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22 dicembre
EFFEMERIDI C.Ss.R – 1820. Inizio della Provincia austriaca – Fondazione della Casa di Vienna e l’opera del Venerabile Padre Passerat.

1820. Inizio della Provincia austriaca – Fondazione della Casa di Vienna e l’opera del Venerabile Padre Passerat.

San Clemente, espulso da Varsavia nel 1808, si traferì a Vienna per terminare i suoi giorni. Pensando alla diffusione dell’istituto, incaricò il P. Passerat di stabilirsi in Svizzera e poi in Francia. Pertanto il P. Passerat si muove in successione a Coire, Viège e Friburgo: vi soggiorna per poco tempo ed al prezzo di mille difficoltà!
La povertà l’obbliga a separarsi dai confratelli e ad accettare un Vicariato a Farvagny. Si stabilisce quindi alla Valsainte ed infine nel convento di Bischenberg, porta redentorista per la Francia, il 2 agosto 1820.

– Ora, nello stesso anno, moriva a Vienna san Clemente e gli successe il P. Passerat per ordine del Rev.mo Padre Mansione. P. Passerat si trasferì a Vienna dove il 22 dicembre 1820 ebbe luogo l’erezione di una Casa di Redentoristi autorizzata dall’imperatore dell’Austria.
Per il P. Passerat succedere a san Clemente fu molto difficile fin dal principio. Invece di avere un’approvazione pura e semplice, nell’autorizzazione dell’imperatore dell’Austria c’era l’obbligo di astenersi da ogni relazione con l’estero, particolarmente con i superiori dell’Italia; di dedicarsi all’educazione della gioventù; di aprire orfanotrofi; di esigere dai soggetti dell’ordine solo i voti che essi sceglievano, perpetui o temporali, a secondo il desiderio di ciascuno: tutte cose radicalmente opposte allo spirito ed alla lettera della Regola.
Cosa fare? Primo impegno del Padre Passerat fu di pregare e di andare a cercare luce e consiglio al Nunzio apostolico. Diceva: «Il Nunzio è il Papa; ed il Papa è Dio». Volle poi allontanare i nostri giovani dal focolaio della scienza universitaria, aprendo per essi uno Scolasticato nelle montagne della Stiria; e mandò a Napoli uno dei suoi Padri per prendere una copia autentica delle Regole e Costituzioni.
Il Padre Passerat intraprese quindi risolutamente l’opera delle fondazioni. Da diverse parti dell’Austria gli arrivavano offerte di case ed egli le accettava. I Padri andarono a Lisbona e in Spagna, a sperimentare l’opera delle missioni; la Baviera apriva le sue porte e i Redentoristi vi presero piede; alcune case furono fondate nel Nord dell’Italia; le Case di Rumillies e Tournai prepararonono la fondazione della Provincia belga.
Il Padre Passerat getta poi le fondamenta della Congregazione in Olanda, in Inghilterra, Stati Uniti ed in questa grande impresa è aiutato potentemente dal suo capo di Stato Maggiore, il Padre Federico de Held, austriaco di nascita.
Il Padre Passerat, così amico delle anime contemplative, ebbe inoltre la gloria e la gioia di trapiantare dall’Italia al di là delle Alpi, un puro germoglio di una delle più graziose, sebbene modeste piante che ornano il giardino di Cristo: l’Ordine delle Religiose Redentoristine. Queste devono a lui non solo la propagazione del loro Istituto, ma anche la conservazione della loro vitalità religiosa; perché fino alla morte egli con la parola, e dopo la morte con gli scritti, fu il loro Francesco di Sales.
Quando il Padre Passerat lasciò il superiorato, nel 1848, quasi tutte le case poste sotto la sua autorità erano modelli di vita religiosa.
Notiamo ancora che, grazie alla sua iniziativa, il 2 luglio 1841 il Sommo Pontefice Gregorio XVI, sotto il generalato del P. Ripoli, divideva la Congregazione in sei province.

Nel 1848 esplose a Vienna la Rivoluzione: chiesa, convento, tutto fu preso d’assalto, saccheggiato, distrutto. Padri e Fratelli furono dispersi e lo stesso Padre Passerat, travestito da laico, a settantasei anni, attraversòa piedi l’Austria, la Baviera, la Prussia, per fermarsi a Liége, poi a Bruges. Infine, colpito da apoplessia, trascorse gli otto ultimi anni nel nostro convento·di Tournai dove morì in odore di santità, il 30 ottobre 1858.
P. DESURMONT. Vita del P. Passerat, p. 334-414.

La Congregazione dei Redentoristi si è impiantata nel Centro Europa grazie all’azione di San Clemente Maria Hofbauer. Il suo successore, il Venerabile P. Passerat, ne ha concretizzato i sogni, spesso infranti. –  Intensa e fruttuosa è stata l’opera del P. Passera e tante e tante le sofferenze e persecuzioni.

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IN MEMORIAM 

P. Alphonse Aufdereggen. Buenos Ayres, 1911.
Il P. Alphonse nacque il 24 febbraio 1844 a Obergestein, piccolo villaggio in Haut-Valais, in Svizzera.
Dio volle iniziare alla vita di sofferenza colui che destinava poi ad affrontare duri lavori. Giovane ancora, perse subito padre e madre. Sua sorella maggiore, austera e devota, si incaricò della sua educazione. Alphonse, intelligente e laborioso, conobbe brillanti successi durante gli studi.
Nel 1867 entrò nella Congregazione. Appena ordinato sacerdote, fece il professore per breve tempo, poi per due anni missionario in Francia e, nel 1876, partiva per l’America. Là, infatti, fu il suo vero campo di apostolato. Per più di trent’ anni, si dedicherà con instancabile coraggio alla salvezza delle anime.
Logico ragguardevole nelle sue predicazioni e animato da straordinaria convinzione basata in un intenso amore a Dio, dovunque predicò fece un bene incalcolabile. Ebbe sempre una preferenza per le anime abbandonate, e tuttavia diede ritiri molto apprezzati a religiose ed ecclesiastici.
Imbevuto delle sane dottrine della Chiesa cattolica, non esitò a combattere arditamente le dottrine moderniste, e ciò gli procurò prigione, sofferenze, ed infine nel 1897, l’esilio dall’Ecuador. La sua fermezza nel rivendicare i diritti di Dio e della Chiesa gli aveva guadagnato l’appellativo di «il martello del liberalismo».
Anche la Congregazione profittò largamente dei talenti e della santità del P. Alphonse. Fu in successione Padre Maestro, Direttore del secondo Noviziato, Rettore e Visitatore. Trascorse, quasi senza interruzione, venti anni di vita come superiore. È considerato a giusto titolo come uno dei principali fondatori della Vice provincia dell’America.
Nel 1894 prende parte a Roma al Capitolo generale. Alfonsiano nell’anima, propagò con ardore la dottrina e gli scritti del Padre Fondatore. Compose un gran numero di opuscoli e di manuali di pietà che hanno fatto e fanno ancora grande bene nella Vice provincia.
Infine, il «grande combattente» come lo si chiamava in America, colui che non aveva mai acconsentito a risparmiare le forze quaggiù, cadde esausto al servizio di Dio e delle anime, il 22 dicembre 1911.
Ego autem libentissime impendam e superimpendar ipse pro animabus vestris. 2 cor. 12-15.
Professione: 8 dicembre 1868.
Ordinazione sacerdotale: 29 marzo 1873.

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P. Georges Sipp. La Paz, 1920.
Georges Sipp era figlio dell’Alsazia. Nacque a Colmar il 29 gennaio 1877 da una famiglia essenzialmente cristiana che ha dato sette figli alle famiglie religiose, di cui cinque alla Congregazione.
Georges fece gli studi nel seminario minore di Strasburgo, ma la morte prematura di suo Fratello Alphonse, postulante ad Uvrier, diede alla sua vita un nuovo orientamento: volle prendere il suo posto, si presentò al P. Hauger ed entrò nell’Istituto.
I sei anni preparatori al sacerdozio furono anni di fervore: era uno dei più ardenti studenti che presero la decisione di non lasciare mai solo il Santissimo Sacramento nella mattinata dei giovedì e dei giorni di ricreazione.
Ordinato sacerdote, si offrì generosamente per la fondazione di Tarapaca, al Nord del Cile, di cui diventò il superiore. Più tardi, fece parte della residenza di Iquique. Qui in particolare , si dedicò con zelo straordinario al ministero dei bambini, al culto di san Gerardo, alla visita dei poveri, dei malati, ed al ripristino dei matrimoni.
L’amore al Santissimo Sacramento era la risrsa della sua vita. Grazie al suo ardente zelo, si è operato un grande bene e si era formato un movimento religioso intorno alla comunità.
Ma il Padre Georges, in mezzo a questi impegnativi lavori, aveva sete di vita calma e di unione a Dio: si sentì chiamato alla vita di Certosino. D’accordo coi Superiori, fece dei passi in questo senso e si imbarcò per la Spagna, via Buenos Aires. Siccome la guerra del 1914 era in piena attività, non ottenne il passaporto e fu obbligato a restare a Buenos Aires nella Vice provincia dell’Argentina.
Qui ricevette un’accoglienza fraterna, trovò una comunità dove regnava l’osservanza regolare, e si dedicò con ardore alle missioni. Ritornò a La Paz nel 1920, con l’ardore e l’allegria dei giorni più belli. Ritrovò di nuovo l’entusiasmo per il ministero dei fanciulli in cui eccelleva.
Ma Dio gli preparava una magnifica corona nell’eterna certosa dove mors ultra non erit, neque luctus, neque clamor . Si manifestò una polmonite e otto giorni dopo, circondato dai confratelli, rendeva la bella anima a Dio.
La sua morte fu un lutto per la popolazione cattolica e per l’opera del catechismo. Più di duecento bambini seguivano il corteo funebre. Quando si volle calare la bara nella tomba, i bambini iniziarono a piangere ed a singhiozzare: «P. Georges non abbandonarci!». Poi dando libero corso alla loro legittima tristezza, si gettarono letteralmente sulla bara e la coprirono di baci. – «Miseremini mei, saltem vos amici mei».
Professione: 8 settembre 1901.
Ordinazione sacerdotale: 10 agosto 1906.

Buenos Aires, 1918. – P. George Sipp in mezzo ai confratelli della Comunità. Linea superiore da sinistra verso destra: Fratelli Armando, Adalberto, Alfonso; Linea di centro: Padri Warra, Sipp, De Ocio, Holzer, Mandy; Linea inferiore: Padri Barth, Maninger, Perriens, Rolsecht. (foto in AGHR, particolare).

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
AMORE ALLA CROCE = 22 dicembre
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