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PregareOttobre

27ª settim. TO. – Venerdì – Beati gli operatori di pace
O Signore, la tua pace, che sorpassa ogni comprensione, custodisca il mio cuore e i miei pensieri (Fil 4, 7).

• O Dio, concedi a noi di essere pieni di comprensione vicendevole, imitando la tua compassione e la tua dolcezza, o Creatore nostro… Fa’ che aderiamo a coloro che con religiosità schietta conservano la pace, e non a coloro che solo per ipocrisia dicono di volerla…
Noi fissiamo il nostro sguardo in te, Padre, Creatore di tutto l’universo, ammiriamo i tuoi magnifici, ricchi doni e i benefici della tua pace; fissiamo col pensiero e guardiamo con gli occhi dell’anima la longanimità del tuo volere; e riflettiamo quanto tu, in tutto il tuo creato, ti mostri clemente…
A tutte le cose ordinasti, o grande artefice e sovrano dell’universo, di mantenersi in pace e in concordia.
A tutti tu hai elargito i tuoi benefici, ma li hai elargiti soprattutto a noi, che abbiamo trovato il nostro rifugio nella tua misericordia, per opera di nostro Signore Gesù Cristo. A lui sia gloria e maestà per tutti i secoli dei secoli.
(S. Clemente Romano, Prima lettera ai Corinti 14‑15.19‑20)

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• O Signore, che buona cosa è amare la pace! Amarla è lo stesso che averla. E chi non vorrebbe veder aumentare ciò che ama? Se voglio pochi in pace con me, sarà poca la pace che avrò. Perché questo possesso cresca, bisogna che aumenti il numero dei possessori…
Se distribuisco del pane, quanto maggiore è il numero di coloro a cui lo spezzo, tanto minore ne diventa la quantità. Ma la pace è come quel pane che nelle mani dei tuoi discepoli si moltiplicava a misura che veniva spezzato e distribuito.
Dammi dunque la pace, Signore; per potervi attirare gli altri, l’abbia io per primo, io per primo la possegga. Arda in me il mio fuoco, perché possa accendere altri… Amante della pace, io per primo sia interamente preso dalla sua bellezza e bruci dal desiderio di attirarvi gli altri. Vedano anch’essi ciò che io vedo, amino ciò che io amo, possiedano ciò che io possiedo.
O pace diletta che mi sei sommamente cara tu mi dici: amami e subito mi possederai. Induci quanti più puoi ad amarmi: sarò casta e rimarrò integra. Induci quanti più puoi: mi cerchino, mi possiedano, godano di me.
(S. Agostino, Sermo 357, 2‑3)

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da “Intimità divina”
Roma 1992

Io so che amate la Congregazione; se l’amate, amate la pace. E sappiate che io vi amo e vi stimo (S.Alfonso).

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Ottobre 10, 2014 at 12:01 am da Salvatore
Categoria: Liturgia e devozioni, Preghiere di S. Alfonso
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