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Tempo Ordinario 3a settimana, mercoledì – La preghiera di Gesù
Per Cristo, con Cristo e in Cristo la mia preghiera, o Padre, ti dia gloria (dal Messale Romano).

• O Gesù, ti ritiri solo sul monte a pregare per insegnarci con il tuo esempio che anche ‘noi, se vogliamo pregare Dio con cuore puro e ricco di affetto, dobbiamo come te separarci dal disordine e dalla confusione della folla…
In tal modo si realizzerà per noi la preghiera che tu hai rivolto al Padre in favore dei tuoi discepoli: « L’amore con cui mi hai amato sia in essi e io in loro » (Gv 17, 26)…
Ciò avverrà quando ogni nostro amore, ogni desiderio, sforzo, ricerca, pensiero, ciò di cui viviamo, parliamo, respiriamo non sarà altro che te, o Dio; quando l’unità che regna tra te, Padre, e il Figlio tuo… si trasfonderà nel nostro cuore e nella nostra anima, quando imitando l’amore puro e indissolubile col quale tu ci ami, a nostra volta ti ameremo con amore perpetuo e inseparabile e saremo talmente uniti a te, che ogni nostro respiro, ogni pensiero, ogni parola porteranno la tua impronta.
(cf G. Cassiamo, Conferenza X, 6‑7).

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• La preghiera di Cristo! È il mistero più grande e più bello del mistero dell’Incarnazione: l’Uomo‑Dio che parla con Dio… eppure la preghiera di Cristo uomo è una vera preghiera umana: è il figliolo dell’uomo che si rivolge al Padre…
Oh! Signore… eppure anch’io nell’infinitamente piccolo potrei pregare così!
Anche con me tu hai stabilito una dolcissima, una indicibile unione… mi hai inserito attraverso la comunione del tuo corpo fisico nel tuo Corpo mistico ed io alla lettera vivo di te e della effusione della tua grazia: mi hai costituito in una unità misteriosa… l’hai confrontata a quella del Padre con te… quella che la tua Umanità ebbe con la tua persona è unica… quell’Umanità visse dell’essere stesso della tua persona divina, ma in quella tutti fummo uniti a te perché venimmo a partecipare la natura tua divina. Se io sapessi tener vivo in me il ricordo del mistero che hai creato entro di me, la mia preghiera potrebbe essere una lontana ombra della tua… nascere dalla continua unione con te.
(G. Canovai, Súscipe Domine p 305‑6).

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da “Intimità divina”
Roma 1992

O Padre Eterno, ascolta la voce del tuo amato Figlio che ti prega di perdonarci. È vero che noi tal perdono non lo meritiamo, ma lo merita Gesù Cristo che con la sua morte ha soddisfatto con soprabbondanza per li nostri peccati (S. Alfonso).

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Gennaio 29, 2014 at 12:01 am da Salvatore
Categoria: Liturgia e devozioni, Preghiere di S. Alfonso
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