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4 Sett. di Pasqua – Martedì – Ancella del Signore
O Maria che hai detto: «Ecco l’ancella del Signore » (Lc 1, 38), insegnami a mettere la mia vita al suo servizio.

• O Maria, Vergine purissima e madre fecondissima…, tu nell’eternità eri innanzi allo sguardo divino… Tu invero stavi, increata, innanzi a Dio prima della creazione, come dopo meritasti di essere creata.
E perciò nel principio, quando tutte le cose dovevano essere create, molto eccellevi innanzi a Dio arrecandogli grandissima gioia. Infatti Dio Padre esultava per le fruttuose opere che tu avresti compiute con il suo aiuto; il Figlio per la tua virtuosa costanza; e lo Spirito Santo per la tua umile obbedienza. Ma il gaudio del Figlio e dello Spirito era anche del Padre; e quello del Figlio era pure il gaudio del Padre e dello Spirito; e il gaudio dello Spirito Santo era ancora il gaudio del Padre e del Figlio. E come essi per te godevano di una sola gioia, così tutti avevano per te un solo amore.
(S Brigida di Svezia, Le celesti rivelazioni p 264‑5).

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• Piena di fede nella parola celeste, interamente sottomessa alla volontà divina che si è manifestata in te, tu rispondi, o Maria, con un abbandono intero e assoluto: « Ecco l’ancella del Signore; avvenga di me secondo la tua parola “ . Il tuo « fiat » è il consenso al disegno divino della redenzione… ed è come l’eco al « fiat » della creazione.
Ma è un mondo nuovo, un mondo infinitamente superiore, un mondo di grazie, che Dio stesso farà sorgere in seguito al tuo consenso, poiché in questo momento il Verbo divino, seconda persona della Santissima Trinità, s’incarna in te: « et Verbum caro factum est ».
(
C. Marmion, Cristo vita dell’anima II, 12, p 549‑50 I).

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• O Figlia, ascolta e guarda, tu che valesti tanto da meritare di diventare figlia del Figlio e di essere l’ancella di Colui che generasti, la Madre del Signore e la genitrice del Salvatore, Figlio dell’Altissimo.
II Re, rapito dallo splendore della tua bellezza, si compiacque di scegliere suo immacolato ospizio la tua carne terrena; per questo concedi che Colui che ti volle con tanto amore Madre sua, a noi doni il fascino e la pienezza della sua grazia così che, mentre sulla terra siamo tuoi nell’amore, Madre santa, dopo la morte, a lui che tu hai generato, senza timore possiamo andare incontro.
(« Oracional Visigotico » 222, da Pietà Mariana Ant. Litur. p 42).

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da “Intimità divina”
Roma 1992

Il tuo nome, o Madre di Dio, è ripieno di tutte le grazie e benedizioni divine. Colui che riempie il cielo e la terra ed è signore del tutto, ha voluto aver bisogno di te, mentre tu gli hai dato quell'abito di carne che prima non avea. Rallegrati, o Madre e ancella di Dio. Allegramente, allegramente, tu hai per debitore colui che dà l'essere a tutte le creature: tutti siam debitori a Dio, ma Dio è debitore a te (S.Alfonso).

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Aprile 23, 2013 at 12:01 am da Salvatore
Categoria: Liturgia e devozioni, Preghiere di S. Alfonso
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