Vita Redentorista 259

Vita Redentorista – Rubrica quotidiana – 16 settembre

Questo giorno vissuto con spirito redentorista

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1. Dalle Costituzioni e statuti
1. Statuti Generali – Il Governo della Comunità Apostolica.
– Art. 4: I Consiglieri in generale.
I Consiglieri sono tenuti al segreto quando lo richiedono la giustizia, la carità e il buon andamento degli affari. (Stat. Gen. 111).

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2. Pensiero e testimonianza sulla Virtù del mese: La mortificazione.

  • Pensiero = La mortificazione interna attacca e riduce il nemico interno, cioè l’immaginazione, la memoria, la sensibilità, l’impressione, il cuore naturale, lo spirito, la intemperanza della lingua, la volontà propria. E questo lavoro deve durare tutta la vita, sopra tutto in certe prove più dolorose. (P. Desurmont).
  • Testimonianza = P. Francesco Margotta. – Leggi tutto.

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3. Redentoristi nel Mondo
Redentoristi di America – Baltimora I
Il sacerdote del Vaticano II: Andare al popolo – Esperienza di un cambiamento
di Thomas Deely , C.Ss.R

P. Thomas Deely ha professato i voti di Redentorista nel 1960 ed è stato ordinato nel 1965. Attualmente assiste i lavoratori migranti e le famiglie immigrate in Esopus , NY.

Sono stato ordinato sacerdote  nel giugno 1965. Il Concilio Vaticano II , iniziato nel 1962 , si chiuse quando io venni ordinato .

Uno degli scopi del Concilio era quello di “aprire le finestre della Chiesa cattolica e permettere all’aria fresca di rinnovamento di entrare in essa .” Molta aria fresca è entrata . Non eravamo più “chiusi in seminario . ” Ora potevamo uscire ed incontrare le persone ed essere coinvolti nel lavoro apostolico.

Prima del Concilio Vaticano II c’era quasi una convinzione all’interno della Chiesa: che quando si  riceveva un seminarista , lo si formava a pregare e ad amare il silenzio , senza curarsi molto di quello che accadeva nel mondo , e si supponeva che il buon risultato era quello di avere un santo seminarista che andava nel mondo pieno di preghiera , di Parola di Dio e di sante devozioni e che avrebbe vinto il mondo per Cristo.

Non ho mai creduto a ciò. E neppure, credo, ho fatto ciò che chiedeva il Concilio: di portare la Chiesa verso un nuovo e fresco incontro con il mondo moderno. Mentre lo spirito del Concilio cambiava gradualmente gli atteggiamenti e le regole della nostra formazione in seminario, noi gradatamente cominciavamo a vedere cosa i giovani come noi stavano facendo in tutto il mondo. Erano gli anni Sessanta ! Stavano combattendo per i diritti civili e umani . Essi protestavano contro una guerra insensata in Vietnam. Stavano lottando per annullare la povertà e l’ingiustizia sia negli Stati Uniti che in tutto il mondo.

Cominciai a soffrire l’isolamento che la formazione in seminario mi aveva trasmessa. Sapevo che non era giusto. Da giovane/adulto di 24 anni, ho dato la mia prima lezione di catechismo e mi sentivo molto lontano da quelli della settima classe di base, quasi “fuori di essi”. Gridato e piangevo per la vergogna e la rabbia.

Fui felice quando finalmente da sacerdote redentorista potei uscire e predicare il Vangelo di Gesù a persone reali in un mondo reale. La libertà è stata grande. La nuova apertura nella nostra Chiesa è stata meravigliosa.

Pur se non erano grandi, erano però valori egoistici e mondani quelli che assaltavano la nostra Chiesa. Le finestre erano aperte. L’aria fresca era entrata; ma era entrata insieme a venti avvelenati di dubbio, di desiderio di piacere e di comfort.  Entrava il messaggio seducente che la Croce, la sofferenza e il sacrificio erano una perdita di tempo. Così da quelle stesse finestre, attraverso le quali era entrata aria fresca, entrarono molti i quali sentenziavano che seguire Cristo da religioso, da sacerdote, da missionario poteva non assicurare loro ciò che personalmente desideravano.

Nei 48 anni di sacerdozio che ho vissuto dopo il Concilio, ora ho capito perché i nostri superiori erano così preoccupati da proteggerci dal mondo. Essi, per molti versi, erano corretti. La fedeltà come sacerdote redentorista non era più facile di quanto potesse esserla per qualsiasi persona o coppia cattolica sposati. La fedeltà richiede la preghiera, l’umiltà e la generosa accettazione della croce e delle croci della nostra vita.

Vorrei concludere citando una giovane monaca passionista che ha fatto il migliore e più breve discorso vocazionale che abbia mai sentito. Ha detto: “Se dovessi scegliere di nuovo, sceglierei ancora di essere una suora!” Lo stesso vale per me come sacerdote redentorista.

(traduzione dall’inglese: P. Salvatore Brugnano)
Leggi l’originale sul sito dei Redentoristi di Baltimora.

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4. Un Canto di S. Alfonso
Dove mi trovo?
( anima introdotta nella cella vinaria, già ubriacata del divino amore)

Dove mi trovo? deh quale è questa
cella beata, dove respiro
aura sì bella, ch’ardo e sospiro
tutt’avvampando di santo Amor!

Chi mi condusse in questo chiuso
orto sì ricco di tanti fiori,
che spiran tutti di mille odori
un pieno odore, che sazia il cor?

Un dolce sonno mi fa beata:
o creature, non mi svegliate:
lasciate pure, oh Dio, lasciate
ch’io segua in pace sempre a dormir.
Demo cantata da Anna Risi.
[audio:/alfonso/23ARisi/39-DoveTrovo.mp3]

Apri la grande pagina delle Canzoncine di S. Alfonso

5. Una immagine al giorno.

2013 Redentoristi di Baltimora. A 50 anni dal Concilio Vaticano II i Redentoristi fanno la storia del loro passaggio da una ecclesiologia e missiologia preconciliare a quelle proposte dal Concilio, conservando i valori autentici della tradizione (fedeltà, preghiera, umiltà, amore alla Croce) e passando il testimone alle nuove generazioni.
2013 Redentoristi di Baltimora. A 50 anni dal Concilio Vaticano II i Redentoristi fanno la storia del loro passaggio da una ecclesiologia e missiologia preconciliare a quelle proposte dal Concilio, conservando i valori autentici della tradizione (fedeltà, preghiera, umiltà, amore alla Croce) e passando il testimone alle nuove generazioni.