarono, insieme alla più fraterna ospitalità, la solidità della dotttrina, il fervore della pietà e l’amore della Congregazione.

La bellissima Biblioteca della Casa di Wittem, sede dello studentato, in una foto del 1899 (Foto in AGHR)

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1909. Congregazione generale alla presenza di Pio X: Esame dei miracoli proposti per la canonizzazione del Beato Clemente Maria Hofbauer.

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IN MEMORIAM

Fr. Paul Gérard. Dongen, 1887.
Il Fratello Paul Gérard, nativo di Andincourt, diocesi di Besançon, il 10 luglio 1866, aveva trovato la sua vocazione ai piedi del Tabernacolo. Durante i brevi anni della sua vita religiosa, fu incalzato senza tregua dal desiderio di “fare in tutto la volontà di Dio “. Questo pensiero lo santificò velocemente.
Così, quando morì a vent’ anni, in mezzo ai suoi confratelli dispiaciuti, mostrava la più dolce serenità e pregando rese la sua anima a Dio. – Consummatus in brevi, explevit tempora multa. Sap. 4, 13.
Professione: 8 settembre 1886.

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P. Joseph Touchaux. Santiago, 1908.
Il Padre Joseph Touchaux è nato a Danjoutin, il 6 marzo 1877, da genitori eminentemente cristiani che ebbero la generosità di donare alla Congregazione tre dei loro figli. Joseph, attirato probabilmente dagli esempi di suo fratello Maurice e più ancora dallo zelo per le anime di cui fu pieno durante la sua vita intera, fece i suoi primi studi ad Uvrier. Quelli che proseguì allo Studendato di Santiago in America non diminuirono per niente la sua pietà. Si distingueva per una devozione molto grande al SS. Sacramento; la meditazione supplementare dei giorni di ricreazione e l’ora santa del primo venerdì del mese non ebbero sostenitore più ardente.
Ordinato sacerdote, nella casa di Santiago si dedica al catechismo dei bambini più abbandonati del quartiere. Nessuno sacrificio, nessuno ostacolo arrestava il suo zelo: visite ai collegi vicini, uscite ripetute per riunire i bambini di strada, premi, promesse, minacce, tutto metteva in opera per attirare questi bambini, ispirare in loro l’amore per il catechismo e renderli migliori.
Malgrado la sua debolezza, P. Joseph prese parte a diverse tornate di missioni. L’ultima campagna lo stancò molto; lo una polmonite acuta ed il giovane missionario dovette rassegnarsi ad accettare la volontà di Dio che si mostrò soddisfatto della sua partecipazione all’opera della Redenzione. – “Dabit vobis mercedem vestram in tempore suo”. Eccl. 51-38.
Professione: 21 novembre 1895.
Ordinazione sacerdotale: 23 dicembre 1905

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P. André Tholin. Uvrier 1915.
Nato il 4 maggio 1855 a Saint-Symphorien-en-Lay, nella diocesi di Lione, dai genitori pieni di fede, il P. Tholin fece i suoi primi studi a Saint-Godard, poi nel grande seminario di Saint Irénée ed entrò nella Congregazione nel 1877.
Ordinato sacerdote, diventò missionario soprattutto a Gannat ed a Saint-Étienne e lavorò a completare la traduzione delle opere del Segneri, ad Uvrier, dove morì.
Come missionario, il P. Tholin si dedicò per più di trent’ anni alla salvezza delle anime. La sua formazione, tutta alfonsiana, il suo zelo soprannaturale, la sua rotondità ed il suo spirito pratico hanno assicurato alle sue missioni pieno successo.
Egli si distingueva per la preparazione delle celebrazioni esterne: con i suoi confratelli era amabile, caritatevole, semplice, senza ricerca nei suoi procedimenti. La sua pietà solida, la sua fede viva, la sua dedizione alle anime ed alla Congregazione furono notevoli. Più di un Redentorista gli deve la sua vocazione.
Il P. Tholin morì improvvisamente. – “Opus justi ad vitam“. Prov. 10-16.
Professione: 15 agosto 1878.
Ordinazione sacerdotale: 13 giugno 1880.

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P. Henri Hossard. Mouscron 1923.
Tutti quelli che hanno conosciuto il P. Hossard sono unanimi nell’applicargli le parole di S. Luca: “Quod debuimus facere, fecimus” (ciò che dovevamo fare, noi I’abbiamo fatto): era l’uomo del dovere.
Il P. Henri nacque il 31 agosto 1854 a Fougerolles du Plessis, diocesi di Laval, da agiati coltivatori. – L’angelo della sua infanzia fu sua madre. Donna di un spirito di fede ammirevole, degna emula della madre di S. Luigi. Diceva al figlio: “Preferirei vederti sepolto in terra che saperti colpevole di un solo peccato mortale”.
Al piccolo seminario di Mayenne, si dimostrò alunno studioso; ma fu al grande seminario che l’aspirazione alla vita religiosa cominciò a nascere nel suo cuore. Ordinato sacerdote, fu nominato vicario a Mesnil. L’incontro con due Redentoristi, i. PP. Delabarre ed Arturo Payen, determinò la sua scelta per la Congregazione.
Prima semplice missionario, poi Rettore di diverse case, incaricato della cura spirituale delle diverse comunità religiose durante la guerra dal 1914 al 1918, si mostrò e fu sempre all’altezza dei suoi incarichi, perché sempre si dimostrò uomo del dovere e della Regola.
Il P. Henri fu un lavoratore: Mai saliva sul pulpito senza una scrupolosa preparazione sull’argomento. Tutto era scritto e completamente. Tutti i suoi discorsi sono puliti e denunciano una profonda riflessione; lo sviluppo è nutrito di dottrina.
La sua grande preoccupazione come Rettore fu di intrattenere nel convento lo spirito di regolarità assoluta di cui era vivente esempio. Le sue conferenze si riepilogavano in questa parola: “La Regola, la Regola tutta intera”. Alla vigilia di essere espulso della casa di Chàteauroux con tutta la sua comunità nel 1902, il P. Henri fu raggiunto di un attacco di apoplessia, mentre egli predicava con il suo solito ardore sul Sacro Cuore. Si aprì allora per il Padre Hossard un periodo di azione limitata. Si dedicò all’apostolato delle comunità religiose. Per il suo tatto, il suo senso diritto e tutto soprannaturale, seppe guadagnare ad un alto grado la fiducia delle anime.
Durante gli ultimi anni della sua vita, il P. Henri fu incaricato come ministro nella casa missionaria di Mouscron. Sebbene in apparenza era abbastanza freddo e riservato per natura, il P. Hossard diventava espansivo in comunità. Soprattutto nell’intimità si potevano apprezzare meglio le grandi qualità del suo cuore. I suoi confratelli erano sicuri, quando erano ricorso ai suoi consigli, di trovare presso di lui l’accoglienza più fraterna. Soprattutto si faceva scrupolo di ferire la reputazione altrui, ed avendo sofferto lui stesso procedimenti poco delicati, sapeva custodire il segreto più assoluto.
Il R P. morì Henri improvvisamente, lasciando ai suoi confratelli il modello dell’uomo del dovere, della Regola e del religioso redentorista. “Tene disciplinam, non dimittas eam; custodi illam quia est vita tua”. Prov. V. 13.
Professione: 9 novembre 1885.
Ordinazione sacerdotale: 21 settembre 1878.

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P. Pierre Trentesaux. Chateauroux, 1924.
Il P. Trentesaux nacque a Tourcoing, diocesi di Lilla, il giorno 8 giugno 1874, da una famiglia fondamentalmente cristiana. Suo padre dava a tutto l’esempio di una fede profonda. Sua madre si distingueva per la bontà di cuore, diventata poi proverbiale su di lei. Pierre era di un carattere semplice e naturalmente incline all’ubbidienza. Era poco portato alle birichinate e un poco timido di aspetto. Aveva solo sei anni e già la serietà in lui prese il sopravvento sulla leggerezza naturale dell’infanzia.
Questo carattere di austerità l’accompagnerà tutta la sua vita, senza tuttavia togliere niente alla sua affabilità e al brio naturale.
Dopo aver terminato i suoi studi al collegio di Tourcoing, Pierre si decise a diventare religioso redentorista come suo fratello Jean. Dopo il noviziato, fu destinato in America. Là, dovette per dieci anni lottare contro le difficoltà della lingua spagnola: le superò e seppe arrivare ad un genere di composizione all’apostolica, per la chiarezza, la precisione e la forza della dottrina. E la sua anima si apriva tutta intera alla felicità di lavorare alla salvezza dei peccatori!
Ma l’ubbidienza lo chiamava in Francia. Diventò socio dei novizi a Glimes e da allora la croce sembrò dovere essere la compagna della sua vita. La sua salute declinava e malgrado ciò sopportava con gioia i carichi che gli si imponevano; Divenuto missionario in Argentan, poi in Bretagna, dovunque fu sempre all’altezza del suo compito per la sua vita interiore di fede e di amore di Dio e per il suo spirito di sacrificio.
L’assistenza ai marinai di Dunkerque ebbe tutte le sue preferenze. Non era questa un’opera dei poveri? Egli si trovò nel suo elemento fin dai primi giorni. Durante la guerra del 1914, fu impiegato tra gli ausiliari, e là, come al convento, restò l’uomo di Dio, interamente dedito al suo servizio. Le rudi privazioni, le sofferenze di ogni tipo patite durante questa prova avevano alterato considerevolmente la sua salute ed egli comprese che da allora in poi avrebbe dovuto accontentarsi della sofferenza e della preghiera come suo apostolato.
Chateauroux fu la sua ultima dimora. È là che il suo male progredì rapidamente. Rassegnato, persino gioioso in mezzo alle sue infermità, Pierre non si fece illusione. Si preparò a morire: “Sono felice di morire nella Congregazione”, furono le sue ultime parole.
Uno dei suoi confratelli ha fatto di lui questo elogio ben meritato: “Sono stato testimone delle sue sofferenze fisiche e morali del Padre Trentesaux: sacrifici del suo apostolato, della sua attività, della sua salute, insomma della sua stessa vita. Non esito ad affermare che fu generoso in tutto e si innalzò alla più alta virtù religiosa. Il Padre Trentesaux morì con la reputazione di un santo. – “Placita enim erat Deo anima anima illius” Sap. 4, 14,
Professione: 9 novembre 1893.
Ordinazione sacerdotale: 22 settembre 1900.

Boulogne-sur-mer 1899 – Padri e fratelli della Comunità: Godard, Dlerme, Dripnis, Cabnis, Têtard, Coekerols, Damortier, Galilon, Hoffmann, Culoos, Trentesaux, Depret, Cauvier, Berihe, Sarget, Parisoli, Duhamel; Leonard, Jean Baptiste, Hilaire.

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
LA FEDE = 12 gennaio
APRI

 

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gennaio 12, 2018 at 12:03 am da Salvatore
Categoria: In memoriam, Istituto redentorista
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