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21 marzo
EFFEMERIDI C.Ss.R = * 1879. Lettera del P. Desurmont ai fondatori della Vice-Provincia di Spagna.

* 1879. Lettera del P. Desurmont ai fondatori della Vice-Provincia di Spagna.

Il P. Desurmont, forse verso la metà di questo mese, scriveva la seguente lettera ai Padri che aveva inviato nella Vice provincia di Spagna. Diceva:

«Vorrei che questo primo anno fosse dedicato alla formazione dei soggetti non soltanto riguardo all’apprendimento della lingua, ma ancora e soprattutto al consolidamento dell’unione con Dio e in Dio. Sempre e dovunque è vero affermare che il sostegno concreto, la vera base delle nostre imprese, è lo spirito di orazione, come dice la Regola nella costituzione del Rettore. Ma per molteplici motivi questa necessità è particolarmente importante per quanto riguarda la nascente provincia di Spagna.
Sono persuaso che se dall’inizio riceve come da tradizione un culto serio della vera vita interiore, essa donerà alla Congregazione molte consolazioni; mentre al contrario le creerà molte miserie, se dall’inizio le cose che riguardano la vita contemplativa saranno stabilite su una base di mediocrità.
In questo ordine di cose, tutto dipende dai primi inizi. Là dove i primi fondatori di una provincia sono vissuti nella pratica di una vita interiore all’altezza della nostra Regola, c’è la possibilità di conservare nella Provincia intera l’inestimabile spirito di orazione. Al contrario, là dove gli inizi non sono stati contrassegnati da una intensa vita di preghiera vi è pericolo, in seguito, di veder ridotto alla mediocrità lo spirito di pietà: sarebbe veramente dannoso soprattutto in Spagna.

Gli spagnoli hanno bisogno di un regime di santità e ne sono abbastanza capaci. Ma per questo è necessario che i soggetti che entreranno da noi respirino un’atmosfera di profonda vita interiore. Per tutti questi motivi, da parte mia, vorrei che si abbia una comunità dove si viva in pienezza la santificazione personale nell’osservanza delle nostre regole di vita interiore e che le altre case, attendendo il potenziamento necessario a fare lo stesso, formino comunità propriamente dette».

Pionieri Redentoristi in Spagna – L’avvio della presenza dei Redentoristi in Spagna avvenne con il pioniere P. Vittorio Loyodice (a destra nella foto), che parlava la lingua spagnola. P. Loyodice era napoletano, aveva 29 anni ed era rientrato in Italia – unico superstite – dalla Missione del Casanare (Colombia).

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IN MEMORIAM

Fr. Francesco Tartaglione, Napoli, 1774.
Nato a Marcianise, diocesi di Capua, il 7 agosto 1713, all’età di dodici anni decise di abbracciare lo stato religioso come fratello coadiutore dai Padri Gesuiti.
Dio permise che si ammalasse. Rientrato in famiglia, incontrò S. Alfonso durante un corso di missione. Avendolo inteso predicare sull’inferno, volle seguirlo. S. Alfonso gli disse: «Amico mio, il tenore di vita dei gesuiti non è il nostro, e non troverete da noi le stesse comodità che vi sono da loro. Nella nostra congregazione bisogna soffrire, poiché siamo nella estrema povertà». – «Eccomi pronto a soffrire tutto – rispose Francesco – per salvare la mia anima».

Fu accettato. Sempre umile sottomesso, non vi era lavoro che non fosse disposto ad accettare; per la sua pazienza e il buonumore era di modello a tutti, e i suoi esempi sono additati come di massima perfezione.  Al grande amore per il lavoro univa quello dell’orazione e nel tempo di ricreazione lo si vedeva tutto raccolto e unito in Dio. Inoltre era preoccupato di trionfare su se stesso e domare le proprie passioni.
La natura lo aveva dotato di un aspetto avvenente. Sollecitato al male da una signora di alto rango , le disse: «Signora, c’è un Dio e c’è un inferno». E fuggì tremante.
Di temperamento iracondo, un giorno commise una grave infrazione. S. Alfonso per penitenza lo privò dell’abito religioso e per sei mesi lo sciolse dai voti. Pentito, fu riammesso alla professione. Per tutta la sua vita, secondo la testimonianza del P. Tannoia, «Fratello Tartaglione fu vero modello di umiltà, di pazienza, di pietà, di perseveranza nella perfezione. Felici coloro che muoiono della morte dei giusti! Più felici ancora coloro che l’hanno fatto precedere  da una vita piena di meriti e di buone opere!».

Fratello Francesco Tartaglione (1713-1774) della prima generazione redentorista; prezioso e affidabile, con nel cuore il grande desiderio della santità. Fu caro a S. Alfonso che aveva molta fiducia in lui.

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Fr. Jacques Bouvier. Friburgo,1844. Studente.
Jacques Bouvier, nato a Délémont (Jura) il 24 novembre 1822 da rispettabili genitori e nella adolescenza fece eccellenti studi. Dotato di brillanti qualità, si mostrò lavoratore instancabile, modello di carità e affabilità, a tal punto che suscitò la gelosia dei condiscepoli. Al loro indegno comportamento rispondeva con la più disarmante carità: così maestri ed allievi lo ammirarono grandemente.
Mentre studiava a Friburgo conobbe i nostri Padri, lesse la vita di S. Alfonso e fu afferrato da un  desiderio ardente di entrare nella Congregazione. Questo desiderio era così forte che saliva fin sul tetto di una casa vicina per vedere i Redentoristi durante la ricreazione.
Malgrado la fragile salute, i superiori lo ricevettero per le sue doti intellettuali e morali. Per due mesi ebbe a lottare contro l’affetto disordinato  e anche le minacce dei suoi genitori.
Al noviziato come nello studentato, Fr. Bouvier fu modello di unione con Dio e di lavoro per Dio. Possedeva in un grado eminente le devozioni del vero redentorista; leggeva e rileggeva le opere di S. Alfonso; la sua povertà era rigorosa; vedeva la perfezione negli altri eccetto in lui.
La tisi consumò il suo debole fisico. Il Fr. Bouvier lasciò un tale ricordo di santità ai suoi confratelli, che questi, dopo la sua morte, erano indotti piuttosto a pregarlo che pregare per lui. – – «Memor fui Dei et delectatus sum». Ps 76.
Professione: 31 ottobre 1842

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P. Michel Neubert. Pérouse, 1882.
Michel Neubert nacque il 15 ottobre 1805 a Bergheim (Haut-Rhin). Sin dalla giovane età faceva intravedere che sarebbe divenuto qualcuno ed avrebbe fatto qualcosa di straordinario. Diceva: “Sarò prete o soldato”.
Il libro delle Visite al Santissimo Sacramento di S. Alfonso gettò nella sua anima i primi germi di vocazione. Michel fu ricevuto nella Congregazione dal rev.mo Padre Passerat in La Valsainte (Svizzera).
Dopo l’ordinazione sacerdotale insegnò filosofia, divenne prefetto degli studenti e infine missionario. Con i Padri Zobel e Czech inaugurò le missioni nel Ducato di Baden. L’eloquenza, lo zelo, la carità gli assicurarono sugli animi un’ascendenza straordinaria. Si veniva da trenta e cinquanta leghe per ascoltare le sue prediche; il bene che compiva nelle missioni fu incalcolabile. Fu anche apostolo e riformatore del clero del Baden. Preservò infine il paese di Baden da un incombente naufragio nella fede.
Anche l’Alsazia fu testimone del suo ardente zelo, la percorreva in tutte le direzioni; avendo ricevuto in dote una salute di ferro, resisteva ad ogni fatica. Si diceva di lui: “Il Padre Neubert è un predicatore popolare, il primo che sia apparso finora”. Riuniva infatti nella sua persona due qualità diverse ed essenziali del predicatore popolare: la solidità e la profondità della dottrina, congiunta alla semplicità e chiarezza. Aveva un dono particolare per conquistare i cuori.

A 32 anni nominato Rettore di Friburgo dal venerabile P. Passerat, divenne architetto del suo convento, ed ebbe come consultori i Padri. Czech e Mauron. Nominato più volte Rettore in differenti case, prese parte al Capitolo Generale del 1855 e perorò con energia la causa dell’osservanza regolare.
Il P. Neubert fu, nel vero senso della parola, un uomo di fede, di regola, e di vita interiore e di preghiera fino all’ultima ora. Gli rimaneva di fare un atto di generosità veramente sublime. Essendo il Rev.mo P. Mauron gravemente infermo, il P. Neubert offrì per lui la sua vita in sacrificio a Dio. Dio lo esaudì: mori due mesi dopo. – – «Collaudabunt multi sapientiam ejus et usque in saeculum non delebitur». Eccli.39-12.
Professione: 9 novembre 1824.
Ordinazione sacerdotale: 31 maggio 1828.

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Fr. Gröll, (Antoine), Uvrier.1888. Novizio.
F. Gröll nacque il giorno 11 giugno 1865 a Champigneulles, villaggio della Lorena, situato dolcemente fra le colline e le praterie che circondano la città di Nancy.
Dio inviò il P. Alfonso George a Champigneulles per predicarvi la missione. La sua parola illuminò il giovane Antonio che, al primo invito di Dio, rispose come Samuele: Domine, ecce ego, quia vocasti me.
Antonio era un giovane dotato, specialmente di invenzione e fantasia; si distingueva non meno per la profondità che l’acutezza e l’originalità del suo spirito. Aveva uno spirito ardente, sensibile, tenero, un po’ sognatore; un’anima da artista. Era contemporaneamente  buon poeta  e musicista, cantando con molta espressione e trasformando facilmente i versi e declamandoli con molto ardore; componeva con maestria e senza difficoltà.
Queste qualità indicavano come questo giovane dovesse in seguito rendere alla Congregazione molti importanti servizi. A Contamine e ad Uvrier era il più coraggioso, il più impegnato in tutti i generi di lavoro, senza possibilità di moderarlo.
Le fatiche eccessive a cui si sottoponeva in molte occasioni alterarono la sua salute. Dovette usare cautela, certe dispense; ma Dio che lo amava non tardò ad offrirgli la croce come mezzo di redenzione. Pertanto dovette lottare contro se stesso, reprimere la naturale vivacità e gli impulsi del suo carattere. Vi si impegnò con tutte le forze.
Ebbe una perfetta apertura del cuore in grado eminente così indispensabile alla giovane età; e ciò sempre e soprattutto gli attirò la confidenza dei maestri e la simpatia dei compagni. Carità ingegnosa, amore per la mortificazione e povertà, cercava di dedicarsi anche a rischio della vita e si riservava ciò che vi era di più povero e meno comodo.
Le sue conversazioni erano pie, elevate e soprannaturali. La perdita della madre, problemi e sofferenze che scaturirono in famiglia, una brutta caduta avvenuta in vacanza e che quasi gli costò la vita, furono altrettante prove che assillarono la sua anima, alla vigilia di entrare nel noviziato.
Ma Dio lo voleva Redentorista. Il suo noviziato fu fervente, e ottenne la grazia di fare la professione prima di morire. Antonio Gröll fu unanimemente rimpianto da tutti. Il P. Hauger, direttore dell’educandato di Uvrier, che aveva diretto, amato e stimato questa anima nobile e generosa, ed anche tanto forte e paziente, rese questa magnifica testimonianza sulla sua giustizia, delicatezza, e dedizione.

A Villa Caserta [Roma], il Rev.mo Padre Mauron, che non aveva dimenticato né il talento del giovane letterato, né il coraggio ammirabile di quest’anima, fu molto afflitto per la perdita del giovane Fratello, ma nello stesso tempo fu consolato per la sua morte edificante. Ne fece leggere la relazione davanti a tutta  la comunità romana; e l’indomani in un sermone pubblico un Padre che si era trovato presente a questa lettura ne prese spunto per lodare Dio che si compiaceva di fare crescere nell’umile campo di S. Alfonso fiori sì belli di santità.
«Placita enim erat Deo anima illius». Sap. 4.
Professione: 9 febbraio 1886. 

La Casa di Uvrier (Svizzera) 1907 – Casa Redentorista per ritiri e riposo.(foto in AGHR).

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Fr. Narcisse Chedal. Suse, 1919.
Fratello Narcisse è nato il 3 maggio 1849 a Lullin (Alta Savoia). Entrato nella Congregazione fu soprattutto impegnato nei lavori interni a causa della sua delicatezza di salute.
Molto legato alla Congregazione, fiero di appartenervi, si interessava fortemente alle sue opere e ai suoi congregati. È stato un fedele religioso nelle sue amicizie, molto accogliente per i confratelli, per i sacerdoti e per i forestieri che venivano a trascorrere il ritiro spirituale annuale. Intelligente, pieno di risorse, fu in grado di imparare a memoria i nomi dei vescovi delle diverse sedi di Francia, e amava parlarne.
Soffrì per lungo tempo di asma. Il dottore che lo curava non aveva che espressioni di ammirazione nel vedere la calma e la rassegnazione del suo paziente nel sopportare gli eccessivi dolori di un’operazione che dovette subire allo stomaco. – «Memor esto mei». Tob.3-3.
Professione: 15 agosto 1881.

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
AMORE VERSO DIO = 21 marzo
APRI

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