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16 settembre
EFFEMERIDI C.Ss.R = * 1779. S. Alfonso implora dal re di Napoli l’approvazione del governo interno della  Congregazione.

* 1779. S. Alfonso implora dal re di Napoli l’approvazione del governo interno della  Congregazione.

Dopo avere ottenuto dalla Regia autorità, con decreto del 21 agosto 1779, l’approvazione legale dell’Istituto, sant’Alfonso sperava ottenere anche l’approvazione della Regola.
Per il santo Fondatore, l’anima della Congregazione non era forse la Regola approvata dalla Chiesa?  La considerava come legge di vita, forma di santità, arma del ministro apostolico donato da Dio ai membri dell’istituto. Ciascuno articolo di conseguenza diventava cosa sacra; così si doleva per non essere riuscito, ottenere il Regio exequatur per la Regola, malgrado le reiterate istanze.
S. Alfonso riunì il consiglio, ed i sei consultori emisero all’unanimità il parere che la proposta da inoltrare non solo era opportuna, ma necessaria per ristabilire la pace nella Congregazione. I negoziati riguardante questo affare furono affidati al padre Majone, Procuratore dell’istituto vicino alla corte e ai tribunali di Napoli; l’ultimo decreto del 21 agosto era dovuto alla sua abilità.
Venne affiancato a lui, in qualità di consigliere, il padre Cimino di cui ciascuno apprezzava il buono spirito e l’alta pietà. — (Cfr 1 e 22 gennaio e 27 febbraio).
P. BERTHE. Vita di S. Alfonso II, p. 477 e 478.

Ferdinando IV di Borbone che fu anche Ferdinando I del Regno delle Due Sicilie. – Sebbene avesse una alta stima di S. Alfonso, rimase immutabile nel non concedere l’approvazione regale alla Regola Pontificia. – Solo dopo la morte del Santo e dopo i capovolgimenti innescati dalla Rivoluzione francese concesse quello che S. Alfonso aveva sospirati per tutta la vita.

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* 1903. Pio X e la Congregazione. 

Il R.mo P. Raus scriveva nel settembre 1903 una lettera circolare ai membri della Congregazione:
«Nella prima udienza che ebbi con Pio X,  Sua Santità mi parlò dei lavori apostolici dei nostri Padri nella diocesi di Venezia: “Ho constatato io stesso, diceva il Papa, il bene spirituale operato, per grazia di Dio, dal vostro ministero.
Questa fecondità che di solito accompagna e corona i vostri lavori apostolici, stimo siano da attribuire soprattutto ad una causa: il vostro modo di predicare che è conforme alla dottrina apostolica, allo zelo apostolico, alla semplicità apostolica e non tende a nessun altro scopo se non alla conversione delle anime.
Custodite dunque, figli miei, questo eccellente metodo di predicare che avete ereditato dal vostro Padre Alfonso e a cui  sono legate le grandi benedizioni di Dio».
(Lettere, settembre 1903).

Il Papa San Pio X ebbe sempre un’alta stima per i Redentoristi e anche da Papa volle più volte ascoltare i consigli del servo di Dio Antonio Losito, convocandolo discretamente da Pagani.

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IN MEMORIAM 

P. Florian Hubinet. Saint-Chamond (Loira), 1904.
Il P. Hubinet nacque il 10 marzo 1841, a Dimechaux, Nord, da famiglia fondamentalmente cristiana. Conservò questo grande spirito di fede e tenera e solida pietà che aveva ricevuto dai genitori per tutta la vita e senza cedimenti.
Per venticinque anni, il P. Hubinet fu tra i missionari più ragguardevoli della Provincia. Le sue missioni e i ritiri spirituali ebbero il più grande successo. Sarebbe impossibile enunciare lo zelo nelle fatiche, i meravigliosi risultati ottenuti dalla eloquenza, e soprattutto dalla speciale devozione alla Madonna del Perpetuo Soccorso di cui in missione fu l’ardente apostolo.
Le sue prediche sono modelli di composizione oratoria; il periodo è ben nutrito, bello e forte; la voce altisonante ed il comportamento maestoso; in ciascuno dei discorsi, l’argomento si sviluppava con tutte le prove e si svolge come un’armata potente per costringere alla sconfitta le anime ribelli e costringerle ad arrendersi.
Felice le popolazioni che hanno sentito passare su di loro il soffio santificante di questa eloquenza apostolica. Molte anime gli devono la conversione, grazie alla fiducia che ispirava loro per la Madonna.

Il P. Hubinet era dotato di un grande spirito di famiglia ed era la gioia e vita della comunità. Amava profondamente la Congregazione, i superiori ed i confratelli. Le nostre feste erano per lui un’opportunità di rallegrare affabilmente e religiosamente le ricreazioni con una poesia, un canto di circostanza.
Infine suonò l’ora del riposo fissato dalla Provvidenza. Dopo la persecuzione del 1903, i Padri vivevano dispersi e il P. Hubinet abitava a Saint-Chamond. Morì vittima della persecuzione, in un venerdì, dopo avere celebrato la santa messa nel suo piccolo oratorio.
—«Quam speciosi pedes evangelizantium pacem, evangelizantium bona». Pr. 10-15.
Professione: 15 ottobre 1863.
Ordinazione sacerdotale: 13 ottobre 1865.

Il P. Florian Hubinet, a causa delle persecuzioni antireligiose, si rifugiò a Saint-Chamond e qui morì (antica foto da internet).

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
MORTIFICAZIONE = 16 settembre
APRI

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settembre 16, 2017 at 12:03 am da Salvatore
Categoria: Memoriale calendario, Profili biografici
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