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Settimana Santa – Mercoledì Santo – L’ora delle tenebre
Signore, abbi pietà di me; guarisci l’anima mia perché ho peccato contro di te (Salmo 41, 5).

• Gesù, quanto fu eccessiva la tua bontà verso il duro discepolo! … Sebbene non mi spieghi l’empietà del traditore, sono colpito infinitamente di più dalla dolcissima mitezza tua, o Agnello di Dio! Questa mitezza è data a noi in modello… Ecco qui, o Signore, l’uomo delle confidenze uniche, l’uomo che sembrava tanto unito a te, tuo consigliere e tuo intimo, l’uomo che assaggiò il tuo pane, l’uomo che alla santa cena mangiò con te le dolci vivande, levò su di te il colpo dell’iniquità. E nonostante… tu, mitissimo Agnello…, non dubitasti di darti alla maliziosissima bocca, alla bocca che, nell’ora del tradimento, ti baciò… Nulla gli negasti per dargli ogni cosa che avesse potuto ammansire la pertinacia di un cuore cattivo (Il legno della vita 17).
Quanti sono, buon Gesù, quelli che ti percuotono! Ti percuote il Padre tuo, poiché a te non perdonò, ma ti consegnò vittima per tutti noi. E ti percuotí da te, offrendo alla morte l’anima tua, quella che nessuno può togliere a te, senza di te. Ti percuote, inoltre, il discepolo che ti tradisce col bacio. Ti percuote il giudeo con calci e manate; e ti percuotono i gentili con flagelli e con chiodi. Ecco, quante persone, quante umiliazioni, quanti carnefici!
E quanti, i traditori tuoi! Il Padre celeste ti tradì, per noi tutti; e tu tradisti te stesso, come S. Paolo gioiosamente cantava: « Mi amò e si tradì da sé, per me ». Quel cambio, è in realtà meraviglioso! Tradì se stesso il Padrone per il servo, Iddio per l’uomo, il Creatore per la creatura, 1′ Innocente per il peccatore (La vite mistica 5, 5 ).
(
S. Bonaventura, Opuscoli mistici p 100, 278‑9)

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• Benigno Signore mio, come ti potrò ringraziare che sopporti me che ho fatto mille volte peggio di Giuda? Tu facesti lui tuo discepolo e me hai fatto tua sposa e figliola… O Gesù mio, io ti ho tradito non una volta come lui, ma mille e infinite volte…
Chi ti ha crocifisso? Io. Chi ti ha battuto alla colonna? Io. Chi ti ha di spine coronato? Io. Chi ti ha abbeverato di aceto e fiele? Io, Signor mio, sai perché ti dico che ti ho fatto tutte queste cose? Perché ho veduto… nel tuo lume, che molto più ti afflissero e addolorarono i peccati mortali che io ho commesso, che non ti afflissero e addolorarono quelli che ti cagionarono tutti quegli strazi.
(B. Camilla da Varano, I dolori mentali di Gesù ó, Op. sp. p 165‑7).

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da “Intimità divina”
Roma 1992

O Giuda, dal momento che vuoi vendere il tuo Dio, almeno fatti dare il prezzo che vale. Egli è un bene infinito, merita dunque un prezzo infinito e i trenta denari. Povera anima mia, lascia stare Giuda e volgi il pensiero a te stessa. Dimmi: a quale prezzo hai venduto tante volte al demonio la grazia di Dio? (S. Alfonso).

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Aprile 16, 2014 at 12:01 am da Salvatore
Categoria: Liturgia e devozioni, Preghiere di S. Alfonso
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