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 Teggiano-Policastro e i Redentoristi

Domani 4 febbraio 2012 alle ore 16,00
nella Cattedrale di Teggiano
S. E. Mons. Antonio De Luca, redentorista,
farà il solenne ingresso in Diocesi
per l’inizio del ministero episcopale.
Un altro redentorista, in passato, è stato vescovo di Policastro: mons. Nicola Laudisio e dall’attuale territorio diocesano sono venuti su altri redentoristi. E ci auguriamo che la storia continui.

1. Mons. Antonio De Luca, nuovo vescovo di Teggiano-Policastro

Domani, 4 febbraio 2012, fa il suo ingresso in diocesi per l’inizio del ministero episcopale. Di lui questo sito ha riferito attraverso due interventi:
– P. Antonio De Luca vescovo.
– Il giorno di P. Antonio De Luca.

SCALA, il bollettino ufficiale delle notizie redentoriste a livello mondiale, ha riportato un servizio sulla consacrazione episcopale del Confratello  avvenuta il 7 gennaio scorso. –  Apri il collegamento.

Auguri a Mons. Antonio De Luca, redentorista, per l'inizio del suo mistero episcopale!

2. Mons. Nicola Laudisio (1779-1862), vescovo di Policastro
dal 1824 al 1862

Le date in sintesi: nasce il 22 marzo 1779 – fa la professione religiosa il 2 febbraio 1801 – diventa sacerdote il 4/6/1803 – viene nominato vescovo di Bova il 6 giugno 1819 (alcuni dicono il 4 giugno)  – viene trasferito alla sede di Policastro il 3 maggio 1824 – muore il 6 gennaio 1862 (alcuni dicono l’8 gennaio).

A Sarno, sua città natale, nella chiesa dedicata a S. Alfonso M. de Liguori, che egli stesso fece costruire, c’è un artistico bassorilievo in marmo con la seguente epigrafe:

A NICOLA M. LAUDISIO SARNESE
che, entrato giovane nella Congregazione del SS. Redentore, fu nominato Vescovo prima di Bova, poi di Policastro. Ciò che a lungo desiderò ardentemente vide celebrato a Roma, tra i dogmi, l’Immacolata Concezione della Vergine e a questa Santissima causa fu Postulatore, perché il più anziano dei Vescovi.
Nato a Sarno nel 1779, morto il 6 gennaio 1862, Raffaele, figlio del fratello, allo zio amatissimo, addolorato e commosso pose questa memoria.

Il bassorilievo marmoreo con l'epigrafe nella chiesa parrocchiale di S. Alfonso a Sarno (SA), fatta costruire a proprie spese da Mons. Laudisio (foto dal sito della stessa parrocchia).

Mons. Nicola Laudisio, venuto a Sarno per un breve periodo di riposo in famiglia, volle costruire a sue spese questa chiesa nella sua proprietà con lo scopo di venire incontro alle necessità dei fedeli, perché quella zona di campagna si era  molto sviluppata e la chiesa parrocchiale era distante .Fu lo stesso vescovo a benedire solennemente la chiesa il 17 settembre 1859.

Mons. Laudisio ebbe l’alto onore di essere Postulatore nella Definizione Dell’Immacolata Concezione a Roma nel 1854.
Fu Barone dei Reali Ordini di Francesco 1°; confessore di S. Alfonso, Consigliere di S. M. il Re e Pari del Regno.

La mancata fondazione di Lauria

Il 4 settembre 1843 Mons. Laudisio comincia una serie di contatti con i Superiori Redentoristi per l’ apertura di una casa redentorista in Lauria. La cosa stava grandemente a cuore del vescovo, ma purtroppo non arrivò a lieto fine. P. Salvatore Schiavone, archivista storico dei Redentoristi, nelle sue Cronache manoscritte ne ricostruisce la storia:

—- Circa la Casa in Lauria Inferiore la storia è la seguente, come me l’ha scritta la Segretaria Suor Gabriella Figlia della Carità in detta Casa:
«La principessa Porsia di Sanseverino fece costruire due Conventi consimili nel 1400, uno a Ravello, l’altro a Lauria Inferiore, sito in Piazza Sanseverino. «Vi furono collocati i Minori Osservanti (1400).
I Francesi, capitanati da Massena e comandati dal Generale Championnet per andare a sconfiggere i Napoletani sollevati, dovettero passare per Lauria; ma prima si accamparono a parecchi chilometri, lontano dalla città per domandare semplicemente il transito, che fu loro negato non solamente, ma crudelmente impedito.
I Francesi indispettiti misero la città a ferro e fuoco. Il primo ad essere incendiato fu il sopra nominato Convento che trovasi all’entrata del paese. Il Vescovo di Policastro, Mons. Ludovico [Ludovico Ludovici, O.F.M.  vescovo dal 1797 al 1819,] voleva che vi fosse mantenuto l’Ordine dei Minori, ma questi, rifugiatisi nel Convento di Rivello, poco s’interessarono. Il Convento mezzo distrutto rimase disabitato.
Il successore di Ludovico, Mons. Nicola Laudisio C. SS. R. col suo proprio danaro comprò il Convento, caduto in potere dei privati Ielardi, Gerardi e Reale, e, riattato alquanto il locale, in sulle prime voleva collocare le Monache Redentoriste di Vibonati, perché il loro Monastero era stato diroccato dal terremoto del 1857, ma questo desiderio andò fallito.
Allora Mons. Laudisio pensò bene di collocarvi i suoi Confratelli e ne vennero due fratelli germani Padri Giordano e un Laico. I detti Padri non erano ancora installati, e mentre il Vescovo ne faceva le pratiche scoppiò la Rivoluzione (1860).
I Padri dovettero andar via. In quel frattempo morì Mons. Laudisio senza lasciare testamento e il Convento restò proprietà dei nipoti Laudisio.
Il Convento che stava in pericolo di essere ridotto ad Albergo, Osteria e peggio, fu comprato dal Comm. Gaetano Viceconte dagli eredi Laudisio nel 1881, e vi installò le “Figlie della Carità” per aprire un convitto che tuttora esiste col nome: “Convitto Immacolata Concezione”.

Mon. Nicola Laudisio, redentorista, vescovo di Policastro dal 1824 al 1862. Proveniva da Bova (RC) dove era vescovo dal 1819. (rarissima immagine nelle Cronache del P. Salvatore Schiavone).

 

3. P. Domenico De Francesco redentorista (1797-1849)
Nacque al 1797 in Diana, ora Teggiano. Entrato in Congregazione fu ordinato Minorista in Ciorani il 1° Agosto 1819, Dom. IX dopo Pentecoste, dal nostro Vescovo di Bova D. Nicola M.a Laudisio, maestro in Teologia.
Fu, poi, ordinato Suddiacono il 23 Settembre 1820 e Diacono il 16 Giugno 1821 dal Vescovo di Ascoli D. Antonio M.a Nappi nella Cappella dell’ Episcopio. L’ anno seguente fu ordinato sacerdote.
P. De Francesco fu degno operaio nella Vigna del Signore, insigne Missionario del SS. Redentore, zelante per la regolare osservanza, impegnatissimo per la divina gloria e per la salvezza delle anime, indefesso alle apostoliche fatiche, e gran devoto della gloriosa madre S. Anna.
Morì nel Convento redentorista (poi soppresso) di Somma Vesuviana il 26 Luglio 1849, festa della sua grande Protettrice, dopo aver sofferto con perfettissima rassegnazione ai divini voleri una penosa infermità di tre settimane, accompagnata da febbre e da altri acerbissimi incomodi: e dopo ricevuto con gran pietà e divozione tutti i Santi Sacramenti.
Tra le lacrime di tutti i Padri della Comunità e di tutto il popolo di Somma che l’ amava come un Padre, placidamente rese il suo spirito al Signore, contando anni 50 in circa di sua età e 34 di Congregazione.
Nel 1846 fece stampare in Napoli i «Familiari Sermoni in onore di S. Anna» per tre novene, dedicati alla Regina Maria Teresa d’ Austria.
(dalle Cronache manoscritte di P. Salvatore Schiavone).

4. P. Nicola Francesco Jannini redentorista ( 1809-1855 ).
Nasce l’ 8 ottobre 1809 a Trecchina (PZ), fa la professione religiosa il 2 agosto 1828; diventa sacerdote il 21 dicembre 1833. Muore il 1 aprile 1855 a causa di ripetuti infarti.
Fu accolto tra i redentorista con  attestato di  buona condotta scritto da mons. Laudisio. Era di  buona condotta civile e di nobile famiglia. Le date della sua professione(giorno del Beato Alfonso M. de Liguori) e del sacerdozio (giorno in cui fu consacrato sacerdote Alfonso de Liguori) rivelano la grande vicinanza al santo Fondatore.

È stato redentorista anche il P. Arsenio Spinillo di S. Arsenio nato nel1928 che professa nell’Istituto nel 1946 e diventa sacerdote il 21 marzo 1953. – Nel 1961 viene dispensato dai voti e incardinato alla diocesi di Teggiano.
(dati estratti dai Cataloghi redentoristi).

 P. Salvatore Brugnano

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Febbraio 3, 2012 at 12:05 am da Salvatore
Categoria: Istituto redentorista
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