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6 marzo
EFFEMERIDI C.Ss.R = * 1764. S. Alfonso pubblica l’opera “Il confessore per la gente di campagna”.

* 1764. S. Alfonso pubblica l’opera “Il confessore per la gente di campagna”.

La Teologia morale di S. Alfonso in tre volumi in folio era decisamente al di là delle possibilità finanziarie ed intellettuali di molti confessori. Anche l’Homo Apostolicus, in tre piccoli volumi, edizione ristretta dell’opera precedente, sembrava ancora superiore alle loro possibilità.
Tra le occupazioni di ogni genere (visite, predicazioni…) S. Alfonso non si ritrasse dal duro lavoro ed elementare bisogno di comporre un compendio dell’Homo Apostolicus in lingua volgare, che intitolò : Confessore diretto per le confessioni della gente di campagna.
Dice nella prefazione: «Questo compendio è sufficiente ai preti di campagna che non hanno la possibilità di comperare grossi volumi. Se si presentano casi bisognosi di più approfonditi studi, dovranno ricorrere a opere che trattano la materia più diffusamente o almeno consultare uomini dotti ed esperti. Spesso succede, soprattutto in principio, che si ha poca conoscenza di cose certe e controverse, e per questo, senza dubitare, si commettono molti errori. In questo compendio ai troveranno le soluzioni più sicure ed utili».
Questo Compendio apparve nel 1764 con l’approvazione del vescovo di Benevento, sede metropolitana di S. Agata. Il gesuita Padre Lubrani, revisore, ne diede questo giudizio: «Il libro, irreprensibile sotto l’aspetto della fede e dei costumi, è tutto degno della pietà e della scienza dell’illustre autore. E’ una Epitome della sua teologia morale, teologia di cui il papa Benedetto XIV ha fatto il più grande elogio».
P. Berte . Vita di S. Alfonso, II, p. 145.

1764. La prima edizione del “Confessore diretto per la gente di campagna” di S. Alfonso (Raccolta Marrazzo).

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IN MEMORIAM

Fr. Victor (Charles Wirth) 1921, Santiago.
Fr. Victor nacque ad Hagueneau in Alsazia il 23 gennaio 1851, ed era cugino del P. Jenger, Visitatore del Pacifico.
Compiuti brillantemente  gli studi primari, Charles entrò a 21 anni nella Congregazione, e fu inviato, da novizio, in Ecuador.
Dopo la professione fu assegnato definitivamente a Santiago ove vi rimase fino alla morte. Durante i 45 anni della sua permanenza esercitò l’incarico di sagrestano, che egli svolse alla perfezione.
Nella vigilia delle grandi feste, a sera dopo aver preso una piccola refezione, vegliava per tutta la notte. Aveva una salute di ferro, è vero, ma l’amore per Nostro Signore non era meno meritorio. Di pietà angelica, durante il lavoro ripeteva spesso giaculatorie in lingua spagnola, francese e tedesca. Mentre confezionava le ostie, aveva davanti la tabella dell’orario delle messe che si celebravano giorno e notte nel mondo intero e si univa così al santo sacrificio.
Fratello Victor santificò gli ultimi nove mesi della sua vita con la sofferenza. Trascorreva il tempo nella preghiera e lettura. Quanti rosari ha pregato! E quante visite al SS.mo Sacramento in compagnia di fratello Vito, cuoco e giardiniere di Santiago!
Mentre la comunità si recava a ricreazione, dopo il Te Deum, trovò fratello Victor disteso nel corridoio. Si constatò la morte avvenuta per attacco cardiaco. Aveva ricevuto gli ultimi sacramenti qualche giorno prima. Fratello Victor ebbe la fortuna di trascorrere 45 anni al servizio del Tabernacolo. – «Altaria tua Domine virtutum, Rex meus et Deus meus». Ps. 83.
Professione: 8 settembre 1874

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P. Albert Sarrazin. Saint-Nicolas du Port, 1929.
Nato a Tomblaine, diocesi di Nancy, il 16 giugno 1889, da famiglia molto religiosa, il P. Sarrazin fu consacrato fin dall’infanzia a Nostra Signora del Buon Soccorso, Patrona di Nancy.
Desiderò da sempre diventare sacerdote; così fin dall’età di nove anni, entrò nelleducandato di Houdemont per essere un giorno redentorista, seguendo l’esempio dei due suoi cugini i . Padri Pernet.
Dopo il suo sacerdozio, la guerra del 1914 lo bloccò in Attert. Fu lettore nello studentato di Attert e poi a Uvrier; ma stanco per il troppo lavoro, fu assegnato a Saint-Nicolas-du-Port per riposarsi.  E qui iniziò il suo ministero di missionario.
Il P. Sarrazin fu professore erudito e brillante di lettere, poeta proficuo, religioso edificante, confratello amabile e disponibile.
Il suo esordio di missionario faceva sperare in un apostolo zelante, predicatore stimato ed avvincente che andava migliorando con l’esperienza. Durante la terza missione sopraggiunse una influenza maligna che degenerò con sconcertante rapidità in pleurite. Morì tra le braccia dei confratelli, provvidenzialmente riuniti intorno al suo letto. – «Modicum laboravi, inveni mihi multum requiem». Eccli. 51,35.
Professione: 25 dicembre 1910.
Ordinazione sacerdotale: 20 settembre 1913.

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P. Léopold Michalek. Praga, 1857.
Il P. Michalek nacque a Vienna il 29 ottobre 1794. Studiò nell’università di questa città, e ben presto si mise sotto la guida di S. Clemente Maria. Si arruolò sotto lo stendardo di S. Alfonso, divenendo in seguito Rettore, consultore del P. Passerat e infine dal 1845 al 1848 Provinciale di Austria.
Partecipò attivamente a numerose missioni nella Boemia, in Moravia, durante la pace che seguì la tempesta rivoluzionaria. Morì piamente a Praga.
Il P. Michalek era un’anima di ammirevole purità; modello di dolcezza, umiltà e fedeltà nell’osservanza della Regola. – «Lucerna pedibus meis verbum tuum, et lumen semitis meis». Ps. 111.
Professione: 2 agosto 1822
Ordinazione sacerdotale: 29 agosto 1819

Praga 1917 – Cartolina postale con viste della Casa dei Redentoristi e della chiesa di San Gaetano (foto in AGHR).

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
AMORE VERSO DIO = 6 marzo
APRI

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