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PreghieraContinua07

13a Sett. TO – Mercoledì – Dio chiama.
«Beato colui che hai scelto e chiamato presso di te!» (Sal G5, 5).

• Tu, Signore Gesù, che sei venuto nel mondo per fare la volontà del Padre e non la tua, concedimi la più completa sottomissione al volere del Padre, e al volere tuo. Credo, mio Salvatore, che tu conosca qual è, per me, la sorte migliore. Credo che tu mi ami più di quanto io non ami me stesso, perché onnisciente è la tua provvidenza, e onnipotente la tua protezione. Come Pietro, anch’io ignoro ciò che il futuro mi prepara (Gv 21, 22).
Mi rassegno per intero alla mia ignoranza e ti ringrazio con tutto il cuore di avermi sottratto al gravoso compito di guidare me stesso, spingendomi ad affidarmi a te. Non posso chiedere nulla di meglio che di diventare oggetto delle tue cure invece che delle mie.
Intendo, Signore, seguirti con l’aiuto della grazia, dovunque tu vada e rinunzio a scegliere la mia strada da solo. Attenderò che tu mi guidi, disposto a comportarmi con semplicità e senza timore.
Ti prometto che non sarò impaziente, anche se tu vorrai darmi momenti di oscurità e di incertezza e che non mi lamenterò di nessuna disgrazia e di nessuna ansietà.
(J. H. NEWMAN, Maturità cristiana p 294).

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• Vengo, vengo a te, Gesù amantissimo, che ho amato, che ho cercato, che ho sempre desiderato. Vengo per la tua dolcezza, per la tua pietà, per la tua carità; vengo con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze. Ti seguo, perché mi hai chiamato.
In te che desidero amare sopra tutte le cose, io tutto ritrovi; e sappia mantenere ciò che ho promesso. A te che scruti i cuori desidero piacere, non per il corpo, ma per l’anima.
O mio fratello e sposo Gesù, Re supremo, Dio e Vittima, poni su di me il tuo sigillo in modo che niente cerchi in questo mondo, niente desideri e niente ami fuori di te. E tu, o Signore, degnati di unirmi a te con un connubio spirituale, sicché diventi tua vera sposa per un amore indissolubile che la morte stessa non valga ad infrangere.
(S. Geltrude, Esercizi 3, p 100 . 112‑4).

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da “Intimità divina”
Roma 1992

Ogni piccolo attacco, ogni filo può impedirci di volare a Dio e di essere tutti suoi. Umiliamoci dunque e confidiamo in Dio e restiamo nella sua pace, non quella pace libera da ogni ombra di timore che Egli ci riserba in cielo. Infatti mentre stiamo in questa vita Egli vuole che sempre stiamo in qualche timore, acciocché così non lasciamo di domandare il divino aiuto e confidare nella divina misericordia. (S. Alfonso).

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Luglio 2, 2014 at 12:01 am da Salvatore
Categoria: Liturgia e devozioni, Preghiere di S. Alfonso
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