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 L’annuncio della Parola oggi

    • 1.Vangelo e riflessione della quinta Domenica di Pasqua_B2018:  “Chi rimane in me ed io in lui fa molto frutto”.
    • 2. Video-riflessione di P. Giuseppe De Nardi  – da Gloria.Tv.
    • 3. Video – Madre del Buon Consiglio – 26 aprile – da Gloria.Tv.
    • 4a. Video – Alfie Evans, il papà Tom: “Grazie Italia, vi amiamo!” – da Gloria.Tv.
    • 4b. Video – Dodici Certosini fucilati dai tedeschi nel settembre 1944  – da Gloria.Tv.
    • 5. Video – Visita alla chiesa voluta da Natuzza – da Gloria.Tv.
    • 6. CSSR – Materdomini (Av) Santuario San Gerardo:”Giornata Ammalato” 25/4/18 – da YouTube
    • 7. Dalle Opere di S. Alfonso – Vescovo per obbedienza.

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“La parola di Dio dimora in voi che avete vinto il maligno” (1Gv, 2,14).

1. Vangelo della domenica – Gv 15,1-8.
“Chi rimane in me ed io in lui fa molto frutto”.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».
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________VIDEO_______
Un consiglio per non bloccarsi: aprirli uno per uno e lasciarli terminare.

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2. P. Giuseppe de Nardi – Sulla Tua Parola – Gv 15,1-8 di Koinonia (dur. 08:48) – da Gloria.Tv.

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3. Video – Madre del Buon Consiglio – 26 aprile di Irapuato (dur. 04:50). – da Gloria.Tv.

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4a. Video – Alfie Evans, il papà Tom: “Grazie Italia, vi amiamo! Alfie è una parte della famiglia italiana di gioiafelice (dur. 03:21) – da Gloria.Tv.

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4b. Video – «La strage di Farneta. Storia sconosciuta dei dodici Certosini fucilati dai tedeschi nel settembre 1944 di gioiafelice (dur. 06:11) – da Gloria.Tv.

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5. Video – Visita alla chiesa voluta da Natuzza di nazarenolanciotti (dur. 05:38) – da Gloria.Tv.

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6. CSsR – Materdomini (Av) Santuario San Gerardo:”Giornata Ammalato” 25/4/18 di Raffaele Evangelista (dur. 15,25) – da YouTube.

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7. Dalle Opere di S. Alfonso – Vescovo per obbedienza.

♦ S. Alfonso, che aveva fatto voto di non accettare dignità, riuscì ad eludere l’arcivescovato di Palermo proposto dal Ministro Tanucci al re Carlo III. In quella occasione il Santo confidò al venerabile p. Cafaro, suo direttore spirituale: “Il Re ha stabilito di eleggermi arcivescovo di Palermo; ma io piuttosto andrò ad intanarmi in un bosco che accettare una tale dignità”.
♦  Ma il 9 marzo 1762 a Pagani giunse la nomina dal Papa. Alfonso, scattato in piedi, aprì, lesse e s’incupì nel volto al messaggio che lo colpiva alla sprovvista. Il plico consegnato gli notificava la destinazione alla cattedra di S. Agata dei Goti.
♦ La comunità redentorista con giubilo si precipitò da lui, che era Rettore Maggiore, per felicitarlo, ma rimase interdetta scorgendolo muto e disfatto. Il p. Ferrara, un letterato, per sfondare quel sipario funereo suggerì: “Reverendo Padre, datevi pace: può essere un segno di stima che potete declinare; queste rinunzie volentieri si accettano”.
♦  Il Santo, afferrato un foglio e concentratosi, stese la lettera con la perizia di avvocato: ringraziato il Sommo Pontefice per l’augusta benevolenza ed esposta l’insufficienza propria, l’età avanzata, i malanni, metteva l’accento sopra l’obbligo di rifiutare “dignità, benefizi ed offizi di qualunque sorta fuori della Congregazione” come aveva professato con voto perpetuo secondo la Regola .
Affidato il documento al messo e congedatolo con una pingue mancia, trasse un sospiro di sollievo dichiarando al p. Corsano: “Ho dovuto perdere un’ora di tempo e quattro ducati per questa freddura… Non cangerei la Congregazione con tutti i regni del gran Turco“.
Ma la risposta che arrivò il 16 marzo 1762 non ammetteva replica: chiedeva l’obbedienza di accettare. Posto il plico ai piedi del Crocifisso e congiunte le mani, Alfonso chinò il capo commentando: “Questa è la volontà di Dio… Gloria Patri! Dio mi vuole vescovo, ed io voglio esser vescovo“.
Qualcuno si permise di interferire, ma egli rettilineo interruppe: “Non c’è possibilità di interpretazione: il Papa si è dichiarato in termini di obbedienza; bisogna obbedire!”.
(Cf. Oreste Gregorio, Monsignore si diverte, Valsele Tip. 1987, pp.13-15)

La vicenda del piccolo Alfie Evans, morto alle 2.30 del 28 aprile 2018, ha messo a nudo le ambiguità della nostra società: essa è capace di fare leggi per proteggere gli animali, anzi di conviverci insieme, e poi si mostra incapace a trovare il modo di concedere una ulteriore possibilità di vita al piccolo malato, nonostante le proteste, gli appelli, le offerte di aiuto giunte generosamente da ogni parte del mondo. Una ambiguità tragica, che segna la sconfitta dell’uomo. Cristo ci offre la possibilità di portare frutti veri, se rimaniamo in Lui.

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Aprile 29, 2018 at 12:06 am da Salvatore
Categoria: Liturgia e devozioni, Proprium liturgico
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