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26 maggio
EFFEMERIDI C.Ss.R = 1839. Solenne canonizzazione del nostro Padre S. Alfonso.

1839. Solenne canonizzazione del nostro Padre S. Alfonso.

Questa data, 26 maggio 1839, festa della SS. Trinità, fu stabilita dal Papa Gregorio XVI. Insieme al nostro santo Fondatore furono canonizzati quattro Beati, fra i quali il beato Padre Francesco De Gironimo S.J., colui che aveva predetto alla madre di Alfonso la futura gloria di suo figlio.
Cento Redentoristi, con a capo il Rettore Maggiore e il suo Vicario generale P. Passerat, arrivarono dall’Italia, dalla Germania e dal Belgio per assistere alla glorificazione del loro Padre.
Dietro lo stendardo di S. Alfonso si notava un nipote e diversi pronipoti.
Alle quattro del mattino del 26 maggio, centouno colpi di cannone annunciarono il grande giorno di festa. Quando tutti ebbero preso posto nell’immensa basilica ornata di drappi di oro e sfavillante di luci, sembrò essere in paradiso.
Un cardinale, a nome della cristianità, supplicò il papa per tre volte di iscrivere nel catalogo dei Santi Alfonso e gli altri quattro beati e per tre volte l’assemblea cadde in ginocchio per implorare l’assistenza dello Spirito Santo. Allora il successore di Pietro con voce forte, pronunciò il giudizio definitivo che annoverava nel numero dei santi confessori pontefici il Beato Alfonso Maria de Liguori.
Gregorio XVI intonò poi il Te Deum e la Chiesa militante si unì alla Chiesa trionfante per ringraziare Dio per il grande evento che si compiva.
P. Berthe. Vie Saint Alphonse, II, p. 681.

Il bambino Alfonso de Liguori, benedetto da P. Francesco De Gironimo gesuita nel 1796, è proclamato santo nel 1839 insieme allo stesso gesuita S. Francesco di Geronimo, S. Giuseppe della Croce, S. Pacifico da S.Severino, S. Veronica Giuliani.

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* La festa di S. Filippo Neri e la ricreazione di regola 

Diverse sono le ragioni perché la festa di S. Filippo Neri sia stata scelta come giorno di ricreazione di Regola.
In primo luogo, S. Alfonso fin dall’infanzia fu guidato spiritualmente dai padri dell’Oratorio, discepoli di S. Filippo. Dall’età di dieci anni, il 7 marzo 1706, si iscrisse come “Confratello” alla Congregazione dell’Oratorio. In seguito, il P. Tommaso Pagano, prete dell’Oratorio e suo parente, fu suo direttore spirituale; così plasmò lo spirito del suo discepolo di un pregevole spirito di fervore.
Inoltre Alfonso nutrì anche il pensiero di farsi Oratoriano, dopo aver ricevuto la visione del cielo all’ospedale degli Incurabili.
Infine, S. Alfonso e i consultori designavano come patrono della Congregazione  il santo di cui ognuno di loro  era devoto. Ora S. Filippo Neri era un santo molto amato dal nostro Padre Fondatore e per questo motivo lo scelse. 

Pietro da Cortona – San Filippo Neri guarisce Clemente VIII dalla gotta (immagine da internet).

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1911. Fondazione della casa di Angers. 

Questa fondazione avvenne il 25 maggio 1911, sotto l’episcopato di Monsignor Rumeau, vescovo di Angers e il Provincialato del P. Désiré Castelain. Il primo superiore fu il P. Évariste Lion.
Per diciassette anni i Padri abitarono in diverse case in affitto, ma sempre divisi in due gruppi; infine nel mese di giugno 1928 ebbero il piacere di abitare insieme sotto lo stesso tetto. La casa di Angers era un centro di lavori apostolici, che permetteva ai missionari di evangelizzare di volta in volta le popolazioni ove regnava la fede, e anche quelle che meno favorite da questa grande benedizione.

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IN MEMORIAM 

P. Jean Madlener. Praga, 1868.
Il servo di Dio Jean Madlener, discepolo di S. Clemente, nacque il 15 novembre 1787 a Strakowtz in Boemia. Fece tali progressi nei suoi studi che poté insegnare pubblicamente in una scuola molto frequentata. Orgoglioso della la sua scienza si lasciò conquistare dai sofismi dei panteisti. Tuttavia, anche in mezzo agli errori, la sua condotta non subì la minima deviazione.
Infine Dio illuminò il suo spirito. Jean ritornò sinceramente a Gesù Cristo, si avvicinò allo studio della teologia e attraverso la presentazione di un suo amico allacciò amicizia con San Clemente. Questi indovinò la schiettezza naturale del giovane, gli dimostrò grande affetto e gli inculcò a poco a poco il disprezzo di se stesso.
Jean sollecitò San Clemente per essere ammesso nella Congregazione. Emise la professione religiosa dopo la morte del servo di Dio. Ammesso al sacerdozio iniziò a comporre opuscoli che traduceva in lingua volgare e servivano molto a risvegliare la pietà. Nominato Rettore, poi Maestro dei novizi, divenne direttore spirituale delle Redentoriste a Stein fino a quando le truppe civili del 1848 lo costrinsero a vagare da un lato all’altro, come del resto molti suoi confratelli.
In seguito, dopo che la Congregazione si stabilì Austria, il P. Madlener, sebbene avesse 70 anni e continuamente assalito da malattie, amava predicare le missioni che non restavano senza frutto. Otteneva notevoli successi per l’esempio della vita, per i consigli, per la tenera carità verso i peccatori e anche per la dignità della parola.
Trascorse gli ultimi anni a Praga ove rifulsero in grande splendore la sua umiltà e la carità verso i malati negli ospedali o i detenuti nelle prigioni.
Accoglieva di preferenza le anime lontane da Dio, i vecchi e i sordi. Compose in gran parte un libro intitolato: “Il libro delle missioni”; pubblicò due serie di Sermoni di quaresima e due opuscoli: “Il sacerdozio eterno”. – Il Cristianesimo nella sua lotta contro lo spirito del tempo.
Fu di grande aiuto a S. Clemente.
Durante la rivoluzione a Vienna fu ordito un sistema di calunnie contro i religiosi e soprattutto contro il Venerabile Padre Passerat. Si giunse persino a dire che, essendosi compromesso in un complotto contro la quiete pubblica, si era nascosto dietro l’altare maggiore della sua chiesa. Il Padre Madlener difese la sua innocenza presso i superiori maggiori.
La memoria del P. Madlener resterà in venerazione nella Congregazione cui diede prestigio con sublimi virtù. – «Justum deduxit Dominus per vias rectas». Sap 10.10.

P. Giovanni Madlener redentorista (1787-1868) – La sua memoria resterà in venerazione nella Congregazione cui diede prestigio con sublimi virtù.

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P. Joseph Pittet. Gérimont (Belgio) 1906.
Nato a Pers-Jussy (Alta Savoia) il 15 novembre 1852, il P. Pittet entrò in Congregazione dopo suo fratello Cirillo, deceduto a Houdemont. Successivamente fu Professore, missionario e Rettore di Chateauroux e di Gérimont.
Il P. Pittet si attirò l’affetto dei confratelli per la sua carità, pietà e pazienza. Si distingueva per la giovialità sempre spirituale, una dolce bonomia, un’amabile ironia. Volentieri collaborava con disponibilità alle feste di famiglia; il suo contributo consisteva in deliziose favole che ricordavano quelle di La Fontaine e la cui raccolta è conservata negli archivi. Il suo ministero di missionario è stato fecondo nei lavori apostolici e fu tra coloro che fanno molto più bene che rumore.
Al suo stato di debolezza e di esaurimento venne ad aggiungersi, sul finire della vita, una cecità quasi completa. Aveva una grande delicatezza di coscienza che si accentuò negli ultimi anni. Morì di sabato, senza apparenti sofferenze, in una deliziosa pace. – «Hilarem datorem diligit Deus». 2 Cor 9,7.
Professione: 15 ottobre 1872.
Ordinazione: 13 giugno 1880.

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P. Maurice Touchaux. Lima, 1912.
Nato il 16 luglio 1875 a Danjoutin vicino Belfort il R. P. fu inviato fin dai primi anni di vita missionaria in America.
Durante i tre anni e mezzo che restò a Lima si dedicò agli Indiani del Perù senza badare alla propria salute. Ma le giornate trascorse in lavori incessanti minarono la sua salute. Compose in lingua quechua un libro intitolato “Ricordo di missione” per i suoi cari Indiani, come anche altri corsi pratici per lo studio di questa lingua.
Generoso, duro con se stesso, aveva il carattere che ci voleva per gli indiani; era profondamente amato da quelle meravigliose popolazioni per la sua dedizione instancabile.
Fu il vero religioso di spirito, pio, di intensa vita interiore, e soprattutto straordinariamente caritatevole.
Ammalato di tifo morì circondato dall’affetto e dal dispiacere di tutti i suoi confratelli. Era stato un grande apostolo degli Indiani. – «Defectio tenuit me, pro peccatoribus derelinquentibus legem tuam». (Tierce)
Professione: 8 settembre 1894.
Ordinazione: 23 settembre 1899.

Lima, Perù, primi anni del Novecento – Gruppo di missionari redentoristi in partenza per una tournée missionaria nei villaggi indigeni (foto in AGHR)

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
POVERTA’ = 26 maggio
APRI

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