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29 settembre
EFFEMERIDI C.Ss.R = 1696. Battesimo di S. Alfonso.

1696. Battesimo di S. Alfonso.

S. Alfonso ricevé il sacramento del battesimo due giorni dopo la nascita, il 29 settembre, nella chiesa di Santa Maria dei Vergini a Napoli, nella festa di San Michele. Gli fu imposto il nome di Alfonso Maria per dedicarlo in un modo speciale alla Madre di Dio.
Si aggiunsero quelli di Cosma e Damiano, Michele e altri ancora, o in memoria dei santi che avevano invocato alla sua doppia nascita, o in ricordo dei suoi gloriosi antenati.
P. BERTHE. Vita di S. Alfonso, I, p. 5.

Napoli, S. Maria dei Vergini – Il fonte battesimale dove fu battezzato S. Alfonso, l’atto del battesimo nel registro e riportato su pergamena.

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1731. Festa di S. Michele e ricreazione di Regola.

S. Alfonso professò per tutta la vita una devozione singolare per il santo Arcangelo. S. Michele era uno dei santi protettore del battesimo, ed era stato battezzato il giorno stesso della sua festa principale.
Scelse san Michele quale protettore della Congregazione, dopo la Madre di Dio ed il glorioso san Giuseppe.
Ad otto leghe da Foggia dove aveva predicato la missione, sorge il monte Gargano, che ricordava il luogo dove, millecinquecento anni prima, era apparso san Michele, che aveva tracciato l’area del santuario da innalzare in suo onore.
S. Alfonso, nel 1731, volle visitare questo santuario, celebrare la santa messa sull’altare dedicato all’arcangelo, e mettersi sotto la protezione del potente antagonista di Satana.
Era venuto il momento che l’inferno stava per scatenarsi contro di lui e contro l’opera redentrice di cui doveva essere il fondatore.
P. BERTHE. Vita di S. Alfonso. 1, pp. 101, 102.

La statuetta di S. Michele donata dal Falcoia a S. Alfonso – Pagani, Museo Alfonsiano.

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1854. Fondazione della casa di Châteauroux. 

Nel 1852, i Padri Cappuccini predicavano a Bourges gli esercizi di una missione. Ebbe un tale successo che gli abitanti gli chiesero una fondazione anche a Bourges. Un sacerdote offriva per questa fondazione un’eredità di centomila franchi che aveva appena ricevuto. Ma i Padri Gesuiti erano già presenti sul luogo, e desideravano restare solo loro a Bourges. I Cappuccini rifiutarono di stabilirsi ad altra parte.
Si suggerì allora a Sua Eminenza il cardinale Dupont che si sarebbe potuto utilizzare l’eredità di centomila franchi chiamando a Châteauroux altri religiosi.
L’abate M. Damourette, cappellano del liceo, e l’abate M. Geoffroy, curato di Notre Dame di Châteauroux, conoscendo lo spirito della nostra Congregazione, scrissero verso la fine di aprile del 1853 al Rettore di Saint-Nicolas-du-Port. Il Padre Rettore rispose che desiderava, che si chiedesse anche se l’arcivescovo avrebbe accettato la fondazione.
Questi Signori allora interposero presso l’Ordinario un devoto laico, M. Muret di Bord, grande fabbricante di drappi. Alcuni giorni dopo l’abate M. Caillaud, vicario generale, accettò la fondazione a nome dell’arcivescovo. Il 29 settembre 1854 il P. Leroy, col F. Pierre, fu mandato allora da Saint-Nicolas come superiore,.

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1891. L’umiliazione della propria personalità.

Gli Studenti, futuri sacerdoti, annunciavano la loro prossima ordinazione sacerdotale al P. Desurmont; egli rispose loro in questi termini.

29 settembre 1891.
Miei Reverendi Padri,
“Vi ringrazio di aver voluto annunciarmi la vostra prossima ordinazione sacerdotale. Ricordiamoci sempre che non è il carattere che salva, ma la virtù. Se fossi dispensatore di doni di Dio, e potessi farvi un regalo per il sacerdozio, non esiterei a dare a tutti ex spiritu sancto la decisione di consegnarvi, per il resto della vita, la pratica dell’umiliazione dell’io, semper, ubique et in omnibus.
In modo che a tutte le sollecitazioni della personalità, siano poco percettibili o lusinghiere, o non lusinghiere, rispondiate sempre con un atto interiore di disprezzo di voi stessi; e, così, lasciando il vecchio sistema che consiste nell’accarezzare sempre il proprio io, siate sempre impegnati ad abbassarlo.

Il fatto di rispondere con l’umiliazione alle emozioni della vita è il mezzo più sicuro di prepararsi un’esistenza ed una morte assolutamente felice e sicura; perché la creatura umana che si umilia attira sempre inevitabilmente Dio e la sua benedizione, e quando Dio benedice, tutto si spera, tutto prospera, tutto progredisce e tutto persevera.
Dovunque, anche in religione, ci sono poco santi: pochi santi in facto esse, poco santi in fieri; pochi uomini di orazione, pochi uomini migliori in virtù, pochi uomini di Dio. La maggior parte sono dei mezzo-virtuosi, almeno negli ordini ferventi; ed i mezzo-virtuosi vivono e lavorano sia nel naturale che nel soprannaturale. La ragione di questo stato di cose è che rari sono gli uomini che esercitano l’esperienza dell’umiliazione in actu et in praxi.

Questa pratica dovrebbe essere il completamento segreto della vita religiosa. Che lo spirito di Dio, in occasione del vostro sacerdozio, vi dia la conoscenza ed il gusto di questo divino commercio che ha per risultato di farci guadagnare Dio.
P. DESURMONT.

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1920. Fondazione della casa di Châtel Saint Denis. 

La casa di Contamine-sur-Arve, prolungamento della casa di Friburgo, trasferita a Reignier e impegnata dal 1847 a predicare ritiri e missioni in Svizzera, non poteva, dopo l’ultima guerra, mandare facilmente missionari, a causa delle difficoltà di frontiera.
Per non abbandonare questo importante paese che ha dato alla Congregazione eccellenti superiori e soggetti, ed affinché la Provincia lionese non rimanesse Gallico-elvetica solo di nome, ma anche di fatto, il Provinciale P. Wilpotte decise di fondare una casa di missionari al centro dei cantoni di lingua francese.
Il P. Dorsaz, incaricato di questa fondazione, trovò, sul limite dei cantoni di Vaud e di Friburgo, una casa buona per essere pianificata in un convento. L’acquistò, l’aumentò da un piccolo casamento e con alcuni acquisti di campi, allargò la proprietà. Questa proprietà si trovava nel cantone di Vaud, in un quartiere che si chiama «en Bellière» ed era nella parrocchia di Châtel Saint-Denis del cantone di Friburgo.

Un’altra ragione di questa fondazione fu riunire in comunità i Padri sparpagliati in differenti cappellanie del cantone di Friburgo, e dare ai cappellani un punto di riferimento regolare.
Una terza ragione fu avere in Svizzera una casa costituita, potendo servire da rifugio ai Padri della Francia, in caso di una nuova persecuzione. Questa casa, situata in piena campagna, a dieci minuti del centro di Châtel, stimolava mirabilmente la vita da Certosini, all’interno del convento, al santo ministero per la predicazione in estate di ritiri formati da gruppi di sacerdoti o di Fratelli religiosi, e all’esterno per la predicazione di missioni e ritiri nei cantoni di lingua francese.

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IN MEMORIAM 

Sua Eminenza il Cardinale Victor Dechamps, 1883
Arcivescovo di Malines, Primate del Belgio.
 

Il P. Victor Dechamps, originario di Melle, vicino Gand (Belgio), nacque il 6 dicembre 1810 ed entrò nella Congregazione nello stesso tempo in cui entrò il celebre P. Bernard, olandese.
Nel 1830, dopo brillanti studi, divenne pubblicista. Nel 1831 assisteva all’entrata trionfale del re Leopoldo nella sua capitale. All’entusiasmo del popolo fece seguito il silenzio e la solitudine, ed il giovane si domandò intimamente: «Tutto è solo vanità; voglio servire la causa eterna ed il Re che non passa».

L’anno seguente, era in seminario, leggeva con soddisfazione la Pratica di amare Gesù Cristo e le Glorie di Maria di sant’Alfonso. Un giorno meditava il testo del santo Dottore sull’invocazione delle litanie “Janua coeli” (porta del cielo); sentì una voce interiore: la vita religiosa sarebbe stata per lui la porta del cielo.
Diventato sacerdote, bussava alla porta del convento di Saint-Trond, quando gli occhi incrociarono questa iscrizione: «Mater Dei, sis intranti janua coeli»: o Madre di Dio, siate la porta del cielo per colui che entra in questo luogo. Maria l’aveva condotto alle porte della salvezza. Il giovane sacerdote diventò l’apostolo dei ceti sociali elevati, come il P. Bernard fu l’apostolo del popolo.

Alla predicazione unì numerosi ed eruditi scritti, l’apologia della religione. Pio IX che aveva avuto molte volte l’opportunità di apprezzarne il valore, fece passare l’umile religioso dalla cella al vescovato di Namur, da Namur all’arcivescovado di Malines, dove lo rivestì della porpora cardinalizia.
Semplice religioso, professore di Teologia e di Sacra Scrittura, Rettore delle case di Liége, Tournai e Bruxelles, Provinciale della Provincia belga, Vescovo, Arcivescovo, Cardinale, Monsignor Dechamps si è mostrato costantemente e dovunque vero discepolo di sant’Alfonso.

Al Concilio Vaticano fu il campione e l’infaticabile assertore dell’infallibilità pontificia. Pubblicò l’ultima lettera pastorale per raccomandare ai fedeli la devozione al santo Rosario, e morì un sabato, festa di san Michele, all’età di settantatre anni, dopo quarantasette anni di professione religiosa, diciotto anni di episcopato ed otto anni di cardinalato.
Fu membro della Congregazione dei Vescovi e Regolari, del Concilio, dell’indice e di Propaganda.
Nell’ordine civile fu grande-ufficiale dell’Ordine di Leopoldo e croce al merito dell’ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Le opere del cardinale Dechamps sono raccolte in diciassette volumi. Queste numerose pagine rivelano il cuore e lo zelo del Cardinale e ci rivelano il pensiero predominante per la composizione delle sue opere. Come egli stesso dice, non ha scritto un rigo  per scrivere, ma per convertire ed edificare.
Papa Leone XIII gli scrisse: «Queste opere che attestano di voi la scienza e l’attività del sacerdote, del missionario e del vescovo nel compimento dei doveri, supereranno i limiti di un uditorio particolare e di un solo popolo, per servire il bene comune della Chiesa».
«Qui fecerit et docuerit, hic magnus vocabitur in regno coelorum». Mt. 5, 13.
P. SAINTRAIN. Vita del Cardinale Dechamps.
Professione í 13 giugno 1836.
Ordinazione sacerdotale: 20 dicembre 1834.

Un ritratto storico del Cardinale Dechamps (Raccolta Marrazzo).

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
MORTIFICAZIONE = 29 settembre
APRI

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Settembre 29, 2019 at 12:03 am da Salvatore
Categoria: Congregati di santa memoria, Profili biografici
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