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Novena alla Madonna del Perpetuo Soccorso – 2° giorno

Secondo giorno
1. Dall’isola di Creta a Roma.
2. Amiamo la Madonna come l’amano gli Angeli.

1 – Dall’isola di Creta a Roma.

Sulla fine del secolo XV, un mercante di Creta, che soleva recarsi per i suoi commerci in Italia, sottrasse, un giorno, furtivamente, al Santuario della sua città, forse per mandato ricevuto, la venerata e prodigiosa Immagine, di cui narriamo la storia. Dopo averla premurosamente nascosta in fondo alla stiva del grosso veliero, tra le più preziose merci, fece vela per l’Italia.
Ma sul mare si scatenò una tempesta così violenta da minacciare l’estrema rovina del veliero e dei naviganti. Disperati della propria salvezza tutto l’equipaggio, specie il nostro mercante, che sapeva di portare con sé la prodigiosa Immagine, presero ad invocare la Stella del mare, Maria. Il veliero poté allora felicemente approdare al porto desiderato, al lido di Roma.

Dopo qualche tempo fu colto da un improvviso malanno che in pochi giorni lo ridusse agli estremi. Sentendosi mancare la vita, scoprì all’amico, presso il quale albergava, il segreto dell’Immagine che aveva con sé, confidandogli come l’avesse asportata furtivamente dal proprio Santuario, dov’era largamente onorata. Infine, con le lacrime agli occhi, lo supplicò che, dopo la sua morte, avesse cura di esporre la sacra Immagine alla venerazione dei fedeli in qualche chiesa.
L’amico glielo promise solennemente; e il mercante poco dopo, fidente nella parola dell’amico, serenamente morì.
Ma il suo amico non mantenne la promessa. Di carattere fiacco e volubile, fu distolto dalla moglie, donna capricciosa e violenta, che si impossessò della Icona, mettendola nella sua camera da letto.
Inoltre il suo vecchio genitore era avido e calcolatore; insisteva di non cederla ad alcuno, fosse anche il Papa, nell’attesa di poter fare un lauto guadagno col venderla ad un antiquario o ricercatore di opere d’arte.

La Vergine, che voleva la sua Immagine esposta e venerata in una chiesa di Roma, apparve più volte all’uomo infedele alla promessa: prima lo esortò a mantener fede alla parola data all’amico cretese, poi lo intimidì con la minaccia di gravi castighi, finalmente predicendogli la prossima morte. Infatti passò qualche giorno dall’ultima terribile apparizione, e da quella casa uscì un corteo funebre: era il cadavere dell’uomo infedele al solenne impegno assunto presso il letto di morte del mercante cretese. 
(P. Alfonso Barba).

2-05-08

* * * 

2- Amiamo la Madonna come l’amano gli Angeli.

Contempla, anima mia, il quadro miracoloso della tua Madre del Perpetuo Soccorso, e vi vedrai due dei più grandi Angeli del Cielo, S. Gabriele e S. Michele.
Portano distese le loro ali, come disposti a compiere i suoi ordini. Le presentano gli strumenti della Passione, per ricordarle che è la Corredentrice del mondo, e quale perpetuo soccorso degli uomini, deve pietosa applicare loro il sangue del suo divin Figlio. Stanno in attitudine di umiltà e di adorazione, riconoscendo che, pur essendo essi i più eccelsi spiriti della gloria, in presenza di questa Vergine, Madre di Dio, sono come servi e schiavi.
Gli Angeli si prostrano ai piedi di Maria, e noi ci vergogneremo d’invocarla, di amarla e servirla con umiltà?
O Maria, non sono tanto gli Angeli che ti devono far corona, ma invece noi uomini, che siamo i tuoi figli, redenti dal tuo Figlio, e favoriti dal tuo Perpetuo Soccorso. Perciò eccomi ai tuoi piedi, o Signora e Madre mia, prendendo da Te le tue stesse parole, ti dico: “Ecco qui la mia anima, tua ancella; si faccia di me secondo le tue parole”.

* * * * *
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Giugno 19, 2015 at 12:07 am da Salvatore
Categoria: Liturgia e devozioni, Religiosità popolare, Spiritualità Alfonsiana
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