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PreghieraContinua11

31ª settim. TO. – Sabato – Chiamati alla comunione con Dio
Signore, che per primo mi hai amato, fa’ che io possa riamarti (1 Gv 4, 19).

• O Signore, ho bisogno di possederti pienamente per saziare la mia brama divorante di amore… E tu, o Signore, con la tua tenerezza, ascolti, intendi questa brama ispirata da te stesso; tu vuoi e puoi soddisfare questo cuore creato per contenerti, e solo con l’infinito che sei tu stesso, puoi colmare questo bisogno indomabile di vita e di amore.
Come la più affettuosa delle madri, tu lo desideri con ardore divino. Chi può misurare o scrutare l’amore infinito che porti all’uomo, opera delle tue mani?… Oh! sì, ho proprio bisogno di possederti pienamente per saziare il mio cuore e alimentare il bisogno infinito di amore che lo consuma…
Il cuore dell’uomo è un abisso di cui tu solo, o Dio, conosci il fondo; abisso che tu solo puoi colmare; qualsiasi creatura è vana e insufficiente. Non vi è in essa né appoggio, né pienezza, né sazietà, né vero bene, né sacrificio disinteressato, né volontà sommamente efficace per soddisfare il nostro povero cuore…
Dove troverò tanto amore, tanta vita da soddisfare questo bisogno intenso di amore e di vita che tu, o Signore, hai messo in me? Ah! ci vuole un centro, un focolare vero, perfetto che trovi libera espansione e reciprocità. Dove trovarlo se non in te solo, o Signore, per cui è fatto il nostro cuore?
(B. M. Teresa de Soubiran, p 319‑20).

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• O Gesù, chi mi darà la grazia di formare un solo Spirito con te? Io certo, o Signore, respingendo la molteplicità delle creature, voglio solamente la tua unità! O Dio, tu sei il solo uno, la sola unità necessaria alla mia anima!
Deh, caro amico del mio cuore, unisci quest’unica povera anima mia all’unicissima tua bontà! Tu sei tutto mio; quando sarò io tutto tuo? La calamita tira il ferro e lo stringe a sé; Signore Gesù,… sii la calamita del mio cuore: stringi, avvinci, unisci per sempre il mio spirito al tuo paterno petto!
Oh, poiché io sono fatto per te, per qual motivo non sono in te? Inabissa questa goccia che è il mio spirito, datomi da te, nel mare della tua bontà da cui procede. Signore, giacché il tuo cuore mi ama, perché non mi rapisce a sé, desiderandolo io tanto? Traimi, e correrò dietro alle tue attrattive per gettarmi nelle tue braccia e non muovermi più di lì nei secoli dei secoli.
(S. Francesco di Sales, Il Teotimo VII, 3, v 2, p 30)

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da “Intimità divina”
Roma 1992

Mio Dio, amato mio, fa’ ch’io t’ami anche fra le pene. Tu hai amato me senza riserva, senza riserva voglio amarti ancor io (S. Alfonso).

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Novembre 8, 2014 at 12:01 am da Salvatore
Categoria: Liturgia e devozioni, Preghiere di S. Alfonso
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