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3 luglio
EFFEMERIDI C.Ss.R = 1734. Sant’Alfonso e le Glorie di Maria.

1734. Sant’Alfonso e le Glorie di Maria.

In questa data sant’Alfonso iniziò a lavorare alla composizione di un libro che nel 1750 diventerà “Le Glorie di Maria.”
Diverse lettere inviategli il 3 luglio 1734 dal P. Francesco Pepe, gesuita, su diverse questioni teologiche riguardanti la santa Vergine, provano che allora sant’Alfonso se ne occupava con ardore. Diceva: «Non è senza una certa invidia che esamino i lavori che intraprendete per la gloria di Gesù e di Maria».
P. BERTHE. Vita di Sant’Alfonso, II, 162.

La prima edizione de “Le Glorie di Maria” 1750. (Raccolta Marrazzo).

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1873. Fondazione della casa di Echternach, Studentato della Provincia di Strasburgo. 

Il 3 luglio 1873 i Redentoristi tedeschi, al tempo della chiusura dei conventi in Germania, vennero a dimorare ad Echternach, città del gran Ducato del Lussemburgo. Si erano appena insediati che rischiarono nuovamente di essere espulsi dalla Camera dei Deputati. Grazie all’energia del presidente della Camera, sfuggirono a questa nuova disgrazia. I Padri della comunità abitualmente erano sei, si dedicavano a numerosi lavori apostolici, e molti accorrevano al loro ministero.
Una delle opere più proficue realizzate nel convento di Echternach furono i ritiri per i seminaristi e i collegiali. Parecchi si orientavano per la vita ecclesiastica, altri invece ritempravano il coraggio per affrontare i duri combattimenti della vita.
Dieci anni dopo la fondazione, la casa diventò sede del noviziato della Germania-inferiore. Ma nel 1900 vi si stabilì lo studendato della Provincia di Strasburgo.

Echternach, Luxembuorg-Ville 1905 – Gruppo di Studenti della Provincia di Strasburgo (foto in AGHR).

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1874. Terza partenza dei Redentoristi francesi per il Sudamerica: Riobamba. 

Al principio del 1874, Mgr Ordónez, vescovo di Riobamba, trovandosi in Europa, e approfittando del viaggio, ottenne che alcuni Padri francesi svolgessero il ministero nella sua diocesi.
Il Rev.mo Padre Generale acconsentì ed il P. Desurmont gli inviò il personale richiesto, aggiungendo tuttavia questa clausola: “finché il vescovo di Riobamba non avrà a disposizione sacerdoti diocesani atti a svolgere questi compiti”.

Il 3 luglio 1874 il P. Desurmont, Provinciale della Francia, designò per l’America il P. Mergès, Rettore di Téterchen, i Padri Klam, Paris, Schittly, Gonzalèz, Marco e parecchi Fratelli.
Dopo l’ agape di addio, si svolse la cerimonia di commiato che avvenne ad Avon.  Erano le quattro del pomeriggio, ora solenne del saluto. I fedeli affollavano la cappella e il coro.
I dieci confratelli erano nel mezzo della cappella. Dopo un canto, il P. Mergès, superiore, rivolse al popolo un sermone in cui dimostrò con ardore dell’animo, il motivo che spinge il missionario a lasciare tutto quaggiù, famiglia e patria, per andare a salvare le anime: l’amore di Gesù Cristo, l’amore delle anime per Gesù Cristo.
Il popolo era vivamente commosso e molte lacrime spuntarono quando il P. Mergès, con toccante perorazione, espresse un eterno addio a tutti: genitori, amici, confratelli e fedeli presenti; alla Francia ed in particolare a questo caro paese della Lorena che ha tanto amato, che ha tante volte evangelizzato al prezzo di sudore e da cui è stato cacciato dalla persecuzione.
Dopo il sermone, il M. P Desurmont salì all’altare; tenendo in mano un crocifisso, trasmise ai missionari le ultime comunicazioni, poi, con voce commossa, dopo avere dato ai missionari l’addio a nome suo e della comunità, li invitò ad avvicinarsi all’altare per baciare ancora una volta il crocifisso in segno di adesione alle sue parole e di devozione alla Congregazione: “In Gesù crocifisso dobbiamo restare uniti”.
I Padri partirono  e nel mese di agosto arrivarono a Riobamba.
P. QUIGNARD. Vita del P. Didier, p. 94-97 e Cronache.

Riobamba – Mons. Ordóñez con i Padri Chartoy, Moncayo – Indigeni che offrono fiori in una missione redentorista nell’Ecuador (foto in AGHR).

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1905. Espulsione dei Redentoristi da Riobamba, (Ecuador). 

I deplorevoli esempi del 1903 del governo massonico di Francia, portarono anche in America il loro frutto. Il presidente Plaza accusava i Padri di avere voluto sfuggire alla legge dei culti che li obbligava a fittare le loro aziende.
Per questo motivo li espelleva dal paese come malfattori e come stranieri pericolosi. Ora, i contratti di acquisto risalivano a dieci anni prima, e la legalità era così evidente che rese vana gli sforzi dei nostri nemici per annullarli. Da ciò, il furore del ministro che giurò di vendicarsi.
Il 3 luglio a mezzanotte, violenti colpi echeggiarono alla porta del convento. Il portinaio si alzò e si trovò di fronte a più di cinquanta soldati comandati da tre ufficiali agli ordini del nostro amico l’amministratore Léopold Larréa.
I Padri, svegliati, protestarono energicamente.
– «Mostrateci il vostro mandato, leggeteci il decreto che ci condanna».
— «Non ho altro ordine da darvi che questo: Uscite, in nome della legge».
Nuova protesta dei Padri.
– «Ce ne ridiamo delle vostre proteste: uscite, o adoperiamo, la forza».
«I religiosi francesi sanno morire; non usciremo di qui vivi; la sciabola e le pallottole non ci spaventano e vogliamo morire per Dio e per i nostri fratelli».
L’amministratore pallido e tremante ferma gli uomini pronti a sparare.
—«Sì, sì, uccideteci, perché non usciremo vivi»!
Il Padre Rettore, per evitare una disgrazia, giudicò prudente fare cessare la resistenza ed i Padri uscirono.
Allora i sette Padri, ciascuno scortato da tre soldati, furono condotti, per cinque ore, per strade fuori mano, nella notte oscura, fredda ed umida, e gli fecero prendere il treno per Guayaquil; poi successivamente li condussero dal governatore, alla caserma ed all’intendenza.
Qui finirono i maltrattamenti. Le personalità più rispettabili della città erano accorse per portare loro conforto, in modo particolare il Padre Priore dei domenicani, P. Palacios. I Padri ricevettero da lui una caritatevole ospitalità e un’alta difesa davanti ai consoli e alla popolazione.
Il console di Francia ricevé la loro protesta e promise il suo appoggio. Finalmente il Padre Rettore ritornò a Riobamba ed i Padri ripresero poco a poco la strada del loro caro convento.
Rivista Santa Famiglia, anno 1905, p. 521.

Riobamba, Chimborazo 1904 – Padri Fersing, Gossart, Castelain (prov.), Baumer, Muller durante la visita canonica del P. Provinciale Castelain (foto in AGHR).

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IN MEMORIAM 

P. Jules Maldonado. Riobamba, 1893.

Il P. Maldonado nacque il 22 gennaio 1860, a Cuenca. Di lui si può dire, nel vero senso del termine, che fu il missionario degli indios.
Giovane ed ardente apostolo, diventò il fondatore di un’associazione denominata “La Santa Famiglia”, costituita per la santificazione di queste povere persone.
Dio gli riservò l’opportunità di dare ai confratelli l’esempio di numerosi atti di abnegazione, di zelo ardente, ma anche di profondo raccoglimento. Straordinaria fu la sua devozione verso la Madonna.
Il caro Padre morì a trentatre anni, edificando fino alla fine i confratelli per la sua grande virtù. — «Qui converti fecerit peccatorem … salvabit animam ejus»· Gc. 5-20.
Professione: 1 luglio 1881.
Ordinazione sacerdotale: 19 agosto 1883.

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
OBBEDIENZA = 3 luglio
APRI

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Luglio 3, 2019 at 12:03 am da Salvatore
Categoria: In memoriam, Memoriale calendario
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