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5. “SALVE, REGINA”

Se Gesù è re dell’universo, Maria ne è la regina. “Costituita regina, con diritto possiede tutto il regno del Figlio” (Ruperto abate).  Quindi “le creature che servono Dio”, dice san Bernardino da Siena, “devono servire anche Maria. Gli angeli, gli uomini e tutte le cose che sono nel cielo e sulla terra, essendo soggette al dominio di Dio, sono soggette anche alla Vergine gloriosa”.
Maria è regina. Ma sappia ognuno, per comune consolazione, che Maria è una regina assolutamente dolce, clemente, incline al bene di noi miseri. […] Mentre i tiranni nel regnare hanno per fine il proprio bene, i re devono avere per fine il bene del loro popolo. Per questo nella cerimonia di consacrazione i re e le regine vengono unti sul capo con olio, simbolo della misericordia: per indicare che nel regnare essi devono soprattutto nutrire pensieri di pietà e di beneficenza per tutti.
I re devono dunque dedicarsi principalmente alle opere di misericordia, ma non al punto da dimenticarsi di esercitare la giustizia verso i colpevoli, quando è necessario. Maria, invece, non si occupa del castigo dei peccatori, non è regina di giustizia, ma di misericordia, dedita soltanto alla pietà e al perdono dei peccatori. Per questo la Chiesa vuole che la chiamiamo espressamente “regina di misericordia”. […]

Il profeta Davide predisse che Dio stesso, per così dire, consacrò Maria come regina di misericordia, ungendola con olio di letizia: Il tuo Dio ti ha consacrato con olio di letizia (Sal 44,8), affinché tutti noi miseri figli di Adamo ci rallegrassimo al pensiero di avere in cielo questa grande regina piena di unzione di misericordia e di pietà verso di noi.

A questo proposito sant’Alberto Magno applica molto bene a Maria la storia della regina Ester, figura della nostra regina. Nel libro di Ester (c. 4) si legge che sotto il regno di Assuero, fu pubblicato nei suoi stati un decreto con cui si ordinava la morte di tutti i Giudei. Allora Mardocheo, che era uno dei condannati, raccomandò la loro salvezza a Ester, affinché si interponesse presso il re per ottenere la revoca della sentenza. Dapprima Ester ricusò questo incarico, temendo di accrescere la collera di Assuero. Ma Mardocheo la rimproverò e le mandò a dire che non pensasse a salvare solo se stessa, dal momento che il Signore l’aveva posta sul trono per ottenere la salvezza di tutti i Giudei (cf. Est 8,13). Così possiamo dire anche noi poveri peccatori alla nostra regina Maria, se mai esitasse a impetrare da Dio la liberazione dal castigo giustamente da noi meritato: “Non pensare che Dio ti abbia esaltata ad essere la regina del mondo solo per provvedere al tuo bene, ma perché tu, divenuta potente, possa compatire di più e soccorrere meglio noi miseri”.
Assuero, quando vide Ester alla sua presenza, le domandò con amore che cosa fosse venuta e chiedergli. La regina allora rispose: Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, o re, …il mio desiderio è che sia risparmiato il mio popolo (Est 7,3). Assuero l’esaudì, ordinando subito che fosse revocata la sentenza. Ora, se Assuero, per l’amore che le portava, accordò ad Ester la salvezza dei Giudei, come potrà Dio, che ama immensamente Maria, non esaudirla quando essa lo prega per i miseri peccatori che a lei si raccomandano? […]

I re e le regine con l’ostentazione della loro maestà incutono timore, sicché i sudditi temono di presentarsi davanti a loro. Con Maria, scrive san Bernardo, non bisogna avere alcun timore. Anche i miserabili possono ricorrere a questa regina di misericordia, dal momento che in lei non c’è nulla di terribile o di austero, ma si dimostra tutta dolcezza e cortesia. Maria offre a tutti noi latte e lana: latte di misericordia per animarci alla fiducia e lana di rifugio per ripararci dai fulmini della divina giustizia. […]

Ricorriamo dunque sempre ai piedi di questa dolce regina, se vogliamo sicuramente salvarci; e se ci spaventa e ci scoraggia la vista dei nostri peccati, pensiamo che Maria è stata fatta regina di misericordia per salvare con la sua protezione i più grandi e colpevoli peccatori che a lei si raccomandano. (da Le Glorie di Maria, Parte I, I, 1)

O cara nostra madre,  se vuoi salvarci, digli
solo che siam tuoi figli,  ch’egli ne avrà pietà.

Per tante colpe, è vero,  degni non siam già noi
d’esser più figli tuoi,  ma tu sei Madre ancor.

Apri quel tuo bel manto,  in cui senza timore
starem, se con amore,  Madre ci accogli tu.

O Madre dolce e cara,  ascolta chi ti chiama:
salva, o Maria, chi t’ama  e tanto fida in te.

Ogni giorno un’immagine di Maria

"Se Gesù è re dell’universo, Maria ne è la regina: costituita regina, con diritto possiede tutto il regno del Figlio” (Ruperto abate).

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Maggio 5, 2011 at 12:05 am da Salvatore
Categoria: Le Opere, Preghiere di S. Alfonso
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